Diritto e Fisco | Articoli

Come imporre a qualcuno di non fare qualcosa

11 Giugno 2019
Come imporre a qualcuno di non fare qualcosa

Esecuzione forzata dell’obbligo di non fare: come funziona e come agire per tutelare i propri diritti.

A volte è difficile farsi rispettare. È così difficile che anche le sentenze del tribunale valgono, nei confronti di alcune persone, quanto la carta straccia. Immagina di aver vinto una causa contro il vicino, colpevole di un eccessivo rumore durante la notte o dell’installazione di un impianto di aria condizionata proprio accanto al tuo balcone i cui fumi di scarico ti finiscono in casa. Notificata la sentenza, il tuo avversario continua a fare però di testa sua, come se nulla fosse successo. Ti chiederai, a questo punto, come imporre a qualcuno di non fare qualcosa. 

Una cosa è certa: se dovessi farti giustizia da te (ad esempio tagliando i fili del condizionatore) commetteresti reato e passeresti dalla parte della ragione a quella del torto. Chi, infatti, pur avendo ragione non si avvale dei mezzi legali per far rispettare la legge può essere denunciato per «esercizio abusivo delle proprie ragioni». È il caso del padrone di casa che cambia le chiavi all’appartamento o disdice le utenze per mandare via l’inquilino moroso.

Ed allora, se anche è dura da mandare giù, l’unico modo per costringere qualcuno a non fare qualcosa è ricorrere nuovamente alla giustizia. Giustizia che conosce fortunatamente diverse forme di tutela, non solo quella della causa ordinaria (tanto più se sei appena uscito da un processo di molti anni e non vuoi iniziarne uno nuovo).

Cerchiamo allora di capire quali sono le chance che hai per far rispettare i tuoi diritti.

La causa

È fin troppo scontato dire che, nel momento in cui il comportamento di una persona ti danneggia e questa non vuole modificarlo, hai un solo modo per costringerla a smettere: il ricorso al tribunale. Ricorso che, nel caso in cui il comportamento costituisce un reato, consisterà nel deposito di una denuncia-querela (dinanzi ai carabinieri, alla polizia oppure direttamente in Procura della Repubblica). Viceversa, se mancano gli estremi dell’illecito penale e tuttavia la condotta implica per te un danno ingiusto, hai la possibilità di ricorrere alla tutela civile, ossia a un processo ordinario all’esito del quale il giudice condanni il tuo avversario a interrompere la molestia. A tal fine, se le conseguenze del danno sono irreparabili, hai anche la possibilità di agire in via d’urgenza, con un ricorso (cosiddetto «ricorso ex articolo 700 del Codice di procedura civile») che ti consente di accelerare i tempi e avere una condanna nel giro di qualche mese.

La sentenza è necessaria per costringere qualcuno a non fare qualcosa: e ciò perché innanzitutto essa ha una forza autorevole che nessuna lettera di diffida – neanche a firma del tuo avvocato – potrebbe avere. In secondo luogo, come vedremo a breve, la sentenza è quel documento (cosiddetto “titolo esecutivo”) che ti consente poi di agire con un procedimento di esecuzione forzata, stante l’inadempimento dell’avversario.

La multa per ogni giorno di ritardo

Già in corso di causa ti si apre la prima possibilità di tutelare in anticipo i tuoi diritti dal rischio che il tuo rivale non si adegui alla pronuncia del giudice. Si tratta di una tutela preventiva. Puoi, infatti, chiedere al giudice di pronunciare, insieme alla sentenza, una sorta di multa da applicare alla controparte per ogni giorno in cui eventualmente non rispetterà l’ordine del giudice. La sanzione, quindi, scatta “per il futuro” proprio al pari di una  condanna anticipata.

In particolare, la parte può fare richiesta al giudice affinché questi nel provvedimento di condanna all’adempimento di obblighi diversi dal pagamento di somme di denaro stabilisca una somma di denaro dovuta dall’obbligato per ogni violazione o inosservanza successiva o per ogni ritardo nell’esecuzione del provvedimento.

