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Praticanti avvocati: sostituzioni e cause proprie

3 Maggio 2013 | Autore:
Praticanti avvocati: sostituzioni e cause proprie

Entro quali limiti il praticante avvocato può svolgere la professione e quali sono le materie in cui può patrocinare personalmente?

La riforma forense [1] ha previsto che il praticante avvocato, dopo sei mesi dall’iscrizione nel registro dei praticanti, può sostituire il proprio dominus in udienza, e comunque sotto la responsabilità di quest’ultimo, nei seguenti casi:

in ambito civile, di fronte al tribunale e al giudice  di  pace;

in ambito penale, nei procedimenti di competenza del giudice di pace, in quelli per reati contravvenzionali e in quelli che rientravano nella competenza del pretore.

 

Il praticante avvocato, dopo aver conseguito l’abilitazione al patrocinio, può comparire personalmente come difensore nelle seguenti ipotesi [2]:

– negli affari civili:

1. cause, anche se relative a beni immobili, di valore non superiore a 50 milioni di lire;

2. cause per le azioni possessorie [3] e per le denunce di nuova opera e di danno temuto [4];

3. cause relative a rapporti di locazione, di comodato di immobili urbani e di affitto di azienda, qualora non siano di competenza delle sezioni specializzate agrarie;

– negli affari penali:

1. cause relative a reati per i quali la legge prevede la reclusione fino a 4 anni;

2. cause per i seguenti reati: violenza o minaccia a un pubblico ufficiale [5]; resistenza a  pubblico  ufficiale [6]; oltraggio a un magistrato in udienza aggravato [7]; violazione di sigilli aggravata [8]; favoreggiamento [9]; maltrattamenti in famiglia o verso i fanciulli, salvo nel caso in cui ricorra l’aggravante delle lesioni gravi, gravissime o la morte [10]; rissa aggravata [11], con esclusione delle ipotesi in cui nella rissa taluno sia rimasto ucciso o abbia riportato lesioni  gravi o gravissime; omicidio colposo [12]; violazione di domicilio aggravata [13]; furto aggravato [14]; truffa aggravata [15]; ricettazione [16].


note

[1] L. n. 247 del 31.12.2012.

[2] Art. 7, l. n. 479 del 16.12.1999.

[3] Salvo il disposto dell’art. 704 del cod. proc. civ..

[4] Salvo il disposto dell’art. 688, c. 2 cod. proc. civ.

[5]Art. 336, c. 1 cod. pen.

[6] Art. 337 cod. pen.

[7] Art.  343,  c. 2 cod. pen.

[8] Art. 349, c. 2 cod. pen.

[9] Art. 379 cod. pen.

[10] Art. 588, c. 2 cod. pen.

[11]  Art. 588, c. 2. cod. pen.

[12] Art. 589 cod. pen.

[13] Art. 614, c. 4 cod. pen.

[14] Art. 625 cod. pen.

[15] Art. 640,  c. 2,  cod. pen.

[16] Art. 648 cod. pen.


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