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Come scoprire se il contachilometri è manomesso

13 Giugno 2019
Come scoprire se il contachilometri è manomesso

Auto usata: se il contachilometri è taroccato è possibile denunciare per truffa e chiedere lo scioglimento del contratto. Ecco come prevenire il problema.

Hai deciso di comprare un’auto usata. Hai trovato un’offerta su internet: si tratta di una macchina con pochi chilometri all’attivo. Il proprietario sostiene di averla usata poco e che il mezzo è come nuovo. Ti viene, tuttavia, il sospetto che il contachilometri sia stato taroccato per giustificare un prezzo superiore al suo effettivo valore. Prima di passare all’acquisto, hai quindi intenzione di svolgere dei controlli per appurare la verità. Qui però sorge il problema: come scoprire se il contachilometri è manomesso? 

In verità, come è semplice alterare lo strumento di controllo della percorrenza di un’auto è altrettanto semplice scoprire le bugie di privati e rivenditori. Alcuni chiarimenti sono stati forniti, proprio di recente, dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato (l’Agcm o, più comunemente nota come Antitrust); altri, invece, sono comunemente usati da chi è pratico del settore e sa come scoprire – o quanto meno intuire – le fregature. 

Per sapere come scoprire se il contachilometri è manomesso non ti resta quindi che leggere l’articolo e seguire attentamente le istruzioni che ti daremo. Con un avviso: anche qualora ti dovessi accorgere dell’alterazione del contachilometri dopo aver acquistato il mezzo, c’è sempre la legge che ti tutela e ti garantisce la possibilità di chiedere una riduzione del prezzo o, addirittura, la risoluzione del contratto. Proprio per ciò, al termine di questa trattazione, vedremo anche quali sono le ultime sentenze sul contachilometri manomesso. Ma procediamo con ordine.

Perché viene manomesso il contachilometri?

Un’auto usata viene valutata innanzitutto sulla base dell’anzianità calcolata dalla data di immatricolazione. Esistono dei listini ufficiali che puoi trovare pubblicati in ogni numero delle principali riviste di auto. Lì viene indicato un prezzo minimo e uno massimo e, nell’arco di questa forbice, ci si muove in base al numero di chilometri che ha percorso il mezzo. È chiaro che più percorrenza è registrata dal contachilometri, meno vale il veicolo, più basso sarà il prezzo. E viceversa. Ecco perché si manomette il contachilometri: in questo modo, il rivenditore riesce a lucrare un prezzo superiore al valore effettivo.

Come conoscere i chilometri di un’auto sulla base delle revisioni

A fronte della dilagante pratica dell’alterazione dei contachilometri delle auto usate, l’Antitrust ha ricordato ai consumatori quali sono gli strumenti a loro disposizione per verificare l’effettiva percorrenza chilometrica di un’auto usata prima di procedere all’acquisto. 

Chi è vittima di una pratica di questo tipo può, oltre ad azionare gli strumenti civilistici previsti dal Codice (di cui parleremo a breve), segnalare il rivenditore all’Agcm. Non poche volte, infatti, in passato, l’Autorità Garante ha sanzionato le pratiche commerciali scorrette ai danni dei consumatori. 

Tuttavia, prevenire è meglio che reprimere. È la stessa Agcm a segnalare agli interessati al mercato delle auto usate, come scoprire se il contachilometri è manomesso. 

Come noto, ogni auto è soggetta a una revisione obbligatoria. Tale revisione deve avvenire dopo il 4° anno dall’immatricolazione e, successivamente, ogni 2 anni. Da maggio 2018, è in vigore una legge che prescrive, in occasione di ogni revisione periodica, il rilascio di un attestato. Questo documento serve a certificare, tra le altre cose, l’effettiva percorrenza chilometrica dell’autovettura revisionata. In pratica, in esso viene indicato il numero di chilometri percorso dall’auto: numero che certo non potrebbe essere pari o addirittura inferiore alla precedente revisione. 

Tale informazione viene poi trasmessa – per via elettronica – dal centro di revisione dov’è stata portata l’auto al Centro elaborazione dati del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), Direzione generale per la motorizzazione. 

Dal 1° giugno dello scorso anno tutte le informazioni riguardanti l’esito dell’avvenuta revisione degli autoveicoli, e specificamente il dato relativo alla lettura del contachilometri, sono riportati nel certificato di revisione rilasciato al proprietario dell’autovettura e pubblicamente accessibili sul sito ilportaledellautomobilista.it del MIT.

Dunque, a questo punto, risulta più facile scoprire se il contachilometri è tarocco; basta agire in uno dei due seguenti modi:

  • puoi richiedere al venditore dell’auto (sia esso il precedente proprietario o una concessionaria auto usate) l’esibizione della copia dell’ultimo certificato di revisione dell’autovettura usata (che, dal mese di giugno 2018, deve appunto contenere anche il dato relativo ai chilometri percorsi);
  • puoi verificare tu stesso, personalmente, il chilometraggio collegandoti al sito ilportaledellautomobilista.it, inserendo il numero di targa di tale autovettura.

In questo secondo caso, devi collegarti con questa pagina. 

Seleziona il tipo di veicolo nel menu a tendina. Hai tre opzioni: autoveicolo, motoveicolo e ciclomotore. Indica, infine, la targa e inserisci il codice captcha visualizzato sulla destra.

Clicca su Ricerca.

A questo punto, ti apparirà una schermata in cui ti verranno indicati i seguenti dati:

  • tipo di veicolo;
  • targa;
  • data dell’ultima revisione (tieni conto che la revisione è obbligatoria ogni 2 anni; 4 anni solo per la prima revisione dopo l’immatricolazione);
  • km rilevati dall’operatore: è proprio quest’ultima voce che dovrai considerare. Certo, questo dato risale all’ultima revisione e quindi a non più di due anni dal controllo, ma ti servirà per farti un’idea. Nulla toglie comunque che il proprietario dell’auto possa alterare il contachilometri proprio dopo l’ultima revisione.

Altri strumenti per capire se il contachilometri è taroccato

Di solito, non si manomette il contachilometri di un’auto per una piccola differenza di percorrenza, perché non avrebbe alcun effetto sul prezzo. Al contrario, si agisce in questo modo truffaldino togliendo diverse decine di migliaia di km (almeno 50mila). A questo punto un buon tecnico, esperto nel settore, è in grado di capire se la percorrenza segnata dal contachilometri è compatibile con le restanti condizioni dell’auto. Chi è del mestiere sa valutare l’usura di un mezzo in base alla sua anzianità; in un veicolo logoro (non solo dal punto di vista estetico ma anche delle varie componenti meccaniche ed elettriche) potrà apparire sospetto un basso conteggio di km. Insomma, non comprare d’istinto ma fai fare prima un’accurata perizia a un tuo fiduciario.

In secondo luogo, puoi chiedere una visura dell’auto al Pra che ti dirà tutti i passaggi di proprietà del mezzo, la data di immatricolazione ed eventuali ipoteche o fermi amministrativi.

Come stabilire se un’auto ha fatto un incidente

Un’altra importante verifica è quella circa eventuali incidenti pregressi subiti dal veicolo. Non esiste, ad oggi, un’anagrafe che fornisca tali informazioni al pubblico. Esiste però un archivio che consultano le assicurazioni, anche per valutare il rischio frode di un cliente. Se hai un amico che ha un’assicurazione e può connettersi al sistema potrà fare questa indagine e forniti questo importante dato. 

Chiaramente, un’auto che ha subito svariati incidenti vale molto meno rispetto a un’auto dello stesso modello, di seconda mano, per come risulta dal listino usato.

Leggi Acquisto auto usata: le verifiche da fare.

Cosa rischia chi manomette il contachilometri?

Manomettere il contachilometri costituisce un comportamento fraudolento perché, tramite artifici e raggiri, è rivolto a ottenere un indebito lucro. Il che significa che chi si comporta in questo modo può essere denunciato per truffa. In pratica, se ti accorgi di un’alterazione dello strumento di controllo puoi presentare una querela alla Polizia, ai Carabinieri o farla depositare dal tuo avvocato presso la Procura della Repubblica. A quel punto, verranno avviate le indagini le cui prove saranno acquisite dalla Polizia giudiziaria. A te non spetta fare nulla se non nominare un avvocato che, nel corso dell’eventuale processo penale (qualora alle indagini segua il rinvio a giudizio), si costituisca parte civile per conto tuo per chiedere il risarcimento del danno.

In alternativa o in aggiunta, hai la possibilità di agire davanti al giudice civile per ottenere una risoluzione del contratto, ossia lo scioglimento dal vincolo: otterrai indietro i soldi a fronte della restituzione del veicolo. Se l’alterazione è minima e l’inadempimento non è “grave”, puoi chiedere una riduzione del prezzo di vendita.

Contachilometri manomesso: sentenze

La manomissione del contatore di un’auto usata in vendita integra la condotta richiesta per la configurabilità del delitto di truffa. Così ha stabilito il tribunale di Ferrara in una recente sentenza. 

«Integra il delitto di truffa la condotta del venditore di un’autovettura usata che, con artifizi e raggiri, consistiti nel manomettere il contachilometri dell’autovettura al fine di ridurre il chilometraggio effettivo, abbia indotto in errore l’acquirente in ordine all’esiguo chilometraggio rispetto alla data di immatricolazione, procurando a sé stesso l’ingiusto profitto rappresentato dalla vendita del veicolo per un prezzo superiore a quello effettivo di mercato, con corrispondente danno per la persona offesa. Gli atti di manomissione del contatore integrano, infatti, quegli artifizi e raggiri richiesti dalla previsione incriminatrice di cui all’articolo 640 del Cp, mentre il profitto, con altrui danno, è realizzato dall’incasso di una somma maggiorata rispetto al valore del mezzo. Nel caso di specie, l’autovettura all’atto della vendita registrava un chilometraggio pari a circa 120mila Km, a fronte di circa 220mila km realmente percorsi, ed era stata pagata 5.300 euro, a fronte di 3.600 euro quale prezzo effettivo di mercato» (Tribunale Ferrara, 07/02/2018, n.108).

Di rimando la Cassazione (sent. del 29.09.1980) secondo cui «Integra gli estremi del reato di truffa la condotta del rivenditore di autovetture il quale, alterando il contachilometri di un autoveicolo usato, induca in errore l’acquirente sull’effettivo numero di chilometri percorsi, qualora risulti provato che questi si sia determinato all’acquisto proprio in ragione di tale prospettazione, a nulla rilevando la circostanza che il prezzo corrisposto equivalga al reale valore dell’autoveicolo».

Da un punto di vista civilistico, come detto, si può chiedere la risoluzione del contratto o la riduzione del prezzo di vendita. Come ha scritto il tribunale di Perugia: «La vendita di un autoveicolo che riporti sul contachilometri una numerazione diversa da quella effettiva per provata alterazione di quest’ultimo, integra una condotta di violazione dei principi di correttezza e buona fede contrattuale tale da incidere sulla formazione complessiva del consenso dell’acquirente. Qualora il dolo non sia stato determinante del consenso all’acquisto, ma abbia solo indotto il contraente a stipulare il contratto a condizioni più onerose, deve essere risarcito il danno derivante dal maggior prezzo corrisposto rispetto alle valutazioni di mercato dell’usato per un veicolo con le stesse caratteristiche di quello venduto ma con chilometraggio superiore» (Tribunale Perugia, sent. n. 859/2012).

Così anche la Cassazione (sent. n. 1480/2012) secondo cui: «Il dolo, quale causa di annullamento del contratto, può essere tanto commissivo, quanto omissivo, laddove si nascondano alla conoscenza del “deceptus”, con il silenzio o con la reticenza, fatti o circostanze decisive per la manifestazione del consenso (nella specie, è stata cassata la pronuncia che, pur avendo accertato che il contachilometri dell’automobile alienata fosse stato alterato e manomesso, aveva omesso di indagare se il venditore fosse a conoscenza di tale circostanza)».

C’è infine la possibilità di denunciare il venditore all’Agcm. Lo stesso Garante della Concorrenza e mercato, nella decisione n. 21810/2010 ha detto: «Integra una pratica commerciale scorretta la manomissione del contachilometri nella vendita di una macchina reclamizzata come “Km 0”, seppure dimostrato che fosse stato alterato da un precedente venditore, poiché il concessionario avrebbe dovuto e potuto, secondo la normale diligenza professionale a lui richiesta, riparare la vettura e dar seguito alla richiesta del consumatore di risolvere il contratto, in quanto consistente nell’imposizione di ostacoli non contrattuali, onerosi e sproporzionati, all’esercizio di diritti contrattuali del consumatore in materia di garanzia legale di conformità, secondo le disposizioni del codice del consumo».


note

Autore immagine: 123rf com


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