Ci sarà una manovra bis? Cosa ci aspetta?

14 Giugno 2019


Ci sarà una manovra bis? Cosa ci aspetta?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 Giugno 2019



Da dove il Governo prenderà i soldi per rispettare i patti con l’Unione europea ed evitare la procedura di indebitamento?

Tra poche ore, l’Italia risponderà alla Commissione Ue e spiegherà come intende raddrizzare i propri conti per non subire la maxi multa per lo sforamento del debito pubblico.

Il premier Conte intende fornire rassicurazioni ai partner europei sull’affidabilità della nostra politica. La lettera è ormai pronta e dovrebbe partire oggi. In essa, il Governo italiano chiede formalmente l’apertura di un confronto per la revisione delle regole di bilancio comunitarie. Possibilità piuttosto debole visto che l’Italia non ha alleati, in questo momento, dentro l’Ue. Nella lettera, l’Esecutivo non vuole abbassare la testa: no alla manovra bis chiesta dal commissario Moscovici e no alle «correzioni sostanziali della traiettoria fiscale» invocate da Valdis Dombrovskis. Il Governo italiano non imporrà patrimoniali e userà per ridurre il disavanzo i tre miliardi risparmiati da Quota 100 e Reddito di cittadinanza. Ma per i fatti, i dati e le cifre che l’Europa ci chiede bisognerà attendere. La lettera, insomma, ha un contenuto più politico che contabile.

Il Commissario Ue, Moscovici, in rappresentanza del Governo europeo, dimostra una certa disponibilità al dialogo ma, tra una parola e l’altra, non perde l’occasione di rappresentare all’Italia le difficoltà che l’attendono per gli anni a venire semmai gli altri Stati membri dovessero approvare la procedura di infrazione. Proprio ieri sera, Moscovici ha comunicato che, a suo avviso, la maxi multa per l’Italia è inevitabile e dovuta se non cambieranno i nostri conti.

La proposta di Tria all’Ue è ormai chiara: un percorso a tappe che riduce il deficit strutturale di 8-10 miliardi fra quest’anno e il prossimo, e garantisce di non aumentare il debito. L’obiettivo: stoppare una procedura d’infrazione che renderebbe impossibile la costruzione della manovra d’autunno. Perché per avviare una nuova trattativa sugli spazi di flessibilità da garantire all’Italia nel 2020 ed evitare una cura recessiva dei conti, la procedura deve uscire di scena. 

Salvini e Di Maio ribadiscono che non ci sarà una manovra correttiva. In particolare, Salvini insiste per ottenere la flat tax, la quale richiederà circa 5 miliardi di euro. Il ministro Tria non vuole però che le nuove iniziative leghiste vengano finanziate con un ulteriore innalzamento del debito pubblico, sopra il 3%. Equivarrebbe a tirarsi la zappa sui piedi: la procedura di infrazione sarebbe scontata. Da dove prenderà, quindi, i soldi se non c’è alcuna intenzione di fare una manovra bis?

Innanzitutto, dalla rottamazione delle cartelle esattoriali che, sinora, ha rastrellato più del previsto; tant’è vero che la scadenza è stata prorogata. In più, si vorrebbe estendere la sanatoria anche alle imprese.

Inoltre, la Lega propone di aprire un condono sui soldi in nero depositati in banca nelle cassette di sicurezza, cosa che consentirebbe – a detta del leader del Carroccio – di recuperare ulteriori entrate.

Che l’Italia sia alla disperata caccia di soldi si avverte nell’aria. Soldi che, tuttavia, si vogliono incassare senza alzare le tasse [tradotto in linguaggio spicciolo: senza far arrabbiare gli elettori]. In che modo?

Un primo tentativo sarà quello di tagliare deduzioni e detrazioni fiscali, ivi compreso il bonus Renzi. Il popolo non percepirà il taglio agli sconti come un aumento della tassazione, per quanto invece lo sia.

Il secondo tentativo sarà la riforma degli estimi catastali, che porterà a rivalutare il patrimonio immobiliare e a incassare più con le imposte collegate agli immobili (imposta di registro, catastale, ipotecaria, Imu, Tasi, Tari). Qui, i ministri potranno dire di non introdurre più tasse. Non diranno, probabilmente, che così alzano quelle già esistenti.

L’Iva non aumenterà, tranquillizzano le forze politiche che però hanno intenzione di spostare molti beni che oggi scontano l’aliquota agevolata (al 10%) nel paniere dei beni ad aliquota ordinaria (22%). Anche questo aumento porterà ulteriori entrate.

Sempre in termini di proposte si è pensato a salvare Alitalia con un balzello sulla bolletta della luce da spalmare su tutti gli italiani. Un altro canone che affiancherà quello già pagato allo stesso modo per tenere in piedi la Rai.

Ci sarà poi la svendita del patrimonio immobiliare dello Stato a cui già si sta lavorando. Perderemo beni storici come i greci hanno dovuto vendere il porto del Pireo.

La possibilità di una manovra bis quindi non è ad oggi nei piani del Governo, anche se nulla è scontato. In ogni caso, probabilmente non ci sono neanche i tempi tecnici per l’approvazione. Tra poco si arriva alla pausa estiva e già, a partire da fine agosto, si inizierà a lavorare sulla nuova Legge di Bilancio, quella che poi decreterà se riceveremo la multa europea o meno. Sperando che in quel mese non faccia troppo caldo: si sa che se il sole dà alla testa, fa danni.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA