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Si può fare un bonifico a nome di un’altra persona?

12 Giugno 2019


Si può fare un bonifico a nome di un’altra persona?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 Giugno 2019



Pagamento per conto di un altro tramite bonifico: i rischi con l’Agenzia delle Entrate, con la garanzia e i vizi del prodotto. Come comportarsi. 

Devi acquistare, per conto di tua moglie o di tuo padre, un’automobile o un altro oggetto costoso; trattandosi di un importo elevato – diverse migliaia di euro – sei costretto ad operare con un bonifico che partirà, appunto, dal tuo conto corrente. Ti chiedi però se sia più opportuno accreditare il denaro sul conto del tuo familiare e lasciare che sia questi a pagare il venditore o se puoi essere tu stesso a farlo, corrispondendogli direttamente il prezzo. Il tuo dubbio, insomma, è se si può fare un bonifico a nome di un’altra persona.

Ecco, in proposito, alcuni chiarimenti che troverai sicuramente d’aiuto e che ti lasceranno comprendere quali sono le conseguenze legali di una operazione del genere. Operazione che può essere giustificata sia dalla generosità (in tal caso si avrà una «donazione»), sia dall’intenzione di fare un prestito (in tal caso si parlerà di «mutuo»).

Qui di seguito ti spiegheremo quindi come devi comportarti per evitare tanto le contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, tanto eventuali problemi con il venditore stesso. Ci sono infatti due aspetti da considerare nel momento in cui ci si chiede se si può fare un bonifico a nome di un’altra persona: quello fiscale e quello contrattuale. Li analizzeremo qui di seguito. In entrambi i casi, comunque, ci riferiremo all’ipotesi in cui il contratto viene firmato da una persona mentre il bonifico parte dal conto di un’altra. Non c’è quindi coincidenza tra il soggetto acquirente e quello che paga.

Cosa rischio se faccio un bonifico a nome di un’altra persona?

Partiamo dall’aspetto che, di solito, preoccupa di più: quello del rispetto delle leggi fiscali.

Come ben sai, l’Agenzia delle Entrate ha la possibilità di controllare tutti i bonifici che partono da un conto corrente e che arrivano su un altro; in tal caso le indagini bancarie vengono condotte con la cosiddetta «Anagrafe dei conti correnti» e servono ad evitare che eventuali accrediti di denaro non siano stati denunciati al fisco.

Nello stesso tempo l’ufficio delle imposte può verificare se una persona acquista un bene che, per come è compilata la sua dichiarazione dei redditi, non potrebbe permettersi. Si pensi a un disoccupato senza reddito che, d’un tratto, diventa proprietario di una casa. In tale secondo caso lo strumento usato è il cosiddetto «Redditometro» e serve anch’esso a contrastare i fenomeni di evasione.

In caso di donazione

Chi esegue un bonifico a nome di un’altra persona con l’intento di fare un regalo a quest’ultima sta compiendo quella che viene tecnicamente chiamata donazione indiretta. Si tratta di un’operazione pienamente lecita, anzi spesso consigliata: difatti, grazie alla tracciabilità del passaggio del denaro, è possibile giustificare all’Agenzia delle Entrate, anche a distanza di molti anni, la provenienza del denaro e quindi la causa della proprietà di un bene di lusso (come ad esempio un’auto o un immobile).

Il primo vantaggio è quindi tutto in favore del donatario (ossia il soggetto per il quale viene acquistato il bene): se infatti questi dovesse ricevere un accertamento tramite redditometro, avrebbe come difendersi chiarendo la provenienza dei soldi.

Più difficile è un accertamento nei confronti di chi esegue il bonifico, non essendovi ragione di sospettare di un’operazione come la donazione indiretta. Sarà comunque opportuno che questi inserisca, come causale del bonifico, una dicitura come «Acquisto auto per conto di Mario Rossi» oppure «Acquisto auto donazione indiretta in favore di Mario Rossi». In questo modo nessuno potrà dire un giorno che si è trattato di un compenso elargito magari per una operazione illecita. Sarà meglio, sempre nella giustificazione del bonifico, indicare il numero e la data del contratto.

In caso di prestito

Se invece hai fatto il bonifico con l’intenzione di prestare i soldi al tuo familiare, che magari in quel momento non ne aveva la disponibilità – sarà meglio che, oltre alla causale volta a specificare al venditore la ragione dell’accredito (ad esempio: «Acquisto auto per conto di Mario Rossi»), tu rediga una scrittura privata. Si tratta di formalizzare, col tuo parente, il prestito e munire il documento di una data certa. Questo affinché, nel momento in cui il mutuatario ti restituirà i soldi, tu possa chiarire all’Agenzia delle Entrate per quale motivo hai ricevuto l’accredito di denaro.

Per dare la «data certa» alla scrittura in cui formalizzerete il prestito puoi registrarla all’Agenzia delle Entrate oppure puoi piegarla su sé stessa, affrancarla e spedirla con raccomandata a.r. al tuo stesso indirizzo in modo che il timbro postale possa fungere da attestazione della data.

Garanzie e vizi dell’acquisto

Il secondo aspetto da analizzare quando si procede a effettuare un acquisto per conto di terzi è la possibilità per il beneficiario di usufruire comunque delle garanzie previste dal codice del consumo in caso di prodotto difettoso. Ebbene, la legge non limita o esclude la tutela dell’acquirente solo per il fatto che il prezzo sia stato corrisposto da un altro soggetto. Ad esempio se tuo padre paga per conto tuo un’automobile, specificando che si è trattato di una donazione, spetta a te, in qualità di proprietario e di acquirente formale, rivendicare la garanzia per vizi e difetti del bene. Diversa sarebbe la soluzione se il contratto fosse firmato direttamente da chi esegue il bonifico, ossia da tuo padre: in qualità di compratore sarebbe l’unico a poter esercitare le garanzie legali.

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Autore immagine: 123rf com


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