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Servizio civile nazionale: come superare le selezioni

11 Giugno 2019 | Autore: ANNA FATIMA AMOROSO


Servizio civile nazionale: come superare le selezioni

> Cultura e società Pubblicato il 11 Giugno 2019



Cos’è il Servizio civile nazionale? In che modo è possibile superare le selezioni?

Negli ultimi anni, a causa del taglio dei fondi concernenti il Servizio civile universale, il numero dei volontari selezionati per l’espletamento dei vari progetti si è ridotto notevolmente, per questo superare il colloquio conoscitivo, primo passo per l’ammissione al Servizio, è diventato alquanto difficile. Servizio civile nazionale: come superare le selezioni? In questo articolo, vediamo quali sono i punti salienti da tenere presente per superare le selezioni, consistenti in una sorta di esame orale conoscitivo e motivazionale, step successivo all’accoglimento della domanda di ammissione al progetto.

Cos’è il Servizio civile nazionale?

Quella del Servizio civile nazionale (Scn), denominato dall’Aprile 2017 [1] Servizio civile universale (Scu) è un’esperienza unica ed irripetibile, non solo per quel che concerne il profilo professionale dell’individuo che sceglie di intraprenderla, ma soprattutto coinvolge la sua crescita personale.

Nella sua configurazione primigenia, il Servizio civile, nato come obiezione di coscienza relativamente al servizio militare ed istituito ufficialmente nel 2001 [2] ha subito, a livello di normazione, diversi cambiamenti. Sostanzialmente, esso si configura quale esperienza di volontariato ad alto profilo che può coinvolgere diversi ambiti, come ad esempio quello assistenziale nei confronti delle fasce deboli della società, quello di tutela e valorizzazione del patrimonio artistico-culturale e quello ambientale con il coordinamento della Protezione civile, delle Guardie ecologiche, della Croce rossa. Questo percorso è destinato ai giovani dai 18 ai 28 anni, solitamente ha durata pari a 12 mesi ed è un servizio volontario per il quale è previsto un rimborso spese di 433,82 € mensili, corrisposti dal Governo ed al termine del quale viene rilasciato un attestato di fine servizio.

Per gli aspiranti volontari che decidono di intraprendere questo percorso, bisogna sapere che la domanda di ammissione relativa ai vari bandi che vengono promulgati, solitamente a base annuale, può essere scaricata dal comparto web appositamente dedicato dal Governo, oppure dal sito web dell’Ente proponente/attuatore dei vari progetti passati al vaglio delle valutazioni di accreditamento, che può essere la propria Regione o il proprio Comune di residenza oppure solitamente un’Associazione di volontariato.

La domanda va fatta scaricando e compilando i vari allegati in ogni loro parte e consegnata al suddetto Ente aggiungendo:

  • fotocopia del proprio documento di identità;
  • fotocopia del titolo di studio posseduto (solitamente il Diploma di Scuola Superiore, ma alcuni progetti prevedono altresì l’inserimento di n 1 soggetto cd “a bassa scolarizzazione”, cioè che non ha completato il corso di studi obbligatorio);
  • titoli, qualifiche, attestati di frequenza di corsi eventualmente posseduti che poi concorreranno alla formazione del punteggio in graduatoria. La domanda di ammissione al Servizio civile nazionale è gratutita e va effettuata nei termini temporali previsti, pena l’esclusione, salvo proroghe comunicate sui siti web appositi degli Enti accreditati. È importante specificare che si può fare domanda di ammissione per un solo progetto, pena l’esclusione dalle selezioni.

Perché scegliere di fare il Servizio civile nazionale?

Sono molteplici le motivazioni che possono essere a monte della scelta di investire 12 mesi della propria vita nell’ambito del volontariato: in primis, il piccolo riscontro economico vestito da rimborso spese che può fare comodo, ma potrebbero entrare in gioco anche ragioni più profonde. Esse possono essere legate alla personalità dell’aspirante volontario, il quale può considerare l’esperienza di Servizio civile come un ottimo banco di prova per affacciarsi alle dinamiche del mondo del lavoro, accrescere le proprie conoscenze e competenze a livello trasversale, mettersi al servizio della comunità per avere un riscontro in termini di prestigio sociale, ampliare in modo importante il proprio curriculum, dato che il periodo di Scu è valutato nei concorsi pubblici alla stregua di un periodo di servizio prestato presso gli enti pubblici.

Inoltre, vi è la possibilità, prevista in via legislativa, che, ai giovani che abbiano conseguito l’attestato di fine servizio al termine del periodo di volontariato, vengano riconosciuti dei crediti formativi spendibili nell’alveo del corso di studi o nel campo della formazione professionale.

Più in generale, volendo coinvolgere una dimensione più soggettiva, il Servizio civile, che può essere svolto solo una volta nella vita, è un’esperienza di vita che allarga i propri orizzonti mentali, consente di ampliare la propria rete sociale ed influisce positivamente per tutto ciò che riguarda le proprie skills, ossia le proprie abilità e competenze, che al termine del percorso risultano irrobustite ed alle quali se ne aggiungono certamente di nuove.

Il calendario delle convocazioni al colloquio

Può sembrare banale, ma una delle maggiori cause di esclusione dal colloquio per le valutazioni è rappresentata dall’assenza dei candidati in sede di selezione, perché non informati delle date inerenti a quest’ultima. A tal proposito, è bene precisare che non sempre bisogna cullarsi nell’attesa di una notifica cartacea inviata dall’Ente di realizzazione del progetto al domicilio del candidato: in una realtà nella quale il Web detiene il monopolio incontrastato dell’informazione, è quantomeno consigliabile tenere sotto controllo i propri recapiti digitali, soprattutto le caselle di posta elettronica.

Inoltre, come è possibile ravvisare dai vari bandi di concorso emanati dal dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale, solitamente spetta agli aspiranti volontari informarsi del calendario dei colloqui il quale viene pubblicato dall’Ente di realizzazione del progetto sul proprio sito Internet di riferimento, precisamente sulla sua Homepage, nella sezione appositamente dedicata. Le date dei colloqui selettivi vengono pubblicate almeno 15 giorni prima dell’effettivo svolgimento dell’iter selezionatore.

Dunque, a seguito della scadenza dei termini di presentazione della domanda, il mantra principale di ogni aspirante candidato è “essere ricettivi” per quel che concerne ogni possibile news, soprattutto con riferimento al sito ufficiale dell’Ente presso il quale si è presentata l’istanza di ammissione, che indicherà giorno, orario e sede presso i quali effettuerà i colloqui.

Leggi attentamente il bando del progetto 

Veniamo al punto dolente: leggere il progetto per il quale ci si candida. Anche questo punto di analisi può sembrare quantomeno scontato, eppure l’esperienza ci insegna che non lo è: molti ragazzi, in sede di colloquio conoscitivo, ammettono candidamente, oppure palesano, più o meno scientemente, di non aver letto il progetto del quale intendono entrare a far parte ed al quale desiderano dedicare un anno della propria vita. Questo è uno dei più grandi errori che si possano commettere in sede selettiva, talmente rilevante da essere in grado di inficiarne l’eventuale punteggio in graduatoria.

Leggere quindi attentamente il bando di selezione, in ogni suo punto, e saperne argomentare gli obiettivi, sia generali, che attengono cioè al settore ed all’area di intervento dell’attività per il raggiungimento degli scopi prefissati, che quelli specifici, concernenti le modalità di espletamento delle mansioni previste dalle finalità progettuali, garantisce all’aspirante volontario sicurezza in sede di colloquio e padronanza della coscienza delle energie da mettere in campo in caso di eventuale ammissione.

Una buona preparazione trasversale

Durante la presentazione in sede di colloquio, una buona preparazione trasversale non è solo indice di buona cultura generale, indubbiamente apprezzabile, ma rappresenta il “quid pluris” che colpisce positivamente gli esaminatori: per questo è consigliabile informarsi attivamente per quel che riguarda in primis l’Ente che ospiterà la professionalità degli aspiranti, la sua mission, la sua storia, le attività che effettua, nonché le varie sedi di espletamento del progetto, che talvolta non coincidono con il suddetto, come ad esempio le biblioteche, i musei, i siti di rilevanza storico-culturale.

Dimostrarsi predisposti ed informati è sintomo non solo di bravura, ma anche di competenza ed assertività, fattori che concorrono positivamente alla costituzione del punteggio. Informati sui siti web ufficiali dell’Ente attuatore e reperisci, appunta, rileggi tutti gli elementi conoscitivi che puoi sfoggiare durante il colloquio.

Sapersi vendere 

Il colloquio di ammissione allo svolgimento del Servizio civile, definito “conoscitivo”, non equivale ad un aperitivo informale con i membri della Commissione esaminatrice: non si deve mai perdere di vista l’obiettivo principale, ossia fornire ad essi una presentazione di sé che non millanti competenze effettivamente possedute, ma faccia perno sulle proprie skills, ossia sulle abilità che si padroneggiano, sui propri punti di forza, le proprie caratteristiche ed inclinazioni da mettere a disposizione per l’espletamento del lavoro, come ad esempio un buon uso del pc, oppure la più specifica capacità di realizzare servizi fotografici da applicare al prodotto cultura, ambiente, assistenza.

Mai dimenticare, inoltre, che il proprio aspetto è il miglior biglietto da visita in questa sede: sii decoroso ed in ordine. Ulteriore rilevanza, forse uno dei fattori determinanti nell’iter di selezione, è la predisposizione fisica del candidato che si sostanzia nella pratica dell’ascolto attivo (postura idonea e sguardo attento) rispetto ai quesiti posti dai membri della Commissione, assertività in sede responsiva (tono di voce adeguato, lessico quantomeno corretto) e soprattutto molta empatia, la quale costituisce, in fondo, uno dei cardini dello Scu.

Quasi sicuramente, inoltre, in sede colloquiale, ti verrà richiesta la disponibilità alla flessibilità di giorni ed orari di lavoro, la propensione a lavorare in un team e soprattutto la predisposizione ad operare per progettazione (è bene avere un’infarinatura della suddetta modalità di lavoro). Se possiedi esperienze nel mondo del volontariato, esponile raccontando le attività che hai svolto e i risultati che sei riuscito a raggiungere.

Le tue motivazioni

Un’altra caratteristica identificativa del colloquio di ammissione allo Scu è l’aggettivo “motivazionale”, il quale sottende appunto l’esposizione del candidato in ordine ai motivi ed alle cause che lo hanno spinto all’eventuale scelta di svolgere un’attività lunga addirittura 12 mesi.

Qualunque siano le tue motivazioni, se prettamente attinenti al denaro, se intese quali “riscatto” rispetto alla piega della tua esistenza, se concernenti il tuo desiderio di saggiare una valevole esperienza non solo propedeutica al mondo del lavoro, ma soprattutto di crescita personale, essi debbono essere esposti con sincerità e chiarezza, con la tua apertura alle aspettative del progetto e tramite un coinvolgimento attivo che possa arrivare nitidamente alla Commissione esaminatrice: mai essere lascivi ed apatici durante le selezioni di Scu!

Ed ora, non resta che augurare agli aspiranti volontari: in bocca al lupo!


Di ANNA FATIMA AMOROSO

note

[1] D. Lgs. del 6.03.2017.

[2] L. 64/2001.

Autore immagine: 123rf com.


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