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Requisiti pensione minima

17 Giugno 2019 | Autore:

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 Giugno 2019



Quali sono i requisiti richiesti per ottenere l’integrazione della pensione al trattamento minimo?

Sei in pensione, ma l’ammontare del tuo assegno è molto basso? Forse non sai che puoi aver diritto all’integrazione al trattamento minimo, cioè a un aumento del tuo assegno sino a 513,01 euro al mese (il valore si riferisce all’anno 2019). Come?

Per ottenere l’aumento della pensione minima devi soddisfare determinate condizioni di reddito: inoltre, il tuo trattamento deve essere corrisposto da una delle gestioni previdenziali amministrate dall’Inps (anche le casse professionali possono prevede l’integrazione al minimo, ma con regole differenti), e non deve essere calcolato col sistema integralmente contributivo (salvo specifiche eccezioni).

Ma quali sono, allora, i requisiti pensione minima? Chi ha diritto all’aumento dell’assegno?

Devi innanzitutto tener presente che le condizioni di reddito da soddisfare ai fini dell’integrazione al minimo, per il pensionato non sposato, sono differenti rispetto a quelle richieste al pensionato coniugato: in quest’ultimo caso, difatti, oltre al reddito del singolo si considera il reddito della coppia.

Inoltre, se per pensione minima non si intende, semplicemente, la prestazione integrata al trattamento minimo, ma la nuova pensione di cittadinanza, devi sapere che l’aumento dell’assegno da considerare è differente, ma lo sono anche i requisiti previsti. Ma procediamo con ordine.

Quali requisiti per la pensione minima?

Vuoi ottenere l’integrazione della pensione al trattamento minimo e non sei sposato?

In primo luogo, il tuo trattamento deve risultare inferiore a 513,01 euro mensili, cioè a 6.669,13 euro all’anno. Se è superiore, ovviamente, non ti spetta alcuna integrazione al minimo, perché non hai necessità di integrare l’importo della pensione a 513 euro al mese.

La tua pensione risulta più bassa rispetto al trattamento minimo? L’integrazione potrebbe comunque non spettarti. Nello specifico, l’integrazione spetta:

  • in misura piena, se il tuo reddito è inferiore a 6.669,13 euro, cioè al trattamento minimo;
  • in misura parziale, se possiedi un reddito annuo superiore a 6.669,13 euro, ma sino a 13.338,26 euro (cioè sino a due volte il trattamento minimo).

Se il reddito supera la soglia di 13.338,26 euro, non hai diritto ad alcuna integrazione anche se la tua pensione è molto bassa.

Requisiti per ottenere la pensione minima: pensionato sposato

Vuoi ottenere l’integrazione della pensione al trattamento minimo e sei sposato?

Anche in questo caso, il tuo trattamento deve risultare inferiore a 513,01 euro mensili, cioè a 6.669,13 euro all’anno. Se è superiore, ovviamente, è “già integrato” al trattamento minimo.

Se la tua pensione risulta più bassa rispetto al trattamento minimo, l’integrazione potrebbe comunque non spettarti, sia in rapporto al tuo reddito, che a quello del coniuge. Nello specifico, l’integrazione spetta:

  • in misura piena, se il tuo reddito è inferiore a 6.669,13 euro, cioè al trattamento minimo, e il tuo reddito, sommato a quello del coniuge, non supera 20.007,39 euro;
  • in misura parziale, se possiedi un reddito annuo superiore a 6.669,13 euro, ma sino a 13.338,26 euro (cioè sino a due volte il trattamento minimo), e il tuo reddito, sommato a quello del coniuge, non supera i 26.676,52 euro.

Se il tuo reddito supera la soglia di 13.338,26 euro, o se il reddito personale, sommato a quello di tuo marito o di tua moglie, supera i 26.676,52 euro, non hai diritto ad alcuna integrazione, anche se la tua pensione è molto bassa. Il requisito relativo al tuo reddito, sommato a quello del coniuge, è però elevato a 33.345,65 euro, pari a 5 volte il trattamento minimo nell’anno di riferimento, se la pensione ha avuto decorrenza nel 1994, ed è irrilevante se la tua pensione è precedente al 1994.

Requisiti per la pensione minima: redditi rilevanti

Ma quali redditi rilevano ai fini dell’aumento del trattamento alla pensione minima? Devono essere inclusi nel conteggio tutti i redditi posseduti dal pensionato, e dall’eventuale coniuge, tranne:

  • la pensione da integrare al minimo;
  • il reddito della casa di abitazione e delle relative pertinenze;
  • i trattamenti di fine rapporto soggetti a tassazione separata, come il Tfr;
  • gli arretrati da lavoro dipendente soggetti a tassazione separata;
  • i redditi esenti da Irpef, come le pensioni di guerra, le rendite Inail, le pensioni degli invalidi civili, i trattamenti di famiglia, l’accompagno, etc.

Maggiorazioni della pensione minima

La pensione minima può essere ulteriormente maggiorata, rispetto all’importo di 513,01 euro mensili.

Può difatti spettare, in presenza di precisi requisiti di reddito personale e della coppia:

  • la cosiddetta maggiorazione sociale, pari a 25,83 euro al mese per i pensionati dai 60 ai 64 anni, e pari a 82,64 euro per chi ha tra i 65 e i 69 anni;
  • l’incremento al milione, per gli ultra 70enni, pari a 136,44 euro.

Ai fini del diritto alla maggiorazione sociale entrano in gioco anche i redditi esenti da Irpef e la stessa pensione da maggiorare: è escluso il solo assegno di accompagnamento.

Aumento della pensione minima col reddito di cittadinanza

La pensione minima, eventualmente integrata dalle maggiorazioni, può aumentare ulteriormente per i beneficiari di reddito di cittadinanza, o di pensione di cittadinanza, sino ad arrivare a 1536 euro al mese, per i nuclei familiari numerosi con disabili gravi.

Si devono però possedere requisiti specifici non solo di reddito, ma anche relativi al patrimonio ed ai beni di valore: le condizioni da soddisfare, poi, non riguardano solo il pensionato ed il coniuge, ma tutto il nucleo familiare. Per approfondire: Aumento pensione minima.


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