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Servitù di passaggio: ultime sentenze

4 Marzo 2022
Servitù di passaggio: ultime sentenze

Accertamento; costituzione per usucapione di una servitù di passaggio sul fondo del prossimo congiunto; dovere del giudice di verificare i dati risultanti dagli atti.

La presenza di una porta o di una porta-finestra è inequivoca al fine di dimostrare l’esistenza di una servitù di passaggio? Per maggiori informazioni sulla servitù di passaggio, leggi le ultime sentenze.

Indice

Il requisito dell’apparenza della servitù

Il requisito dell’apparenza della servitù, necessario ai fini del relativo acquisto per usucapione o per destinazione del padre di famiglia, si configura come presenza di segni visibili di opere permanenti obiettivamente destinate al suo esercizio rivelanti, in modo non equivoco, l’esistenza del peso gravante sul fondo servente, così da rendere manifesto che non si tratta di attività compiuta in via precaria, bensì di un preciso onere a carattere stabile.

Ne consegue che, per l’acquisto in base a dette modalità di una servitù di passaggio, non basta l’esistenza di una strada o di un percorso all’uopo idonei, essendo, viceversa, essenziale che essi mostrino di essere stati realizzati al preciso scopo di dare accesso al fondo preteso dominante attraverso quello preteso servente e occorrendo, pertanto, un “quid pluris” che dimostri la loro specifica destinazione all’esercizio della servitù.

Cassazione civile sez. II, 20/01/2022, n.1794

Imposizione di una servitù coattiva di passaggio

La costituzione coattiva della servitù di passaggio in favore di un fondo non intercluso, ai sensi dell’art. 1052 c.c., postula la rispondenza alle esigenze dell’agricoltura o dell’industria, requisito che trascende gli interessi individuali e giustifica l’imposizione solo per interesse generale della produzione, da valutare, non già in astratto, ma con riguardo allo stato attuale dei fondi e alla loro concreta possibilità di un più ampio sfruttamento o di una migliore utilizzazione, sicché il sacrificio del fondo servente non si giustifica qualora il fondo dominante sia incolto e da lungo tempo inutilizzato a fini produttivi.

Cassazione civile sez. II, 20/12/2021, n.40824

Oggettiva prevedibilità dei bisogni del fondo dominante

In tema di servitù di passaggio, ed in mancanza di chiare limitazioni ricavabili dal titolo, non ogni mutamento di destinazione o trasformazione del fondo dominante, tale da determinare un maggiore traffico di persone sul fondo servente, costituisce di per sé un aggravamento della servitù, ma solo quei mutamenti o quelle trasformazioni che sono idonei, considerato lo stato dei luoghi, ad aumentare il transito di persone in maniera dannosa per il fondo servente, dando luogo a molestie che, secondo la comune valutazione, siano più gravose in quanto necessarie per soddisfare bisogni del fondo dominante non oggettivamente prevedibili al tempo della costituzione della servitù.

Cassazione civile sez. VI, 16/12/2021, n.40319

Quando è possibile l’imposizione coattiva di passaggio?

In tema di servitù coattive l’articolo 1051 c.c. prevede le ipotesi in cui il fondo sia circondato da fondi altrui e non abbia uscita sulla pubblica via (interclusione assoluta), né possa procurarsela senza eccessivo dispendio o disagio (interclusione relativa), disponendo la necessaria costituzione della servitù di passaggio a vantaggio di detto fondo e a carico dei fondi intercludenti, fino a un massimo sufficiente per i mezzi meccanici, se occorrente.

L’articolo 1052 contempla, invece, l’ipotesi in cui il fondo, pur non essendo intercluso, si trovi nella condizione di essere munito di un accesso inadatto o insufficiente, oltre che insuscettibile di ampliamento. Anche in questa situazione è possibile l’imposizione coattiva di passaggio, nella ricorrenza dei requisiti previsti dalla stessa norma in termini di bisogni del fondo che non possano essere soddisfatti con l’utilizzazione dell’accesso esistente, e che non sono più soltanto le esigenze dell’agricoltura o dell’industria espressamente contemplate dalla norma, ma anche quelle abitative, emergendo, dopo la pronuncia della Corte costituzionale 167/1999, un mutamento di prospettiva secondo il quale l’istituto della servitù di passaggio non è più limitato a una visuale dominicale e produttivistica, ma è proiettato in una dimensione dei valori della persona, di cui agli articoli 2 e 3 della Costituzione, che permea di sé anche lo statuto dei beni e i rapporti patrimoniali in generale.

