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Pensione quota 100: si perde la Naspi?

13 Giugno 2019 | Autore:
Pensione quota 100: si perde la Naspi?

Decadenza dall’indennità di disoccupazione dei lavoratori dipendenti per raggiungimento del diritto alla pensione: vale anche per quota 100?

L’indennità di disoccupazione valida per la generalità dei lavoratori dipendenti, ossia la Naspi, è normalmente incompatibile con la pensione: tra le cause di decadenza dal sussidio illustrate dal decreto in materia [1], difatti, figura anche la maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia o anticipata.

In parole semplici, l’indennità di disoccupazione viene interrotta nel momento in cui l’interessato matura tutti i requisiti per la pensione.

Ma la decadenza dall’indennità di disoccupazione vale anche per la pensione anticipata con opzione quota 100? In altre parole, con la pensione quota 100 si perde la Naspi?

E, nel caso in cui si perda la Naspi, la corresponsione dell’indennità termina da subito, o continua durante, il cosiddetto “periodo di finestra”? A questo proposito, è fondamentale sapere che le finestre di attesa possono spostare in avanti la liquidazione del trattamento di pensione anche di diversi mesi, rispetto alla data di maturazione dei requisiti.

Quindi, il disoccupato che ha diritto alla pensione Quota 100 perde subito la Naspi e resta senza indennità di disoccupazione e senza pensione durante tutto il periodo di finestra?

Sul punto, si è pronunciata l’Inps, con una nuova circolare [2] che chiarisce tutti i dubbi. Vediamo quali sono le regole per chi matura il diritto alla pensione Quota 100 durante il periodo di Naspi.

Chi ha diritto alla pensione quota 100?

Ricordiamo innanzitutto che matura il diritto alla pensione quota 100 il lavoratore che possiede almeno 38 anni di contributi (di cui 35 al netto dei periodi di disoccupazione e malattia, se iscritto all’Assicurazione generale obbligatoria dell’Inps) e 62 anni di età.

Il requisito contributivo può essere raggiunto sommando gratuitamente i versamenti presenti in casse diverse, ma devono essere esclusi i contributi accreditati presso le gestioni previdenziali dei liberi professionisti.

Come funzionano le finestre per la quota 100?

La finestra è il periodo di attesa che intercorre tra la data di maturazione dei requisiti per la pensione e la data di liquidazione del trattamento.

In passato, la legge Fornero [3] aveva abolito l’applicazione delle finestre sia alla pensione di vecchiaia ordinaria, che alla pensione anticipata ordinaria.

Il decreto di riforma delle pensioni [4], che ha introdotto la quota 100, tuttavia, ha previsto l’applicazione di finestre mobili trimestrali alla pensione anticipata ordinaria e dei lavoratori precoci; lo stesso decreto-legge, poi, ha previsto per la pensione quota 100 le seguenti finestre:

  • due finestre fisse nel periodo di prima applicazione della nuova normativa (il 1° aprile, per i lavoratori del settore privato che hanno perfezionato i requisiti per la quota 100 entro il 31 dicembre 2018, ed il 1° agosto, per i dipendenti pubblici che hanno perfezionato i requisiti per il trattamento entro il 29 gennaio 2019);
  • finestre mobili pari a 3 mesi per i lavoratori del settore privato;
  • finestre mobili pari a 6 mesi per i dipendenti pubblici;
  • una finestra unica annuale per i dipendenti del comparto scuola.

Chi matura i requisiti per la quota 100 perde la Naspi?

Con una nuova circolare [2], l’Inps ha chiarito che, se si perfezionano i requisiti per la pensione anticipata con opzione quota 100, non si perde automaticamente l’indennità di disoccupazione, ma è necessario che il lavoratore inoltri la domanda di pensione. L’interessato, difatti, potrebbe scegliere di non avvalersi della pensione quota 100, considerate le limitazioni che comporta (tra tutte, l’impossibilità di lavorare sino al compimento dell’età pensionabile, fatta eccezione per il lavoro autonomo occasionale entro 5mila euro annui di compensi).

Chi chiede la quota 100 perde la Naspi subito?

A questo punto, ci si domanda se, una volta inviata la domanda di pensione quota 100 da parte dell’interessato, questi decada immediatamente dalla Naspi, o se l’indennità continui a essere corrisposta sino al momento della decorrenza della pensione.

Sull’argomento, la citata circolare Inps [2] è molto chiara: l’indennità di disoccupazione continua a essere corrisposta sino al momento in cui la pensione è liquidata.

Il lavoratore, cioè, non resta senza disoccupazione e senza pensione, ma cessa di percepire la Naspi solo al momento della liquidazione del trattamento con quota 100.

Quanto esposto dall’Inps è conforme all’orientamento assunto dall’istituto già in passato.

Con un’importante circolare [5], difatti, l’Inps aveva già specificato che, in merito ai trattamenti ai quali si applicano le finestre di attesa (ad esempio, opzione Donna e totalizzazione), la decadenza dalla Naspi si verifica solo al momento della decorrenza della pensione, e non al perfezionamento dei requisiti.

Questo in quanto, secondo l’ente, non sarebbe corretto lasciare il lavoratore prossimo alla pensione privo di copertura sia reddituale, essendo intervenuta la cessazione dell’attività lavorativa, sia pensionistica, stante la decorrenza della pensione di anzianità successiva alla data di presentazione della domanda di disoccupazione.

Se la decorrenza della Naspi è contemporanea o successiva alla decorrenza della pensione, la domanda dell’indennità di disoccupazione è respinta.

note

[1] D.lgs. 22/2015.

[2] Inps circ. 88/2019.

[3] Art.24 DL 201/2011.

[4] DL 4/2019.

[5] Inps Circ. 142/2015.

Autore immagine: 123rf.com


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