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Cessione del quinto: cos’è e come funziona?

1 Febbraio 2018 | Autore:
Cessione del quinto: cos’è e come funziona?

Il prestito personale destinato a pensionati, dipendenti pubblici e privati, garantito dalla busta paga. Vediamo i dettagli

Molte volte si sente parlare di cessione del quinto ma non tutti ne conoscono l’esatto significato. Questa viene certamente collegata a situazioni di crisi economica e mancanza di liquidità. Vediamo di comprendere cos’è la cessione del quinto dello stipendio o della pensione, come funziona e chi può richiederla.

Cessione del quinto: cos’è?

La cessione del quinto dello stipendio o della pensione è una forma di finanziamento di importo variabile, che viene erogato a particolari categorie di lavoratori ed ai pensionati. Attraverso la cessione del quinto è possibile ottenere in tempi rapidi la liquidità di denaro necessaria. A differenza di altre forme di finanziamento, nel caso di cessione del quinto le rate del prestito, invece di venir corrisposte personalmente dal debitore secondo le specifiche modalità concordate nel contratto di prestito, vengono trattenute direttamente dalla busta paga o dalla pensione e, dunque vengono rimborsate in concreto dal datore di lavoro. Quest’ultimo, in sostanza, cede all’intermediario finanziario una somma che non può superare il quinto dello stipendio mensile del debitore, o della pensione fino all’esaurimento del debito.

Cessione del quinto: l’assicurazione

Poiché il fondamento della cessione del quinto è l’esistenza di uno stipendio o pensione da cui detrarre la rata di rimborso, la cessione è obbligatoriamente accompagnata da un’assicurazione contro il rischio di morte o di perdita del lavoro e quindi, oltre alle rate, chi richiede una cessione del quinto deve pagare il premio relativo a tale polizza assicurativa. Questa forma di finanziamento non richiede la concessione di garanzie reali, immobiliari o patrimoniali. Tuttavia, per tutta  la durata finanziamento concesso, il beneficiario non può domandare anticipi sul trattamento di fine rapporto maturato.

Cessione del quinto: chi può richiederla?

Per richiedere questa forma di finanziamento, è necessario rientrare in particolari categorie di lavoratori, non essendo lo stesso accessibile a tutti. Il contratto di cessione del quinto può essere concesso unicamente a:

  • lavoratori dipendenti (pubblici o privati) con contratto di lavoro a tempo indeterminato;
  • ai pensionati.

I richiedenti, inoltre, devono avere un’età compresa tra i 18 e gli 85 anni. La cessione del quinto può essere richiesta anche da chi ha in corso altre tipologie di prestito o chi ha avuto precedenti problemi di solvibilità bancaria, a conferma del particolare favore con cui gli enti erogatori guardano a questa tipologia di credito al consumo.

Cessione del quinto: il datore di lavoro

In relazione ai datori di lavoro sono previsti requisiti di ammissibilità in considerazione del fatto che il loro ruolo è fondamentale nell’operazione di finanziamento. Per questo motivo, questi devono non solo avere precisi requisiti, ma devono al contempo essere d’accordo circa l’intera operazione di finanziamento, in quanto il loro assenso è indispensabile per procedere poi, in concreto, al versamento delle somme trattenute mensilmente al lavoratore, nella percentuale concordata nel contratto di finanziamento, che vanno corrisposte puntualmente all’ente erogatore.

Cessione del quinto: quali vantaggi?

È evidente come questa richiesta di finanziamento presenti dei vantaggi non solo per chi faccia domanda ma anche per il soggetto finanziatore. Essendo un’operazione di credito garantita – in quanto il rimborso viene corrisposto mensilmente, in maniera automatica, a seguito del vaglio dei requisiti di ammissibilità sia del debitore che del datore di lavoro – gli istituti bancari e gli intermediari finanziari abilitati risultano maggiormente propensi ad accordare questi prestiti.

Cessione del quinto: le spese

C’è da precisare, però che la cessione del quinto non è gratuita. Il finanziamento, infatti, non si limita alla sola trattenuta sullo stipendio o sulla pensione della cifra pattuita fino al saldo dell’intero debito.  Per questo motivo è importare prestare attenzione alle voci di spesa indicate in contratto.  Fra queste vi sono ad esempio le spese di istruttoria, le spese assicurative, quelle relative al tasso di interesse applicato (tasso nominale annuo) e le commissioni bancarie.


note

Autore immagine: Pixabay.com


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