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Prima casa parzialmente affittata: si paga l’Imu?

13 Giugno 2019
Prima casa parzialmente affittata: si paga l’Imu?

Chi affitta solo qualche camera può usufruire dell’esenzione fiscale relativa alla tassa sugli immobili?

Hai una casa molto grande, troppo per le tue esigenze. Anche se continui a viverci all’interno, hai deciso di dare in affitto un paio di stanze. A questo punto però si pone un problema di carattere fiscale. Essendo tale abitazione la tua “prima casa”, ad oggi non è tassata: non versi cioè né l’Imu, né la Tasi. Ti chiedi però come cambierebbero le cose nel momento in cui dovessi ospitare un inquilino. In altre parole: si paga l’Imu sulla prima casa parzialmente affittata? Ecco cosa è stato chiarito dal ministero delle Finanze in proposito.

Quando non si paga l’Imu

Di certo già saprai che l’Imu non si paga sull’abitazione principale. Per ottenere l’esenzione dall’odiata imposta sugli immobili è necessario rispettare due condizioni: avere la propria residenza all’interno dell’abitazione e fissarvi la dimora abituale propria e del resto della famiglia. Laddove, quando si parla di “residenza”, ci si riferisce al dato formale, a quanto risulta nei registri dell’anagrafe a seguito della dichiarazione del contribuente; quando invece si parla di “dimora abituale” si intende la casa ove si vive, si mangia e si dorme per la parte prevalente dell’anno.

Ai fini dello sgravio fiscale, è necessario che sussistano entrambi i presupposti. Ecco perché non è possibile ottenere l’esenzione Imu sulla casa a mare semplicemente spostandovi la residenza: manca l’elemento della dimora abituale. Peraltro, il tentativo di spostare la residenza solo per usufruire dello sconto Imu, oltre ad essere un illecito fiscale, è anche un reato, quello di falso in atto pubblico, stante la falsa attestazione rilasciata all’anagrafe.

Casa affittata: si paga l’Imu?

Se decidi di dare in affitto la tua casa pagherai su di essa l’Imu. Ciò vale anche se dovessi lasciare lì la tua residenza (cosa che, in ogni caso, non si può fare per legge). Difatti, quando si firma un contratto di locazione a uso abitativo, è normale che il locatore vada a vivere altrove. La sua “dimora abituale”, quindi, si sposta dall’immobile locato (dove invece sarà fissata la dimora dell’inquilino) a un altro. Ecco perché, mancando proprio tale requisito, non è possibile usufruire della detrazione. 

Quella che era la “prima casa”, cioè l’abitazione principale del locatore, smette di essere tale proprio perché il suo proprietario, dopo averla affittata, va a vivere “abitualmente” altrove e trasferisce altrove la sua residenza anagrafica.

Casa parzialmente affittata: si paga l’Imu?

Detto ciò, qualcuno si è chiesto se, dando in affitto una parte della casa – ad esempio una o più camere – si può ugualmente usufruire della detrazione Imu. Ad occuparsi della questione è stato il Mef, ossia il ministero dell’Economia e delle Finanze [1]. Questi ha chiarito se, in ipotesi di camere in affitto, si paga l’imposta sulla casa.

Ebbene, la risposta è stata favorevole al contribuente. Per cui, anche se parzialmente locata, l’abitazione principale non perde tale destinazione e, pertanto, beneficia dell’esenzione dall’Imu prevista per tale fattispecie. Lo stesso non può dirsi, tuttavia, per la Tasi, nonostante quest’ultima presenti analogie con l’imposta municipale unica, ma si differenzia in virtù del fatto che soggetto passivo del tributo è, in quota parte, anche l’occupante/inquilino.

Scatta quindi l’esenzione Imu anche nel caso in cui l’immobile adibito ad abitazione principale venga parzialmente ceduto in locazione. Pertanto, qualora, ad esempio, il proprietario di un immobile adibito a propria abitazione principale di categoria A/2, abbia destinato alcune stanze a locazione, questi potrà continuare a considerare l’unità immobiliare esente Imu per l’anno 2019. Sotto il profilo della Tasi, invece, non è possibile affermare lo stesso dato che manca una presa di posizione ufficiale del Mef e visto che, come detto, soggetto passivo è anche l’inquilino. 

A tal fine, però, resta sempre necessario che il padrone di casa continui a mantenere la propria residenza e la dimora abituale nell’immobile parzialmente locato. Inoltre, l’immobile deve essere «iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare». Occorre, di conseguenza, che l’abitazione sia accatastata in modo unitario quale unico subalterno. 

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note

[1] Faq n. 12 del Mef del 20.01.2014.


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