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WhatsApp o Skype come prova di tradimento

13 Giugno 2019 | Autore:
WhatsApp o Skype come prova di tradimento

Si possono usare le chat per provare in giudizio il tradimento del partner? Come produrre sms, messaggi e conversazioni? Cosa succede se c’è violazione privacy?

Viviamo in un’epoca in cui la normale telefonata è oramai desueta: per conversare con gli altri e scambiarci messaggi, preferiamo sistemi più intuitivi e veloci, come ad esempio WhatsApp, Facebook e Skype. Il problema, però, è che, come ricordavano gli antichi latini, verba volant, scripta manent. In buona sostanza, mentre le chiamate (a meno di inaspettate intercettazioni!) non possono essere sentite da altre persone, i messaggini scritti rimangono sul dispositivo (smatphone o computer), con il rischio che qualcuno possa risalire ad essi. Forse non sai che la giurisprudenza ha oramai sdoganato l’orientamento secondo cui, a determinate condizioni, i messaggi WhatsApp e Skype valgono come prova del tradimento.

Hai capito bene: il partner fedifrago deve guardarsi bene dall’utilizzare in maniera imprudente le chat più comuni, visto che rischia di essere portato in tribunale e di dover pagare per il proprio comportamento. Se ne vuoi sapere di più su questo argomento, ti invito a proseguire nella lettura: vedremo insieme se e in quale misura i messaggi di WhatsApp o di Skype valgono come prova del tradimento.

Messaggi WhatsApp o Skype: si possono usare in giudizio?

Per rispondere alla domanda posta nel titolo dell’articolo occorre prima dare risposta ad un altro quesito: i messaggi WhatsApp oppure quelli Skype possono essere portati in giudizio per far valere le proprie ragioni? La risposta è sicuramente positiva: sebbene i Codici di procedura civile e di procedura penale non prevedano questo tipo di mezzo di prova, le chat possono essere fatte rientrare nelle cosiddette prove atipiche, cioè in quelle che, pur non essendo espressamente previste dalla legge, il giudice considera secondo la sua prudente valutazione.

In particolare, nel processo civile le fotografie, le fotocopie, le mail semplici e gli sms vengono considerati riproduzioni meccaniche (cioè, come copie) che hanno lo stesso valore di una prova documentale.

Come usare WhatsApp o Skype come prova del tradimento?

Abbiamo quindi detto che i messaggi WhatsApp o Skype possono essere fatti valere come prova, sia nel processo civile che in quello penale; da tanto ne consegue che è possibile provare l’infedeltà del partner anche mediante sms, chat e conversazioni via internet.

Come portare in giudizio un messaggio WhatsApp oppure Skype? Ebbene, il metodo più comune è quello di fare uno screenshot della chat incriminata e poi stamparlo, come se fosse un documento a tutti gli effetti. Lo screenshot può essere anche allegato al fascicolo di parte su supporto rigido (cd, dvd o pennetta usb).

È poi possibile provare il tradimento via WhatsApp o Skype mediante testimoni: se una persona ha letto la chat del partner infedele, allora potrà essere chiamato a testimoniare sul testo che ha visionato.

Ancora, le conversazioni WhatsApp o Skype possono essere portate come prova del tradimento mediante trascrizione del contenuto: in questo caso, però, il testo potrebbe essere contestato da controparte come non veritiero. In una circostanza del genere, l’unico modo per superare l’impasse è quello di chiedere al giudice l’acquisizione del cellulare al processo.

Le chat possono essere contestate?

Ovviamente, la parte contro cui vengono prodotti i messaggi WhatsApp o Skype può contestarne il contenuto: come anticipato, infatti,  la copia cartacea o digitale di un documento informatico costituisce una riproduzione meccanica, al pari di una fotocopia. In questo caso, può essere considerata prova solo se non viene contestata dalla controparte; in caso di contestazione, il messaggio incriminato non può essere considerato prova.

Al riguardo, però, la giurisprudenza ha precisato che non basta la semplice contestazione, ma questa deve essere accompagnata da motivazioni che la giustifichino (si pensi ad esempio alla mancata indicazione della data).

WhatsApp o Skype: cosa succede se è stata violata la privacy?

Spiegato che le chat di WhatsApp, Skype e di ogni altro sistema di comunicazione online possono essere portate in tribunale per far valere i propri diritti e, in particolare, come prova del tradimento, l’ultimo problema che ci rimane da affrontare riguarda la violazione della privacy. Secondo la nostra Costituzione, le comunicazioni personali sono coperte dalla segretezza. È legale accedere alle chat private del partner?

Ebbene, la disciplina è diversa a seconda del procedimento che si prende in considerazione: mentre nel processo penale ogni prova acquisita illegittimamente (ovvero, illegalmente) è inutilizzabile e, quindi, non può avere alcun valore, nel processo civile anche la prova “catturata” illegalmente può essere valutata, ma a discrezione del giudice.

Di conseguenza, chi mette sotto controllo il cellulare o il computer del partner, magari intercettandone messaggi e chiamate, commette un illecito (addirittura si tratta di reato): le prove così raccolte saranno inutilizzabili in un procedimento penale, mentre in uno civile potranno essere prodotte, ma sarà il giudice a deciderne l’effettivo valore.

Non è, invece, illegale sbirciare nel cellulare del coniuge o del partner, soprattutto quando i due abitano sotto lo stesso tetto: la convivenza, infatti, affievolisce il diritto alla privacy e, pertanto, il marito fedifrago non potrà lamentarsi se, lasciando il proprio cellulare in giro per la casa, la moglie l’abbia preso e abbia trovato alcune chat compromettenti.

note

Autore immagine: Pixabay.com


3 Commenti

  1. Ad oggi, tra tutti i social esistenti, uno dovrebbe avere sotto controllo: WhatsApp, Facebook, Instagram, Telegram, Skype, Messenger… Io ritengo che occorra fidarsi del proprio partner e se non ti ama più, ditevi addio e Amen. Tutti questi sotterfugi sono inutili. Ci vuole pure pazienza e furbizia per architettare stratagemmi, accampare scuse e inventarsi false storielle per dimostrare la propria fedeltà. Che senso ha? Se ami una persona dovresti dedicarti a quella, altrimenti non la ami… Punto!

  2. Ma io ho sentito o letto da qualche parte, ora non ricordo, che è possibile recuperare le chat cancellate di WhatsApp. Ma è possibile? Come si fa? E si può eliminare totalmente una chat o c’è un modo per vedere con quale frequenza il partner chatta con un altro contatto? Grazie

    1. Esiste un trucco, su WhatsApp, che ti consente di scoprire se il partner ti tradisce. A differenza di quanto comunemente si crede, cancellare le chat non consente di eliminare tutte le prove delle conversazioni segrete; queste possono essere riportate a galla anche in un successivo momento. Ecco come. Vai nel menu di WhatsApp e clicca sulla voce impostazioni. Di lì, clicca su utilizzo dati e archivio, contenente lo storico di tutti i dati delle chat. Clicca poi su Utilizzo archivio. Qui è contenuto un indice – che non può essere cancellato o resettato – con l’indicazione, in ordine decrescente, dei contatti della rubrica telefonica con cui si è scambiato un maggior numero di messaggi, calcolati sulla base dei bytes “utilizzati”. È chiaro quindi che, tanto maggiore è il numero di messaggi e dati scambiati con l’amante, tanto maggiori sono le possibilità che il suo contatto salga in testa alla lista e venga in bella evidenza. Le cose diventano ancora più complicate quando si è soliti scambiare foto, audio e video perché, come noto, in tali ipotesi vengono impiegati numerosi megabytes. A quel punto, sarà difficile togliere il contatto dalla posizione di vertice, salvo resettare l’intera app. Il che significa che, se il partner dovesse chiederti di mostrargli la lista in questione, dovresti trovare una buona scusa per giustificare la presenza di una determinata persona nell’elenco dei preferiti.

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