La sanzione ha lo scopo di punire l’inerzia del debitore e stimolarlo all’adempimento. È una sanzione e non un risarcimento.  

La sanzione pecuniaria può riguardare gli obblighi di fare o di non fare. Tali misure non sono però applicabili:

  • alle controversie in materia di lavoro subordinato;
  • ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa.

Il giudice può rifiutarsi di fissare la sanzione pecuniaria se ciò è manifestamente iniquo.

La previsione di tale sanzione (che deriva dal modello francese delle cosiddette astreintes) costituisce uno strumento di coercizione indiretta del debitore inadempiente che può essere chiamato a versare la sanzione direttamente al creditore della prestazione ineseguita (non si tratta dunque di un credito dello Stato).

 Il giudice indica nel provvedimento di condanna una somma di denaro dovuta dall’obbligato per la violazione, l’inosservanza o per ogni ritardo nell’esecuzione del provvedimento.

L’ammontare è deciso tenendo conto del valore della controversia, della natura della prestazione, del danno quantificato o prevedibile e di ogni altra circostanza utile.

Ma che succede se il debitore non paga neanche questa multa? Dovrai agire con l’esecuzione forzata: il che significa che, dopo aver notificato il precetto, dovrai procedere con il pignoramento dei suoi beni.

L’esecuzione forzata di obblighi di non fare

Se, nonostante la sentenza e le sanzioni, il tuo avversario non rispetta l’obbligo impartito dal giudice, non ti resta che attivare la cosiddetta esecuzione forzata dell’obbligo di non fare, un procedimento simile all’esecuzione forzata dell’obbligo di fare di cui abbiamo già parlato nell’articolo Come costringere qualcuno a fare qualcosa.

In verità, questo tipo di procedura si pone solo quando si tratta di distruggere delle opere che il tuo avversario ha compiuto in violazione della legge. Non potrai, quindi, agire contro chi fa rumore se non per ottenere il risarcimento del danno.

Ecco alcuni esempi di esecuzione forzata dell’obbligo di non fare: demolizione di opere edilizie realizzate in contrasto con le norme sulle distanze, demolizione della sopraelevazione dell’ultimo piano di edificio condominiale in violazione della legge e del regolamento di condominio, demolizione di opere per il ripristino di una strada di accesso a un fabbricato, riduzione delle luci e vedute illegittimamente aperte in un edificio, distruzione di un’opera costruita o di un muro, distruzione di uno scolo di acque piovane illegittimamente costruito.

La procedura viene attuata ovviamente dal tuo avvocato. 

Questi procede innanzitutto notificando un atto di precetto al debitore e dandogli 10 giorni di tempo per adeguarsi. 

Bisogna poi depositare un ricorso al giudice dell’esecuzione.

Il giudice dell’esecuzione fissa una data per l’udienza di comparizione. All’udienza, il giudice, sentita la parte obbligata, pronuncia un’ordinanza con la quale:

  • designa l’ufficiale giudiziario che deve procedere all’esecuzione forzata;
  • decide le modalità di esecuzione;
  • indica le persone che devono provvedere alla distruzione dell’opera compiuta dalla tua controparte.

Nell’ordinanza, il giudice può specificare le attività pratiche e tecniche per attuare l’esecuzione dell’obbligo contenuto nel titolo esecutivo.

Nella stessa ordinanza, il giudice può anche nominare un tecnico a cui affidare il compito di specificare e dirigere le operazioni materiali da compiere.

Se sorgono delle difficoltà di tipo tecnico durante l’esecuzione, l’ufficiale giudiziario può chiedere al giudice le opportune disposizioni per eliminarle. L’esecuzione si chiude con il verbale dell’ufficiale giudiziario da cui la distruzione dell’opera illegittimamente compiuta.


note

Autore immagine: 123rf com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube