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Diritto e Fisco | Articoli

Risparmiometro anche alle persone fisiche: la tassa sui risparmi

12 Giugno 2019
Risparmiometro anche alle persone fisiche: la tassa sui risparmi

Accertamenti fiscali sul denaro in banca: come opera il Risparmiometro e quali contribuenti rischiano i controlli dell’Agenzia delle Entrate.

L’archiviazione e la gestione informatizzata dei dati presenti nell’Anagrafe tributaria (tra cui le movimentazioni dei conti correnti) ha consentito all’Agenzia delle Entrate di fare un grande salto in avanti per stanare gli evasori. Attraverso sofisticati incroci tra dati di movimentazione su conti correnti e redditi dichiarati, l’Ufficio delle imposte riesce a creare accurate liste selettive di contribuenti da sottoporre a controllo. La vera novità è che l’incrocio dei dati non sarà solo applicato alle aziende e società, ma anche alle semplici persone fisiche: in buona sostanza, i contribuenti che percepiscono un reddito da lavoro dipendente, i professionisti, i pensionati e finanche i disoccupati (i cui conti correnti ovviamente diventano ancor più sospetti laddove presentino risparmi).

Come funziona il Risparmiometro

Abbiamo già spiegato come funziona il Risparmiometro, anche battezzato “Super anagrafe dei conti correnti”. Il software dell’Agenzia delle Entrate misura il volume di denaro depositato sul conto e non speso: quello cioè che risulta dal saldaconto a fine anno. Se tale dato è sostanzialmente pari ai redditi percepiti e denunciati, senza che risultino nel contempo dei prelievi dal c/c (prelievi invece necessari al ménage domestico, alla spesa, a pagare le utenze e far fronte ai bisogni della famiglia), allora scatta la presunzione di evasione. L’ufficio delle imposte è cioè autorizzato a sospettare che il correntista abbia altre disponibilità liquide oltre a quelle depositate in banca. E così lo chiama “a rapporto” a dare giustificazioni. Dinanzi all’Agenzia delle Entrate, il contribuente potrà motivare le fonti delle proprie disponibilità che gli hanno consentito di non attingere dal conto: dovrà però dimostrare di disporre di redditi esentasse (ad esempio donazioni dei genitori o risarcimenti) o già tassati alla fonte (vincite e scommesse). E le prove dovranno essere inoppugnabili, documenti muniti cioè di una “data certa”. 

Se le motivazioni offerte non risulteranno convincenti, scatterà la sanzione fiscale e la tassazione. Tassazione che, ovviamente, colpirà i risparmi detenuti in banca e mai utilizzati.

I rischi del Risparmiometro

È evidente a tutti la pervasività del Risparmiometro ed i rischi connessi alle esigenze di riservatezza dei contribuenti, in relazione alle quali è necessario un attento controllo del Garante della privacy anche al fine di evitare abusi.

Sarà poi indispensabile che il ricorso a tali strumenti non avvenga nei confronti di piccoli contribuenti a cui chiedere prove “diaboliche” come ad esempio giustificare una spesa familiare stimata. 

Gli strumenti informatici dell’Agenzia delle Entrate potranno, invece, costituire un utile dispositivo nei confronti dei grandi evasori (anche persone fisiche) ottimizzando così il profitto e riducendo gli sforzi alle sole liste selettive di contribuenti più a rischio evasione. 

In ogni caso, è evidente sempre la necessità del cosiddetto contraddittorio preventivo: prima di ricevere l’accertamento, il contribuente deve essere chiamato presso l’ufficio a fornire giustificazioni in merito alla disponibilità del denaro ulteriore rispetto a quello “tracciato” sul conto corrente. Ciò gli consentirà, prima dell’emissione di qualsiasi provvedimento di accertamento del reddito, un confronto con l’ufficio durante il quale l’interessato potrà sempre giustificare i propri risparmi e le spese sostenute. 

L’estensione del Redditometro ai piccoli contribuenti

I nuovi meccanismi informatici di selezione dei contribuenti sono ancora in rodaggio, ma ben presto (nell’arco dei 2-3 anni), dopo aver colpito i grandi evasori – che, probabilmente proprio perché grandi prenderanno la strada dell’estero – saranno probabilmente utilizzati anche nei confronti di soggetti di minori dimensioni. Tutti i contribuenti devono quindi prestare sin d’ora attenzione a come gestiscono il proprio denaro, potendosi trovare in un futuro prossimo a dover giustificare le proprie disponibilità.

note

Autore immagine: 123rf com


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