Cassazione civile sez. II, 03/11/2021, n.31242

Accesso alla pubblica via

L’azione di costituzione coattiva di servitù di passaggio deve essere contestualmente proposta nei confronti dei proprietari di tutti i fondi che si frappongono all’accesso alla pubblica via, realizzandosi la funzione propria del diritto riconosciuto al proprietario del fondo intercluso dall’articoli 1051 c.c. solo con la costituzione del passaggio nella sua interezza, che realizza il soddisfacimento dell’utilità per cui l’azione medesima è contemplata, con la conseguenza che, in mancanza del coinvolgimento di tutti i proprietari interessati, la domanda deve essere respinta perché diretta a far valere un diritto inesistente.

Cassazione civile sez. II, 03/11/2021, n.31242

Servitù di passaggio o meramente personale: disposizioni nel rogito notarile

Non sussistono gli estremi della servitù impropria, o personale di godimento, quando nel rogito notarile avente ad oggetto i terreni interessati è esplicitamente statuito che la servitù di passaggio avrebbe consentito ai beneficiari di poter accedere alle proprie porzioni immobiliari; conferendo al detto diritto un’ inequivocabile profilo di strumentalità rispetto al godimento degli immobili (o porzione di essi) del beneficiario.

Tribunale Benevento sez. I, 29/09/2021, n.1900

Costituzione della servitù di passaggio per destinazione del buon padre di famiglia

La costituzione di una servitù di passaggio per destinazione del padre di famiglia ha luogo ogni volta in cui due fondi attualmente divisi, ma in precedenza di proprietà del medesimo soggetto che ha lasciato lo stato dei luoghi in modo da far risultare la servitù. Mentre è impedita la costituzione della detta servitù dalla espressa contraria manifestazione del proprietario al momento della separazione dei beni.

Tribunale Nocera Inferiore sez. II, 19/07/2021, n.1018

Il concetto di utilità

La convenienza dell’uso del fondo, in relazione al quale l’art 1051 commi 1 e 3 c.c. consente di chiedere la costituzione coattiva o l’ampliamento coattivo della servitù di passaggio, non può essere limitata alla situazione attuale del fondo, ma va intesa come qualsiasi sua potenziale destinazione.

Pertanto, la sopravvenuta edificabilità di un fondo giustifica la domanda di ampliamento di una precedente servitù di passaggio, al fine di soddisfare i bisogni inerenti al godimento di un fabbricato di civile abitazione, anche prima della concreta realizzazione di tale fabbricato. In sostanza, il fatto che i terreni non siano stati ancora edificati non rileva, poiché l’art. 1029 c.c. prevede la possibilità di costituire una servitù per assicurare ad un fondo un vantaggio futuro e la ammette anche a favore di un edificio da costruire.

Tribunale Brescia sez. III, 15/07/2021, n.1889

Interclusione del fondo a carico del contraete o del condividente

In ipotesi di interclusione del fondo per effetto di alienazione o di divisione, è all’altro contraente ovvero al condividente che ci si deve rivolgere per ottenere il passaggio, tra l’altro gratuitamente, non già al vicino, a meno che ciò non sia possibile: ciò perché le parti del contratto devono prevedere gli effetti che possono discendere dalla vendita ovvero dalla divisione, in termini di eventuale interclusione di una porzione.

Tribunale Bergamo sez. IV, 14/07/2021, n.1337

Stato di interclusione

Ai fini della costituzione di una servitù di passaggio in favore di un fondo intercluso, il proprietario di quest’ultimo è tenuto soltanto a provare lo stato di interclusione, spettando poi al giudice di merito il compito di accertare e determinare in concreto il luogo di esercizio della servitù, contemperando il criterio della maggiore brevità dell’accesso alla pubblica via con quello del minor aggravio per il fondo servente, con una valutazione che, ove la soluzione più conveniente riguardi i fondi di uno o più proprietari dei non evocati in causa, non ne richiede la partecipazione al giudizio.

Cassazione civile sez. II, 09/07/2021, n.19582

Installazione della recinzione

L’art. 841 c.c. consente al proprietario di chiudere, in qualunque tempo, il fondo di proprietà per proteggerlo dall’ingerenza di terzi; tale facoltà è consentita anche nell’ipotesi in cui il fondo stesso sia gravato da una servitù di passaggio, purché dal comportamento del proprietario non derivi una limitazione al contenuto della servitù e a condizione che siano adottati mezzi idonei a consentire al titolare della servitù la libera e comoda esplicazione del suo diritto: spetta al giudice stabilire se i mezzi impiegati siano adatti a contemperare i due contrapposti diritti, che deve accertare tale compatibilità in relazione al contenuto specifico della servitù, alle precedenti modalità del suo esercizio, allo stato e configurazione dei luoghi.

Corte appello Potenza sez. I, 06/07/2021, n.448

Costituzione di servitù di passaggio di fili, cavi ed impianti connessi a reti di comunicazione elettronica

In mancanza di consenso del proprietario dell’immobile gravato, il potere di costituire, su fondi privati, una servitù di passaggio di fili e cavi funzionali agli impianti di reti di comunicazione elettronica è attribuito, dall’art. 92, comma 1, del d.lgs. n. 259 del 2003, alla Pubblica amministrazione, la quale procede mediante l’adozione di un provvedimento amministrativo di carattere ablatorio, ai sensi del d.P.R. n. 327 del 2001 e della l. n. 166 del 2002, non trovando invece applicazione, quale conseguenza dell’assegnazione “ex lege” di siffatto potere all’autorità amministrativa, la disciplina dettata dagli articoli 1032 e ss. c.c. né, dunque, la possibilità che tale imposizione coattiva sia l’effetto di una pronuncia giudiziale.

Cassazione civile sez. II, 23/06/2021, n.18011

Condominio: uso indebito della cosa comune

In tema di condominio, costituiscono uso indebito della cosa comune, alla stregua dei criteri indicati negli artt. 1102 e 1122 c.c., le aperture praticate dal condomino nel detto muro per mettere in collegamento locali di sua esclusiva proprietà, esistenti nell’edificio condominiale, con altro immobile estraneo al condominio, in quanto tali aperture alterano la destinazione del muro, incidendo sulla sua funzione di recinzione, e possono dar luogo all’acquisto di una servitù (di passaggio) a carico della proprietà condominiale.

Tribunale Perugia sez. II, 19/05/2021, n.779

Tutela possessoria delle servitù di passaggio

Nel caso di possesso di servitù di passaggio, se il restringimento del sedimento stradale viene attuato contro la volontà espressa o presunta del possessore del fondo dominante, ciò costituisce una illegittima modifica del precedente stato di fatto, che integra gli estremi della molestia possessoria, se non quelli dello spoglio parziale.

Corte appello Bologna sez. I, 10/05/2021, n.1101

Acquisto per usucapione di una servitù di passaggio

Il requisito dell’apparenza della servitù, necessario ai fini del relativo acquisto per usucapione o per destinazione del padre di famiglia, si configura come presenza di segni visibili di opere permanenti obiettivamente destinate al suo esercizio e rivelanti, in modo non equivoco, l’esistenza del peso gravante sul fondo servente, così da rendere manifesto che non si tratta di attività compiuta in via precaria, bensì di preciso onere a carattere stabile; ne consegue che, per l’acquisto in base a dette modalità di una servitù di passaggio, non basta l’esistenza di una strada o di un percorso all’uopo idonei, essendo viceversa essenziale che essi mostrino di essere stati realizzati al preciso scopo di dare accesso al fondo preteso dominante attraverso quello preteso servente ed occorrendo, pertanto, un “quid pluris” che dimostri la loro specifica destinazione all’esercizio della servitù.

Cassazione civile sez. VI, 06/05/2021, n.11834

Servitù di passaggio: controversia

Integra la condotta del reato di cui all’art. 392 c.p. la realizzazione di un muro di blocchi di cemento finalizzato ad ostruire il passaggio, pedonale e carrabile, ai proprietarie del fondo confinante con i quali sia in atto una controversia sulla sussistenza di una servitù di passaggio nei medesimi luoghi, anche solo in fase iniziale.

Corte appello Lecce, 05/05/2021, n.251

Acquisto di una servitù di passaggio: prova

Ai fini dell’acquisto di una servitù di passaggio, ai sensi dell’articolo 1061 del Cc non basta l’esistenza di una strada o di un percorso all’uopo idonei, essendo viceversa essenziale che essi mostrino di essere stati realizzati al preciso scopo di dare accesso al fondo preteso dominante attraverso quello preteso servente. Occorre, pertanto, un quid pluris che dimostri la loro specifica destinazione all’esercizio della servitù.

Nel caso di specie, il Tribunale non ha accolto la domanda di accertamento dell’avvenuta costituzione, per usucapione o per destinazione del padre di famiglia, di una servitù di passo a piedi e con mezzi lungo una via, in quanto la presenza del cancello ivi presente non è elemento tale da dimostrare in modo inequivoco che tale apertura era stata realizzata solo per lo scopo di consentire l’accesso.

Tribunale Trento, 14/04/2021, n.285

Trasferimento della servitù su altra porzione dello stesso fondo servente

Il trasferimento della servitù su altra porzione dello stesso fondo servente, tanto nel caso in cui sia offerto dal proprietario di quest’ultimo (art. 1068, secondo comma c.c.) che nell’ipotesi in cui sia richiesto dal proprietario del fondo dominante (art. 1068 terzo comma c.c.) comporta, quando il diritto reale sia esercitato su una specifica porzione ben individuata del fondo servente – come nel caso di servitù di passaggio incidente su un determinato tracciato – l’estinzione del diritto originario e la sua sostituzione con il nuovo diritto derivante dalla traslazione analogamente a quanto avviene nel diverso caso, disciplinato dall’ultimo comma dell’art. 1068 c.c., di trasferimento del diritto reale su diverso fondo dello stesso proprietario.

Corte appello Reggio Calabria sez. I, 17/03/2021, n.167

Servitù di passaggio coattivo: esenzioni

In materia di servitù di passaggio coattivo, l’esenzione prevista dall’art. 1051, comma 4, c.c., in favore di case, cortili, giardini e aie ad esse attinenti, opera nel solo caso in cui il proprietario del fondo intercluso abbia la possibilità di scegliere tra più fondi, attraverso i quali attuare il passaggio, di cui almeno uno non sia costituito da case o pertinenze delle stesse; la norma indicata non trova invece applicazione allorché, rispettando l’esenzione, l’interclusione non potrebbe essere eliminata, comportando l’interclusione assoluta del fondo conseguenze più pregiudizievoli rispetto al disagio costituito dal transito attraverso cortili, aie, giardini e simili.

Nel giudizio di comparazione, ispirato ai principi costituzionali in materia di proprietà privata dei beni immobili e di iniziativa economica privata, il giudice deve tener conto dell’eventuale destinazione industriale del fondo intercluso, contemperando, anche mediante lo strumento indennitario, i contrapposti interessi.

Corte appello Genova sez. II, 12/03/2021, n.309

Tutela possessoria di servitù di passaggio

L’azione possessoria è volta al ripristino della stessa situazione possessoria pregressa, secondo modalità di esercizio corrispondenti ad un diritto reale (nella specie trattasi di servitù di passaggio), in modo che ogni nuova modalità, pur astrattamente possibile dopo lo spoglio, come lo spostamento del tragitto o l’esercizio del passaggio sul fondo servente con altre modalità, darebbe vita ad una nuova situazione possessoria diversa da quella per la quale fu chiesta la reintegra.

Corte appello Genova sez. II, 08/02/2021, n.156

Servitù di passaggio e prova dell’usucapione

La parte che rivendica la costituzione per usucapione di una servitù di passaggio sul fondo del prossimo congiunto a differenza di quanto accade nei rapporti tra estranei non può limitarsi ad accreditare il verificarsi del passaggio per il periodo ultraventennale, per soddisfare l’onere probatorio circa la sussistenza del possesso ad usucapionem. È invece tenuto a distinguere il passaggio esercitato in forza di tolleranza del proprietario da quello esercitato uti dominus, valorizzando solo quest’ultimo al fine di verificare la maturazione del termine minimo per usucapire il diritto.

Cassazione civile sez. II, 04/06/2019, n.15183

Servitù di passaggio costituita per usucapione

La servitù di passaggio costituita per usucapione ha natura di servitù volontaria, sicché, ai fini del relativo acquisto, è irrilevante lo stato di interclusione del fondo, dovendosi prescindere dai requisiti per la costituzione ed il mantenimento della servitù di passaggio coattivo, desumibili dagli artt. 1051,1052 e 1055 c.c., che regolano detto istituto.

Cassazione civile sez. II, 16/05/2019, n.13223

Costituzione di servitù di passaggio pedonale e per transito veicolare

Ai sensi dell’art. 1051 c.c., per stabilire se, in caso di interclusione del fondo dominante, la servitù debba costituirsi solo per il passaggio pedonale ovvero anche per il transito dei veicoli, è necessario valutare comparativamente gli opposti interessi da tutelare. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che, nel procedere alla costituzione di una servitù di passaggio a piedi e con veicoli, aveva considerato che il fondo servente era costituito da una minuscola striscia di terreno priva di valore, mentre il fondo dominante era potenzialmente destinato a vigna e utilizzabile come terreno agricolo o deposito materiale).

Cassazione civile sez. II, 08/05/2019, n.12088

Giudizio di reintegrazione da spoglio: quando sussiste?

Nel giudizio di reintegrazione da spoglio, sussiste domanda nuova, inammissibile a norma dell’art. 183 c.p.c., soltanto nel caso in cui, in corso di causa, venga indicato, come oggetto di spoglio, un bene diverso da quello menzionato nell’atto introduttivo, giacché alla privazione di un bene diverso corrisponde una controversia che esorbita dai limiti dell’originaria pretesa.

Per contro, il solo mutamento della prospettazione di elementi relativi al possesso dello stesso bene (modalità, limiti, titolo giustificativo) o allo spoglio (modi d’esecuzione, clandestinità, violenza) non integra un mutamento ma una semplice modificazione della domanda.

(Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza del giudice d’appello che aveva reputato nuova la domanda di reintegrazione nel possesso di una servitù di passaggio che, alla prima udienza di trattazione, era stata estesa, con riguardo alle modalità del suo esercizio, a mezzi meccanici di più modeste dimensioni rispetto a quelli indicati nell’atto introduttivo).

Cassazione civile sez. II, 29/04/2019, n.11369

Accertamento dell’esistenza di una servitù di passaggio

In tema di liquidazione dei compensi del difensore, il valore della causa concernente l’accertamento dell’esistenza di una servitù di passaggio va determinato sulla base dei criteri stabiliti dall’art. 15 c.p.c. ed alla luce dell’oggetto delle domande della parti, non potendo attribuirsi autonoma rilevanza alla domanda di inibitoria contestualmente avanzata, poiché ricompresa nell’azione a difesa della servitù, e dovendosi ritenere il procedimento possessorio svoltosi nel corso del giudizio anch’esso sottoposto, per analogia, alla disposizione sopra indicata.

In particolare, il giudice può considerare la lite di valore indeterminabile solo dopo avere verificato gli atti processuali, essendo ininfluente la posizione assunta sul punto dalle parti, e ciò pure ove il reddito dominicale e la rendita catastale del fondo non siano stati indicati nell’atto di citazione e l’attore abbia qualificato la lite come di valore indeterminabile o non abbia contestato l’affermazione in tal senso dei convenuti.

Cassazione civile sez. II, 17/04/2019, n.10755

Costituzione di una servitù di passaggio coattivo: presupposti

In tema di servitù di passaggio coattivo, la disposizione di cui all’art. 1052 c.c. presuppone l’impossibilità per un fondo non intercluso di ampliare un accesso alla via pubblica già esistente e rende, pertanto, possibile da parte del proprietario di tale fondo richiedere la costituzione di un altro passaggio coattivo. Detto passaggio, peraltro, giacché volto a tutelare un effettivo interesse della collettività, può essere concesso dal giudice solo nel caso in cui si accerti che la domanda risponda alle esigenze dell’agricoltura o dell’industria e che l’accesso alla via pubblica sia inadatto o insufficiente ai bisogni del fondo, oltre che non ampliabile.

(Nella fattispecie devono ritenersi sufficientemente provate sia quelle esigenze dell’agricoltura costituenti uno dei requisiti ai quali l’ultimo comma dell’art. 1052 c.c.subordina la concedibilità del passaggio in favore di un fondo non intercluso, sia la circostanza che l’accesso alla via pubblica è inadatto ai bisogni del fondo e non ampliabile.)

Corte appello Napoli sez. II, 29/03/2019, n.1772

Servitù di passaggio gravante su parte determinata del fondo servente

La servitù di passaggio che, in virtù dell’atto costitutivo e delle modalità di esercizio, grava su una parte determinata del fondo servente non può essere spostata su altra parte dell’immobile dal proprietario del fondo dominante.

Cassazione civile sez. VI, 18/03/2019, n.7619

L’esonero dal rispetto delle distanze legali

In tema di distanze legali, l’esonero dal rispetto delle distanze legali, previsto dall’art. 879, comma 2, c.c., per le costruzioni a confine con piazze e vie pubbliche, va riferito anche alle costruzioni a confine delle strade di proprietà privata gravate da servitù pubbliche di passaggio, giacchè il carattere pubblico della strada, rilevante ai fini dell’applicazione della norma citata, attiene, più che alla proprietà del bene, all’uso concreto di esso da parte della collettività.

Corte appello Bari sez. I, 01/03/2019, n.515

Diritti reali di godimento: presenza di una porta o di una porta-finestra

In materia di diritti reali di godimento, pur potendo il requisito della “utilitas” consistere, per la ricorrenza di una servitù prediale, in una destinazione del fondo servente a mera comodità od amenità di quello dominante ovvero a soddisfacimento di bisogni sporadici del medesimo, la presenza di una porta o di una porta-finestra non è inequivoca al fine di dimostrare l’esistenza di una servitù di passaggio, ben potendo essa adempiere anche alla diversa funzione di fornire aria e luce all’immobile.

Cassazione civile sez. II, 27/02/2019, n.5737

Uso della cosa comune da parte di un condomino 

L’esercizio della facoltà di ogni condomino di servirsi della cosa comune, nei limiti indicati dall’art. 1102 c.c., deve esaurirsi nella sfera giuridica e patrimoniale del diritto di comproprietà sulla cosa stessa e non può essere esteso, quindi, per il vantaggio di altre e diverse proprietà esclusive del medesimo condomino perché, in tal caso, si verrebbe ad imporre una servitù sulla “res” comune in favore di beni estranei alla comunione, per la cui costituzione è necessario il consenso di tutti i comproprietari.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva ritenuto fosse stata illegittimamente costituita una servitù di passaggio in un caso nel quale una società, proprietaria del primo piano interrato di un edificio condominiale, aveva creato un accesso in favore di un adiacente terreno di sua proprietà, adibito a parcheggio, praticando tre varchi nella recinzione posta sul confine tra gli immobili).

Cassazione civile sez. II, 21/02/2019, n.5132

Servitù prediale di passaggio

In tema di servitù prediali di passaggio, il contenuto del relativo diritto comprende tutte le concrete e varie modalità del suo esercizio, inteso quale “utilitas” che il proprietario del fondo dominante riceve non soltanto in via diretta, ossia mediante l’esercizio del diritto proprio o dei familiari o di coloro che detengano il fondo in suo nome, ma anche in via indiretta, attraverso le visite di terzi, riferibili alle normali esigenze della vita di relazione.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di appello che aveva riconosciuto al proprietario del fondo dominante la facoltà di consegnare le chiavi dei cancelli di ingresso all’immobile ad ospiti e personale di servizio, ritenendo che la statuizione del giudice di merito non fosse viziata da ultrapetizione perché consequenziale alla domanda di riconoscimento della servitù proposta dal titolare della stessa ed a quella di accertamento dell’illegittimità della dazione delle menzionate chiavi avanzata dalla controparte).

Cassazione civile sez. II, 19/02/2019, n.4821



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