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È legale tenere soldi contanti in una cassetta di sicurezza?

13 Giugno 2019
È legale tenere soldi contanti in una cassetta di sicurezza?

Cosa si può custodire nelle cassette di sicurezza della banca e quanto costano? Ci sono controlli da parte della Finanza, dell’Agenzia delle Entrate o delle altre autorità?

Immagina di essere in crisi con tua moglie e di voler nasconderle un lauto risarcimento che ti ha riconosciuto, di recente, il datore di lavoro. Questo perché ben sai che, in caso di separazione, dovresti dividere con lei tutti i soldi presenti sul tuo conto corrente e non ancora spesi. 

Oppure immagina di aver fatto una serie di scommesse e di aver vinto un discreto gruzzoletto di denaro, denaro che sino ad oggi hai custodito in casa insieme ai contanti che ti sono stati donati dai parenti. Ora, però, vorresti depositare queste somme in banca; ma siccome sai che tutti i versamenti sul conto corrente vanno giustificati all’Agenzia delle Entrate – e tu non hai alcun documento ufficiale che certifichi la provenienza del denaro – studi un modo alternativo per nascondere i tuoi proventi.

In entrambi i casi, si prospetta una sola soluzione: la cassetta di sicurezza. Ma è legale tenere soldi contanti in una cassetta di sicurezza? Chi può sapere cosa hai custodito dentro uno di questi forzieri? Sono previsti controlli sul loro contenuto? Quanto costa “affittare” una cassetta di sicurezza in banca? Ecco le risposte a tutti i tuoi quesiti.

Cosa dice la legge sulle cassette di sicurezza?

Il servizio di cassetta di sicurezza è un contratto (necessariamente scritto) che viene stipulato con la banca. Le condizioni sono regolate dal contratto stesso che, di solito, è predefinito unilateralmente dall’istituto di credito. 

L’unica norma che regola le cassette di sicurezza è l’articolo 1839 del Codice civile in base al quale «Nel servizio delle cassette di sicurezza la banca risponde verso l’utente per l’idoneità e la custodia dei locali e per l’integrità della cassetta, salvo il caso fortuito».  

La banca può sapere qual è il contenuto di una cassetta di sicurezza?

All’interno della cassetta di sicurezza il cliente può custodire qualsiasi tipo di bene che ritiene opportuno come lettere, documenti, oggetti d’oro o di antiquariato, gioielli, denaro contante. La banca non può controllare il contenuto della cassetta.

Il contratto di una nota banca italiana recita, infatti, nel seguente modo: «Il cliente può introdurre in modo riservato e senza che la banca ne sia a conoscenza valori ed oggetti vari».

Di solito, le banche chiedono però al cliente il valore del contenuto della cassetta di sicurezza, al fine di stabilire la garanzia per il caso di furto o distruzione. Garanzia che viene riconosciuta sino a un massimale prefissato dal contratto.

La Polizia o la Finanza possono sapere qual è il contenuto della cassetta di sicurezza?

Al pari della banca neanche le autorità pubbliche possono accedere al contenuto di una cassetta di sicurezza a meno che non abbiano ricevuto un ordine scritto da parte dell’autorità giudiziaria. Solo un ordine del giudice – di solito nel corso o prima di un processo penale – potrebbe implicare l’obbligo per il cliente di mostrare alle autorità cosa c’è dentro la cassetta di sicurezza.

Si possono tenere contanti in una cassetta di sicurezza 

Il cliente è libero di custodire, all’interno della propria cassetta di sicurezza, qualsiasi oggetto di valore che ritiene, anche i contanti. È, quindi, pienamente lecito tenere contanti in una cassetta di sicurezza. Non per questo il denaro deve essere ritenuto frutto di evasione fiscale. Se però, nell’ambito di una ispezione fiscale, la Guardia di Finanza dovesse chiedere al contribuente giustificazioni sulla provenienza del denaro, spetterebbe a questi dimostrare di essere in regola. E la prova deve essere necessariamente documentale. 

L’apertura di una cassetta di sicurezza è un tipo di rapporto bancario che viene segnalato dalla banca stessa all’Agenzia delle Entrate e, come tante altre comunicazioni del genere, finisce nell’archivio dei rapporti finanziari, quella cioè che viene comunemente chiamata Anagrafe dei conti correnti. In questo modo, l’Agenzia delle Entrate, pur non potendo sapere qual è il contenuto della cassetta, è messa al corrente della sua esistenza. 

Solo se vi sono gravi indizi di reati – anche di tipo fiscale – il giudice può imporre l’apertura della cassetta di sicurezza. È quindi naturale che anche l’Agenzia Entrate come la GdF possano accedere solo previo mandato del giudice penale o comunque nell’ambito di un controllo bancario in caso di sospetti di evasione fiscale (leggi la guida sugli accertamenti bancari).

Nella prassi comune, è già molto difficile che il fisco esegua controlli affidandosi all’Anagrafe dei conti correnti (ragion per cui, di recente, l’Agenzia delle Entrate è stata “bacchettata” dalla Corte dei Conti, che ha richiesto un maggiore utilizzo di questo valido strumento di contrasto all’evasione fiscale); ancor più improbabile è che esegua controlli sulle cassette di sicurezza, anche se nulla lo esclude.

Se da un lato si possono tenere contanti in una cassetta di sicurezza, dall’altro bisogna sempre rispettare il divieto all’uso di contanti per somme superiori a 3mila euro. 

Che succede se i ladri svaligiano la banca e aprono le cassette di sicurezza?

Se i ladri dovessero svaligiare le cassette di sicurezza, la banca è tenuta a risarcire il valore custodito all’interno di queste entro i limiti del massimale che, in media, è di 10mila euro.

Non si applica più il massimale se la rapina è avvenuta per colpa della banca, che non ha predisposto idonee misure di sicurezza.

Se la somma in contanti da depositare nella cassetta supera il massimale si potrà pensare di frammentarla in più depositi presso differenti istituti di credito, ciascuno dei quali al di sotto del relativo massimale.

Quanto costa una cassetta di sicurezza?

In media, una cassetta di piccole o medie dimensioni può costare tra i 50 e i 200 euro l’anno. Si arriva a 500 euro per le cassette più grandi. Il costo può variare anche in base al valore degli oggetti custoditi nella cassetta e denunciato dal cliente alla banca.

Quanto è grande una cassetta di sicurezza?

Di solito, le dimensioni delle cassette di sicurezza possono variare da 10 a 15 centimetri cubi. 

Dove nascondere i contanti? GUARDA IL VIDEO



6 Commenti

  1. La cointestazione di una cassetta di sicurezza o di un conto corrente bancario autorizza ciascuno degli intestatari, rispettivamente, all’apertura della cassetta e al relativo prelievo, ovvero al compimento di tutte le operazioni consentite sul conto, ma non attribuisce al medesimo cointestatario, che sia consapevole dell’appartenenza ad altri degli oggetti custoditi o delle somme risultanti a credito, il potere di disporne come proprietario.

  2. Passata la moda del materasso, per anni si è pensato che il posto migliore per tenere al sicuro e lontano da occhi indiscreti soldi, preziosi e oggetti di valore fosse una cassetta di sicurezza. Un vano all’intero di un caveau in cui nessuno, nemmeno chi lo custodisce, può metterci le mani, a meno che non arrivi l’autorizzazione del proprietario o l’ordine di un giudice….

  3. Ci sono due modi per definire una cassetta di sicurezza. Il primo, quello che tutti hanno in mente, cioè un contenitore messo a disposizione di una banca all’interno di un caveau, cioè di un locale blindato, all’interno del quale vengono custoditi a pagamento dei soldi e/o dei preziosi, degli oggetti di valore, di documenti particolarmente delicati, ecc.Il secondo, che non bisogna trascurare in alcun modo, è un contratto stipulato tra la banca ed il cliente per la custodia di quegli oggetti. Come tale, la cassetta di sicurezza (alla quale il proprietario dei beni custoditi può accedere in qualsiasi momento) è regolamentata dal Codice civile, secondo cui la banca è tenuta a rispondere verso il cliente per l’idoneità e la custodia dei locali e per l’integrità della cassetta, salvo caso fortuito.Tenere contanti, gioielli o altri oggetti di valore in una cassetta di sicurezza è legale.

  4. In teoria, alla cassetta di sicurezza puoi accedere solamente tu. La banca non è tenuta a conoscere il suo contenuto, anche se può chiederti una stima del valore per assicurarlo entro un massimale di 10mila euro. Se il valore del contenuto supera i 100mila euro, puoi riassicurarlo aumentando l’importo del canone di affitto della cassetta.Nemmeno le autorità sono autorizzate a conoscere che cosa tieni in una cassetta di sicurezza, a meno che non ci sia un’ordinanza scritta da un giudice che legittima la Guardia di Finanza o chi per essa ad un controllo.

  5. È vero che una cassetta di sicurezza può contenere soltanto dei documenti che il titolare vuole tenere al sicuro, come un testamento, degli atti societari, contratti di compravendita di immobili di valore, o altre carte relative ad operazioni note al Fisco. Ma è altrettanto vero che un qualsiasi cittadino vi può custodire preziosi e contanti di cui l’Agenzia delle Entrate ignora nel modo più assoluto l’esistenza.Insomma, la tentazione di nascondere i soldi in un posto a cui nessuno può accedere è fin troppo appetibile per chi ama evadere le tasse. Più volte i governi (di destra e di sinistra) hanno provato a far riemergere il denaro nascosto nelle cassette di sicurezza. Finora, però, senza successo.In poche parole: tenere del denaro occulto ovunque, anche in una cassetta di sicurezza, e non dichiararlo viene ritenuto evasione fiscale. Se un giudice firma un’ordinanza per aprire la cassetta e si scopre che hai dentro qualche mazzetta da cinquecento euro non dichiarata, è assai possibile che tu finisca nei guai.

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