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Contanti nelle cassette di sicurezza: arriva la doppia tassa

13 Giugno 2019


Contanti nelle cassette di sicurezza: arriva la doppia tassa

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 Giugno 2019



La riforma di Salvini finisce per tassare due volte gli stessi redditi. I contribuenti ligi vengono trattati come evasori. Una pace fiscale sui soldi in nero… e su quelli “in bianco”.

«Alt! Chi siete? Quanti siete? Cosa portate? Si ma quanti siete? Un fiorino!».

Secondo quanto affermato da Salvini nel corso di Porta a Porta, i contanti contenuti nelle cassette di sicurezza saranno tassati, o meglio “sanzionati”. In questo modo – sostiene il leader del Carroccio – si rimette in circolo ricchezza e, con i proventi, lo Stato potrà far fronte ai propri investimenti. È fin troppo elementare ritenere che una legge di questo tipo, oltre ad essere incostituzionale, finisce per tassare due volte le stesse somme. Scopriamo perché.

La tassazione che Salvini vuol imporre altro non è che una sanzione dettata da una presunzione: il denaro contenuto nella cassetta di sicurezza è frutto di evasione fiscale. Si tratterebbe quindi di una nuova volontari disclosure: in termini più volgari un condono. In verità, non è necessariamente così. Ricorriamo a un esempio.

«Ci sono miliardi di euro di denaro contante presenti in Italia e oggi non circolante? Sì», afferma Salvini. «Li teniamo nascosti o facciamo in modo che emergano? Condono? Non è una parolaccia». 

Mario apre il salvadanaio delle vincite al Fantacalcio. Non vuole però depositare i contanti sul proprio conto perché da un lato teme che l’Agenzia delle Entrate possa chiedergli spiegazioni, dall’altro lato non intende far conoscere a sua moglie i propri proventi (si sta per separare e non ha alcuna intenzione di spartire anche questo denaro). Decide così di custodire le somme in una cassetta di sicurezza. Senonché, pur trattandosi di redditi esentasse, la riforma di Salvini finirebbe per sanzionarli (o meglio, far pagare un “condono” per rimetterli in circolazione). Il che è illegittimo.

Tutto parte dalla norma contenuta nel testo unico sulle imposte sui redditi. In base all’articolo 36 del Dpr 600/1973, tutti i versamenti di contanti sul conto corrente si presumono essere reddito se non giustificati, se cioè non si riesce a dimostrare da dove provenivano. Non sempre però si possono giustificare i proventi di una vincita al gioco o i risparmi custoditi nel salvadanaio di casa. E questo perché si tratta di denaro che viene scambiato senza contratti o documenti. Risultato: il contribuente, per evitare un accertamento fiscale sui redditi esenti o già tassati alla fonte, è costretto a depositare i contanti in una cassetta di sicurezza. In questo modo, non è tenuto a nasconderli in casa, con il rischio che i ladri li trovino.

Senonché la riforma della Lega, nell’imporre una sanzione su tali somme, finisce per trattare allo stesso modo  evasori e contribuenti ligi: anche se questi ultimi non hanno evaso un euro allo Stato, vengono sanzionati al pari dei primi.

Una presunzione di nero, quest’ultima, che non consente giustificazioni: non lascia cioè al contribuente lo spazio per difendersi davanti al giudice, dimostrando la correttezza del proprio operato. La tassa-sanzione, difatti, non ammette prova contraria. E questo è sicuramente incostituzionale. Incostituzionale perché viola il diritto di difesa.

L’aliquota per far emergere i contanti non potrà essere inferiore al 15%; nessuna sanatoria per i capitali all’estero. «La pace fiscale varrà solo per il contante depositato nelle cassette di sicurezza presenti in Italia», afferma Garavaglia.

Ma c’è un altro profilo che preoccupa: tassando i contanti nelle cassette di sicurezza si finisce anche per tassare redditi che potrebbero essere esentasse (ad esempio il frutto di donazioni) o già tassati alla fonte (ad esempio la vincita al gioco). E, visto com’è caro il nostro fisco, a nessuno piace passare due, tre o quattro volte dallo stesso esattore.

Proprio come nel film di Benigni e Troisi: “Non ci resta che piangere”: «Alt! Chi siete? Quanti siete? Cosa portate? Si ma quanti siete? Un fiorino!»


2 Commenti

  1. Credo che la Lega stia facendo una puttanata, non si può tassare i soldi che uno custodisce in una cassetta di sicurezza, frutto del suo lavoro e già tassati. Un errore che può portare la Lega alla sua fine prematura. Anche le limitazioni dei contanti sono una puttanata, i “soldi dovrebbero essere liberi di girare senza limitazioni”, più il denaro gira e tanto più si genera lavoro e ricchezza. Certo si devono fare delle leggi che se trovi qualcuno che evade, gli dai 10 anni minimo di lavori forzati e dopo i primi condannati , tutti saranno dell’ avviso di pagare le tasse. Ma lo Stato deve essere onesto e forte, deve colpire i veri evasori e non chi dentro un negozio regala una caramella ad un bambino. Inoltre vediamo che la “LEGGE NON E’UGUALE PER TUTTI” lo si vede ogni giorno sui giornali, e questo conta non poco per il commercio ed in generale per la nostra economia.

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