Diritto e Fisco | Articoli

Pignoramento autoveicoli

18 Luglio 2019 | Autore:
Pignoramento autoveicoli

Questo articolo spiega tutto quello che c’è da sapere quando si vuole pignorare un veicolo.

Un tuo vecchio inquilino ti deve dei soldi: ha, infatti, lasciato un appartamento che gli avevi concesso in locazione e non ti ha pagato diverse mensilità. Sai che non si tratta di una persona bisognosa, ma soltanto di un individuo che vive cercando di approfittare degli altri. Hai fatto delle ricerche e sembra non possedere quasi nulla, anche se conduce un buon tenore di vita: evidentemente, è una strategia per evitare azioni da parte di eventuali creditori. Hai però constatato che l’auto che guida, piuttosto lussuosa, è intestata a lui. Vorresti pignorarla, anche per dargli fastidio e indurlo a pagare quanto dovuto. Ma come avviene il pignoramento degli autoveicoli? Leggi quello che ho da dirti in proposito.

Il pignoramento, detto anche esecuzione forzata, è una procedura che ha lo scopo di privare il debitore di uno o più beni allo scopo di soddisfare i creditori. Le cose pignorate (beni mobili, immobili, autoveicoli), infatti, vengono vendute sotto il controllo di un giudice e il ricavato va, in tutto o in parte, a questi ultimi. Altre volte, l’esecuzione ha per oggetto somme di denaro dovute al debitore da terze persone (pignoramento presso terzi). In questo articolo, ti spiegherò, in maniera più specifica e dettagliata, cosa è e come avviene il pignoramento degli autoveicoli.

Cosa occorre per procedere al pignoramento?

Non ti basta essere creditore di qualcuno per procedere al pignoramento del suo autoveicolo. Infatti, la legge richiede che, a questo scopo, tu sia munito di un titolo esecutivo; con questo termine, si intende un documento dal quale risulta in modo “ufficiale” il tuo credito.

Sono titoli esecutivi:

  • le sentenze. Se hai fatto causa al tuo debitore e l’hai vinta, la sentenza è un titolo esecutivo, perché il giudice ha accertato il tuo credito e ne ha precisato l’entità. Anche se il debitore propone appello contro la sentenza, quest’ultima può essere utilizzata per procedere al pignoramento, a meno che il giudice d’appello, per gravi motivi, non ne sospenda l’efficacia esecutiva. Facciamo un esempio. Tizio fa causa a Caio, che gli ha procurato un danno in un incidente. Il giudice condanna Caio a risarcire Tizio, e a corrispondergli la somma di 10.000 euro. La sentenza è un titolo esecutivo che Tizio può utilizzare per pignorare i beni di Caio, anche se quest’ultimo propone appello. Caio può solo tentare di chiedere al giudice dell’appello di sospendere l’efficacia esecutiva della sentenza, finché la causa non verrà decisa;
  • i decreti ingiuntivi. Chi ha un credito certo, dimostrato da documenti, anzichè fare causa al debitore può chiedere al giudice l’emanazione di un decreto ingiuntivo nei suoi confronti. Si tratta di un provvedimento con il quale il giudice ordina al debitore di pagare l’importo dovuto nel termine di 40 giorni. Trascorso inutilmente questo termine, il creditore può utilizzare il decreto come titolo esecutivo e procedere al pignoramento. Entro lo stesso termine di 40 giorni il debitore, se ritiene di non dover pagare, può proporre opposizione. Con questa si instaura una causa nella quale il giudice verificherà l’effettiva sussistenza del credito; essa, però, non impedisce al creditore di effettuare il pignoramento, a meno che non sia il giudice a sospendere l’esecuzione del decreto;
  • gli assegni e le cambiali;
  • gli atti notarili. Se in un atto stipulato davanti a un notaio è scritto che una persona deve all’altra una somma di denaro, non occorre rivolgersi al giudice: infatti il credito risulta con certezza, visto che il notaio è un pubblico ufficiale e ciò che attesta deve necessariamente rispondere al vero. Facciamo anche qui un esempio. Tizio vende un immobile a Caio. Nell’atto notarile si specifica che il compratore non paga subito il prezzo, ma si impegna a farlo entro un certo termine. Trascorso inutilmente quest’ultimo, Tizio può utilizzare l’atto notarile come titolo esecutivo contro Caio.

Il titolo esecutivo deve essere notificato al debitore tramite ufficiale giudiziario; esso deve contenere in calce una particolare formula, detta formula esecutiva, che viene apposta dal cancelliere.

Insieme al titolo, o a distanza di almeno 10 giorni dalla sua notifica, deve essere notificato al debitore un atto di precetto. Si tratta di un documento contenente l’intimazione, rivolta dal creditore al debitore, di pagare, entro un termine che non può essere inferiore a 10 giorni, le seguenti somme:

  • l’importo indicato nel titolo esecutivo;
  • gli interessi;
  • le spese (ad esempio l’onorario richiesto dall’avvocato per la sua attività, le spese di notifica).

Trascorso inutilmente il termine assegnato al debitore per pagare, si può procedere al pignoramento.

Come avviene il pignoramento degli autoveicoli?

Il pignoramento dei veicoli (autoveicoli, motoveicoli e rimorchi) può avvenire secondo due modalità: una, potremmo dire, “tradizionale” e l’altra introdotta nel 2014 [1].

Vediamo in cosa consiste la prima procedura: si tratta di quella da sempre prevista per l’esecuzione forzata sui beni mobili del debitore [2]. Dopo la notifica del titolo esecutivo e del precetto, l’ufficiale giudiziario si reca presso l’abitazione di quest’ultimo, e sottopone a pignoramento i beni mobili che vi trova: arredamento, oggetti, gioielli, denaro. Egli cercherà di individuare, per pignorarle, cose facili da vendere, il cui valore corrisponda al credito indicato nell’atto di precetto aumentato della metà. In questo modo, si può sperare che il ricavato della vendita dei beni soddisfi il creditore e serva a pagare le spese di procedura.

Se, ad esempio, il credito è di 3.000 euro, l’ufficiale giudiziario sottoporrà a pignoramento beni che, ad occhio e croce, possano valere almeno 4.500 euro (3.000 euro + la metà di tale importo, che è 1.500 euro).

Poiché anche gli autoveicoli sono beni mobili, se l’ufficiale giudiziario ne trova uno intestato al debitore, in prossimità della sua abitazione o dell’ufficio, può pignorarlo. Ma come fa l’ufficiale a sapere che un veicolo, parcheggiato nelle vicinanze della casa del debitore, gli appartiene? Ovviamente dovrà chiedere a quest’ultimo di dichiarare se è intestatario di un mezzo. Come puoi immaginare, questo sistema si è rivelato poco efficace: infatti il debitore, con ogni probabilità, negherà di possedere autoveicoli. Certo, fornire una dichiarazione falsa costituisce un reato; tuttavia ciò avviene spesso e costituisce un ostacolo al pignoramento.

Nei rari casi in cui il debitore dichiari di essere intestatario di un veicolo, l’ufficiale giudiziario individua il mezzo e redige un verbale, nel quale lo descrive indicando anche il suo valore; egli nomina poi un custode del veicolo pignorato. Di solito viene nominato custode lo stesso debitore, ma egli non può più disporre del mezzo né utilizzarlo.

Dopo il pignoramento, il creditore richiede al giudice di disporre la vendita del veicolo. Se questa ha esito positivo, il ricavato servirà a soddisfare il credito, in tutto o in parte. Se, ad esempio, il credito è di 5.000 euro e la vettura viene venduta per 3.000 euro, il creditore sarà soddisfatto solo in parte e potrà ancora pretendere dal debitore il pagamento della differenza di 2.000 euro.

Qual è la nuova procedura di pignoramento dei veicoli?

La procedura di pignoramento degli autoveicoli, che ti ho appena descritto, si è spesso rivelata inefficace: molti debitori, infatti, temendo la “visita” dell’ufficiale giudiziario, si guardavano bene dal fare trovare il loro veicolo nelle vicinanze dell’abitazione, e dichiaravano all’ufficiale di non essere intestatari di nessun mezzo.

Per rimediare a questo inconveniente è stata prevista una nuova procedura, più diretta e sicura [3]. In questo caso, l’ufficiale giudiziario consulta il pubblico registro automobilistico (Pra), per accertare se vi siano veicoli intestati al debitore. Questo registro è tenuto dall’Ufficio della Motorizzazione Civile, e da esso risultano tutte le vicende riguardanti gli autoveicoli: chi sia il proprietario, eventuali trasferimenti, pignoramenti, fermi amministrativi, etc.

Se la ricerca ha esito positivo, l’ufficiale giudiziario notifica al debitore un atto, nel quale indica esattamente gli estremi del veicolo che viene sottoposto a pignoramento. Nello stesso atto, l’ufficiale ingiunge al debitore di non attuare comportamenti che possano pregiudicare i diritti del creditore: ad esempio, egli non potrà “fare il furbo” affrettandosi a cedere il mezzo ad altre persone, oppure nascondendolo.

Subito dopo la notifica, l’ufficiale giudiziario trascrive il pignoramento presso il Pra: in questo modo, chiunque può venirne a conoscenza. Si tratta di un adempimento molto importante, che rende il pignoramento “opponibile ai terzi”. Cosa si intende con questa espressione? Te lo spiego con un esempio. Tizio ha un debito verso Caio, e per questo viene pignorata la sua automobile. L’ufficiale giudiziario, dopo aver notificato il pignoramento a Tizio, lo trascrive presso il Pra. Sempronio era in trattative con Tizio per l’acquisto della vettura, ma consultando il pubblico registro si accorge del pignoramento e, naturalmente, rinuncia a comprarla. Se la comprasse ugualmente, dovrebbe subire il pignoramento. Quest’ultimo, infatti, gli sarebbe opponibile, perché consultando il Pra avrebbe potuto venirne a conoscenza. Come dire: peggio per lui, è stato incauto.

Poniamo, invece, che l’ufficiale giudiziario, per una dimenticanza, non trascriva il pignoramento presso il Pra. In questo caso, eventuali terzi interessati all’acquisto del veicolo non sono messi nelle condizioni di conoscere l’esistenza della procedura. Pertanto, se Sempronio acquistasse l’automobile, non subirebbe il pignoramento, che non gli sarebbe opponibile.

Entro dieci giorni dalla notifica, il debitore deve consegnare il mezzo, insieme ai documenti che lo riguardano (carta di circolazione, documenti relativi alla proprietà) all’Istituto di vendite giudiziarie del suo luogo di residenza. Se egli non provvede alla consegna, gli organi di polizia giudiziaria che accertano la circolazione del veicolo ritirano la carta di circolazione e gli altri documenti relativi alla proprietà e provvedono alla consegna della vettura all’Istituto di vendite giudiziarie.

Successivamente, si procede alla vendita del veicolo, sotto il controllo del giudice. Come vedi, questo sistema è molto più pratico ed evita che il debitore possa cercare di sottrarre il veicolo al pignoramento con vari stratagemmi.

Ti chiederai, a questo punto, perché la procedura più “antica” non è stata abrogata. La ragione è semplice: si è voluta lasciare la possibilità che l’ufficiale giudiziario, nel procedere al pignoramento dei beni mobili del debitore, si imbatta in un veicolo di proprietà di quest’ultimo. In tal caso, egli potrà pignorarlo come farebbe con le altre cose mobili (come pezzi d’arredamento, quadri, gioielli). Al di fuori di questa ipotesi, se si vuole procedere direttamente al pignoramento del veicolo del debitore, è meglio utilizzare la nuova procedura.

Cosa succede se il debitore non consegna il veicolo o lo vende?

Abbiamo visto che, in caso di pignoramento degli autoveicoli,  se il debitore non consegna il mezzo all’Istituto di vendite giudiziarie, sono gli organi di polizia a provvedervi. La polizia giudiziaria, tuttavia, non può andare alla ricerca del veicolo: essa può intervenire soltanto se lo ferma nell’ambito delle normali attività di accertamento. Se il debitore, trascorsi dieci giorni dalla notifica del pignoramento, non consegna il veicolo e lo tiene nel proprio garage, gli organi di polizia non potranno fare nulla. Se, invece, egli lo utilizza per circolare come se niente fosse, e si imbatte in un posto di blocco, gli agenti rileveranno facilmente l’esistenza del pignoramento e gli sottrarranno il veicolo.

Tale intervento della polizia può avvenire soltanto dopo che sono trascorsi dieci giorni dalla notifica del pignoramento. Infatti, il debitore ha questo termine per consegnare il veicolo, e finché esso non scade può liberamente circolare.

Non sono previste multe per il debitore che non consegna il mezzo pignorato, se quest’ultimo viene fermato mentre circola: tuttavia egli può incorrere in una denuncia per il reato di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice [4].

E se, invece, il debitore vendesse il veicolo? Va detto che la vendita non impedisce la prosecuzione della procedura. Infatti, il pignoramento viene trascritto nel Pra, e diventa, come abbiamo detto, opponibile ai terzi. Ciò significa che chi intende acquistare la vettura lo fa a proprio rischio e pericolo: se viene sorpreso dalla polizia alla guida del mezzo gli agenti lo costringeranno a consegnarglielo e ritireranno i documenti di proprietà e di circolazione. Fatto questo, la polizia giudiziaria consegnerà il veicolo all’Istituto di vendite giudiziarie.

Una persona avveduta, quindi, non acquisterebbe un veicolo pignorato, a meno che, d’accordo con il debitore, non voglia ostacolare il recupero del credito. In tal caso, però, sia il debitore che l’acquirente andrebbero incontro a sanzioni di carattere penale.

Ora sai in cosa consiste, e come avviene, il pignoramento degli autoveicoli. Se hai un credito verso qualcuno, puoi prendere in considerazione questa procedura, non soltanto per soddisfarti sul ricavato della vendita del mezzo, ma anche perché, in questo modo, darai fastidio al tuo debitore. Un autoveicolo, infatti, è un bene prezioso: tutti ne abbiamo bisogno per i nostri spostamenti. Non poterne disporre potrebbe indurre quindi il debitore a pagarti, pur di tornare in possesso della sua vettura.

Quali sono i beni non pignorabili? GUARDA IL VIDEO


note

[1] D.L. n. 132/2014.

[2] Art. 513 e ss. cod. proc. civ.

[3] Art.  521-bis cod. proc. civ.

[4] Art. 388 cod. pen.


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA