Diritto e Fisco | Articoli

Licenziamento per assenza ingiustificata e TFR

13 Giugno 2019
Licenziamento per assenza ingiustificata e TFR

Spetta la liquidazione al dipendente che è stato licenziato per giusta causa, per non essersi più presentato al lavoro? E l’assegno di disoccupazione?

Hai ricevuto una lettera di licenziamento per assenza ingiustificata. L’azienda ti ha comunicato che il rapporto di lavoro è definitivamente risolto. Nei prossimi giorni – prosegue la raccomandata – riceverai l’ultima busta paga. Ti chiedi che fine farà la liquidazione: ti spetta in automatico o può essere trattenuta dall’azienda (magari come risarcimento per il danno che hai procurato)? Insomma, quali sono le implicazioni tra licenziamento per assenza ingiustificata e Tfr? Cerchiamo di chiarirci le idee in proposito.

Assenza: quando è ingiustificata?

Quando ci si assenta dal lavoro bisogna sempre comunicarlo all’ufficio del personale. I permessi vanno richiesti in anticipo (ad esempio un permesso ai sensi della legge 104) a meno che non si tratti di lutto o malattia improvvisa. In quest’ultimo caso, è d’obbligo per il dipendente, già dal primo giorno di assenza e prima ancora di inviare il certificato medico all’Inps, far sapere ai superiori la propria indisponibilità.

I contratti collettivi spiegano dettagliatamente come comunicare la malattia all’azienda; spesso vengono consentiti mezzi informali come l’email, l’sms, la telefonata. Prendere uno o più giorni di permesso, sia pure per valide ragioni, ma senza fornire le motivazioni all’azienda, è un comportamento colpevole, fonte di responsabilità disciplinare. Da ciò può derivare, nelle ipotesi più gravi, il licenziamento.

Si considera assenza ingiustificata anche il rifiuto del lavoratore di prendere servizio presso una diversa sede dove è stato trasferito, anche se il trasferimento viene ritenuto illegittimo: in tal caso, egli dovrebbe prima ricorrere al giudice per far annullare l’ordine di servizio (salvo nelle ipotesi di particolare gravità come in quella di una dipendente incinta che non possa viaggiare).

Anche il rifiuto illegittimo del datore di lavoro a concedere un permesso spettante di diritto al dipendente non consente a quest’ultimo di “fare di testa sua” e assentarsi ugualmente: anche qui egli dovrebbe prima chiedere l’intervento del giudice.

È stata ritenuta ingiustificata l’assenza del dipendente che, a fronte della domanda di permesso, aveva dedotto dal silenzio del datore di lavoro una tacita autorizzazione ad assentarsi.

Assenza ingiustificata: quali conseguenze?

La Cassazione ha più volte ribadito che il licenziamento è illegittimo quando la condotta del dipendente, per quanto colpevole, procuri un danno irrisorio all’azienda. Potrebbe essere il caso di un’assenza ingiustificata per un solo giorno o per qualche ora. In tale ipotesi, si giustificherebbe una sanzione meno afflittiva come ad esempio la sospensione dal servizio.

Quando però l’assenza si prolunga per più giorni, questa costituisce sempre un pregiudizio per la produzione, per l’azienda e per gli altri dipendenti i quali, proprio a causa della diminuzione delle risorse umane disponibili, per garantire un servizio efficiente, devono farsi carico di una maggiore mole di lavoro.

Il datore di lavoro che vuol applicare una sanzione disciplinare al dipendente assente senza giustificato motivo non deve fare altro che dimostrare il fatto in sé, ossia l’assenza. Il dipendente che voglia evitare la sanzione dovrebbe, invece, provare elementi che possano giustificarlo.

Scrive in proposito la Cassazione: «il giudice deve accertare in concreto la reale entità e gravità delle infrazioni addebitate al dipendente e che vi sia proporzione tra quest’ultime e la sanzione del licenziamento». Nella specie, la Corte ha ritenuto illegittimo il licenziamento di una dipendente che, dopo aver richiesto le ferie, non aveva ricevuto alcun riscontro dal datore di lavoro – comportamento questo ritenuto comunque contrario sotto il profilo della correttezza e buona fede – e, pertanto, si era autonomamente assentata per ben tre giorni senza dare giustificazione.

Di solito, i contratti collettivi stabiliscono il numero di giorni oltre i quali l’assenza ingiustificata può determinare il licenziamento (di norma sono 3 giorni).

Licenziamento e Tfr

Il trattamento di fine rapporto è dovuto al dipendente a prescindere dalle ragioni per cui il rapporto di lavoro si è risolto. Quindi, anche quando c’è stato un licenziamento per giusta causa – ossia un licenziamento in tronco, senza preavviso – al dipendente è dovuto il trattamento di fine rapporto.

Il Tfr viene liquidato con l’ultima busta paga e il dipendente ha immediato diritto al pagamento dello stesso. L’azienda non può addurre motivazioni di liquidità per giustificare ritardi.

Il dipendente licenziato per assenza ingiustificata può quindi esigere il Tfr nella misura piena, senza trattenute per asseriti danni procurati all’azienda. Eventuali risarcimenti possono essere pretesi solo previa causa che l’azienda dovrebbe prima intentare al proprio dipendente. In quel caso, però, il Tfr dovrà essere stato già pagato per cui la trattenuta è improbabile.

Se il dipendente non ottiene il Tfr può agire con un decreto ingiuntivo, a mezzo del proprio avvocato, il cui ricorso va depositato presso il tribunale ove si trova la sede dell’azienda ove ha lavorato.

Licenziamento ed assegno di disoccupazione (Naspi)

Anche quando il licenziamento avviene per «giusta causa» e, quindi, per colpa del dipendente, a quest’ultimo spetta ugualmente l’indennità di disoccupazione erogata dall’Inps: la cosiddetta Naspi. A chiarirlo è stato lo stesso istituto di previdenza. Dunque, in caso di assenza ingiustificata, il fatto che la risoluzione del contratto di lavoro derivi da una condotta dolosa del dipendente, e quindi volontaria, non preclude l’assegno.

note

Autore immagine: 123rf com


2 Commenti

  1. Salve. Trovo sì che il datore di lavoro debba tutelare l’azienda ed il lavoro degli altri dipendenti che lavorano di più, ma oltre al licenziamento quali possono essere le altre sanzioni disciplinari previste in caso di assenza ingiustificata dal lavoro? Potreste darmi maggiori chiarimenti a riguardo? Ci sono maggiori approfondimenti su questo tema? E con riferimento alla lettera di contestazione? Vi ringrazio in anticipo per l’informazione sempre puntuale che ci fornite ogni giorno.

    1. Buongiorno Lucio. Il lavoratore che si assenta dal lavoro senza una valida giustificazione oppure senza avvertire con congruo preavviso rischia di ricevere una sanzione disciplinare che può arrivare fino al licenziamento. Uno degli obblighi che il lavoratore si assume nel momento in cui sottoscrive un contratto di lavoro con un datore di lavoro è quello di recarsi al lavoro nei tempi, luoghi e modi indicati nel contratto individuale di lavoro. Il lavoratore subordinato, infatti, contrae quella che si chiama “obbligazione di mezzi” ossia si obbliga a mettere a disposizione del datore di lavoro le proprie energie lavorative per il tempo pattuito nel contratto di lavoro (con ciò distinguendosi dalle “obbligazioni di risultato” che sono quelle di chi si impegna a realizzare un’opera ben determinata, come ad esempio una costruzione). È del tutto evidente che se il lavoratore disattende questo obbligo e, dunque, non si reca regolarmente al lavoro, egli commette un inadempimento contrattuale nei confronti del proprio datore di lavoro. La più grave delle sanzioni disciplinari è il licenziamento per giusta causa o senza preavviso che viene comminato allorquando il comportamento del dipendente è valutato così grave da rompere definitivamente il vincolo fiduciario con il datore di lavoro e non consente la prosecuzione neppure momentanea del rapporto. Ma può una singola assenza determinare il licenziamento? A tale riguardo bisogna innanzitutto riferirsi al CCNL di riferimento. Per saperne di più, leggi il nostro articolo Assenza ingiustificata dal lavoro: quali sanzioni? https://www.laleggepertutti.it/231810_assenza-ingiustificata-dal-lavoro-quali-sanzioni . Con riferimento alla Lettera contestazione assenza ingiustificata, leggi https://www.laleggepertutti.it/284214_lettera-contestazione-assenza-ingiustificata

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA