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Quale alternativa alla cassetta di sicurezza

14 Giugno 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 Giugno 2019



L’ipotesi di tassare i soldi tenuti nei caveaux preoccupa chi vuole tenere i contanti in un posto lontano dagli occhi del Fisco. Dove?

Passata la moda del materasso, per anni si è pensato che il posto migliore per tenere al sicuro e lontano da occhi indiscreti soldi, preziosi e oggetti di valore fosse una cassetta di sicurezza. Un vano all’intero di un caveau in cui nessuno, nemmeno chi lo custodisce, può metterci le mani, a meno che non arrivi l’autorizzazione del proprietario o l’ordine di un giudice. Adesso che il Fisco, affamato di soldi per dare una mano a mantenere le promesse del Governo, vorrebbe una fetta del suo contenuto, quale alternativa alla cassetta di sicurezza? C’è, a questo punto, un luogo più conveniente per tenere ciò che non vorresti mai che trovassero né i ladri né il Fisco?

Si può pensare che i soldi depositati nel sotterraneo di qualche banca non perdono valore perché – almeno finora – non sono tassati (nessuno sa della loro esistenza) ma nemmeno fruttano. Non c’è una banca che ti dia un tot per tenerteli in un caveau, semmai sei tu che paghi affinché restino al sicuro. Bisognerebbe, quindi, fare una scelta, pensando ad un’alternativa alla cassetta di sicurezza: o uscire allo scoperto e investirli in qualche prodotto finanziario che almeno ti renda qualcosa oppure riempire con il contenuto della cassetta una borsa e sotterrarla in giardino. Metterla sotto il materasso sarebbe scomodo per dormire.

Nella prima ipotesi, servirebbe fare due conti tra ciò che si pagherebbe di tasse dichiarando al Fisco di avere una cassetta di sicurezza o ciò che si pagherebbe di tasse investendo il contenuto alla luce del sole. La seconda ipotesi, cioè quella che prevede di tenere in casa soldi e preziosi, comporterebbe una polizza di assicurazione contro il furto, ma anche in questo caso occorrerebbe dichiarare il possesso del denaro e dei gioielli. A meno che, appunto, si accetti il rischio di tenere tutto nascosto sottoterra e di scavare una buca all’occorrenza, quando serva utilizzare in qualche modo un po’ di banconote o un paio di collane d’oro.

Cassetta di sicurezza: che cos’è e quanto costa?

Ci sono due modi per definire una cassetta di sicurezza. Il primo, quello che tutti hanno in mente, cioè un contenitore messo a disposizione di una banca all’interno di un caveau, cioè di un locale blindato, all’interno del quale vengono custoditi a pagamento dei soldi e/o dei preziosi, degli oggetti di valore, di documenti particolarmente delicati, ecc.

Il secondo, che non bisogna trascurare in alcun modo, è un contratto stipulato tra la banca ed il cliente per la custodia di quegli oggetti. Come tale, la cassetta di sicurezza (alla quale il proprietario dei beni custoditi può accedere in qualsiasi momento) è regolamentata dal Codice civile [1], secondo cui la banca è tenuta a rispondere verso il cliente per l’idoneità e la custodia dei locali e per l’integrità della cassetta, salvo caso fortuito.

Tenere contanti, gioielli o altri oggetti di valore in una cassetta di sicurezza è legale, come ti spieghiamo in questo articolo.

Il costo di una cassetta di sicurezza varia (a seconda dell’istituto di credito e delle dimensioni) da 50 a 200 euro l’anno, anche se si può arrivare a 500 euro per le cassette più grandi.

Cassetta di sicurezza: chi può conoscere il contenuto?

In teoria, alla cassetta di sicurezza puoi accedere solamente tu. La banca non è tenuta a conoscere il suo contenuto, anche se può chiederti una stima del valore per assicurarlo entro un massimale di 10mila euro. Se il valore del contenuto supera i 100mila euro, puoi riassicurarlo aumentando l’importo del canone di affitto della cassetta.

Nemmeno le autorità sono autorizzate a conoscere che cosa tieni in una cassetta di sicurezza, a meno che non ci sia un’ordinanza scritta da un giudice che legittima la Guardia di Finanza o chi per essa ad un controllo.

Tutt’al più, l’Agenzia delle Entrate viene informata dalla banca dell’esistenza della cassetta di sicurezza a nome tuo. Il Fisco viene, dunque, informato del fatto che tu custodisci qualcosa al suo interno, pur non sapendo di che cosa si tratta.

Cassetta di sicurezza: bisogna dichiarare il contenuto al Fisco?

È questo il punto. È vero che una cassetta di sicurezza può contenere soltanto dei documenti che il titolare vuole tenere al sicuro, come un testamento, degli atti societari, contratti di compravendita di immobili di valore, o altre carte relative ad operazioni note al Fisco. Ma è altrettanto vero che un qualsiasi cittadino vi può custodire preziosi e contanti di cui l’Agenzia delle Entrate ignora nel modo più assoluto l’esistenza.

Insomma, la tentazione di nascondere i soldi in un posto a cui nessuno può accedere è fin troppo appetibile per chi ama evadere le tasse. Più volte i governi (di destra e di sinistra) hanno provato a far riemergere il denaro nascosto nelle cassette di sicurezza. Finora, però, senza successo.

In poche parole: tenere del denaro occulto ovunque, anche in una cassetta di sicurezza, e non dichiararlo viene ritenuto evasione fiscale. Se un giudice firma un’ordinanza per aprire la cassetta e si scopre che hai dentro qualche mazzetta da cinquecento euro non dichiarata, è assai possibile che tu finisca nei guai.

Cassetta di sicurezza: quali alternative?

Il problema di affittare una cassetta di sicurezza, dunque, si pone soprattutto per i contanti non dichiarati. Se nella malaugurata ipotesi (per te) che ti arrivasse un controllo disposto da un giudice durante un processo per evasione fiscale a tuo carico non vuoi farli trovare, quale alternativa hai?

Ce n’è più di una e rispondono alla fantasia di chi, pur di evadere il Fisco, cerca e trova i posti più originali per nascondere i soldi. Ecco un campionario di dove vengono tenuti.

Uno degli esempi più noti alla cronaca è quello del controsoffitto. Lì vennero scoperti i circa 2,6 milioni di euro che Fabrizio Corona teneva a casa sua, anche se recentemente l’ex fotografo dei Vip è stato assolto in via definitiva dal reato di intestazione fittizia di beni che lo portò in carcere nel 2016.

C’è, invece, chi, con la scusa di fare l’orto, fa una vangatina in più, scava una buca e sotterra il denaro accanto a insalata e pomodori.

Altri vanno più per il sottile e, a seconda della quantità di soldi da imboscare, scelgono:

  • l’incavo di un chiodo vuoto;
  • la suola di una vecchia scarpa;
  • sotto una mattonella;
  • il ricambio dell’aspirapolvere;
  • un finto libro;
  • un barattolo delle medicine;
  • il condizionatore dell’aria (a patto di non accenderlo mai, si presume);
  • il doppio fondo di un cassetto o di un armadio;
  • le custodie dei dischi;
  • gli album fotografici;
  • una vecchia batteria della macchina o la scatola delle batterie;
  • una presa elettrica non funzionante;
  • lo scarico del bagno (questa si vede nei film).

Alcuni ti possono sembrare fin troppo bizzarri, ma se non ci credi in questo articolo ti mostriamo pure le foto.

E poi c’è il caro, vecchio materasso. A volte i posti più scontati sono i più sicuri perché nessuno penserebbe mai di andare a cercare lì. A volte, però.

note

[1] Art. 1839 cod. civ.

Autore immagine: Unsplash.com


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