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Sintomi tumore allo stomaco

14 Giugno 2019 | Autore:


> Salute e benessere Pubblicato il 14 Giugno 2019



Tumore allo stomaco: quali sono i sintomi, le cause e le cure. E’ possibile prevenire il tumore allo stomaco? Quali sono le agevolazioni per il paziente che deve sottoporsi ai cicli di chemioterapia? Per scoprirlo, leggi il mio articolo.

Cos’è il tumore allo stomaco? Quanto è diffuso? Tra le varie tipologie di tumore, documentandoti, hai scoperto che il tumore allo stomaco è uno dei più comuni in tutto il mondo. In particolare, si riscontra in Asia orientale e in Europa orientale ed è molto più frequente negli uomini che nelle donne. Cosa colpisce? L’organo dell’apparato digerente in cui avviene la seconda fase della digestione, vale a dire quella successiva alla masticazione.

In genere, nel 90% dei casi, il processo neoplastico è provocato da una massa di cellule in crescita incontrollata, che ha quasi sempre origine dalla mucosa, lo strato più interno della parete gastrica. In tal caso, si parla di adenocarcinoma dello stomaco, per distinguerlo dalle altre tipologie di tumore che, più raramente, possono colpire l’organo ed hanno origine dal sistema linfatico (linfoma non Hodgkin primitivo del tratto gastrointestinale) o dagli strati più profondi della parete (i sarcomi e i tumori dello stroma gastrointestinale). In più, lo stomaco può essere colpito da un’altra forma di tumore (di natura neuroendocrina), il cosiddetto tumore carcinoide.

A questo punto, con molta probabilità, ti starai chiedendo quali sono i sintomi del tumore allo stomaco. Devi sapere che, nelle fasi iniziali, i sintomi di questa patologia non sono molto specifici; infatti, potrebbero essere confusi con quelli di una gastrite o di un’ulcera o potrebbero essere del tutto assenti. Ecco perché molti pazienti, dopo aver ricevuto la diagnosi, presentano un tumore in fase avanzata.

Nella maggior parte dei casi, i sintomi del tumore allo stomaco sono i seguenti: nausea o vomito; sensazione di pienezza o gonfiore a seguito di un piccolo pasto; difficoltà a deglutire e a digerire; dolore o bruciore di stomaco; eccessiva perdita di peso; mancanza di appetito; sangue nelle feci. In presenza di questi sintomi, è importante sottoporsi ad alcuni approfondimenti diagnostici.

In base allo stadio della malattia, si opera una distinzione del tumore tra early (iniziale) o advanced (avanzato). Il tumore allo stomaco in fase iniziale presenta maggiori possibilità di guarigione, non supera i 2 cm di diametro, non coinvolge vasi o linfonodi e non forma ulcere.

Con riferimento alle sue caratteristiche istologiche, è possibile classificare il tumore allo stomaco in:

  • tumore allo stomaco di tipo intestinale: il più frequente, colpisce maggiormente il sesso maschile e viene associato alla trasformazione dell’epitelio gastrico in epitelio intestinale (metaplasia intestinale);
  • il tumore allo stomaco di tipo diffuso: ha una minor frequenza e colpisce indifferentemente sia uomini che donne con un’età media di 45 anni. Ha origine dalla mucosa gastrica e dà luogo a ulcere. Presenta delle cellule definite “ad anello con castone”, poiché ricordano un anello con una gemma incastonata.

Il tumore allo stomaco viene classificato in base al sistema TNM, in cui il parametro T definisce la dimensione del tumore primitivo (vale a dire quello che si è manifestato per primo, qualora ce ne sia più di uno); il parametro N stabilisce il possibile interessamento dei linfonodi e il parametro M indica la presenza o meno di metastasi.

Per avere maggiori informazioni sul tumore allo stomaco, abbiamo intervistato il dr. Carlo Pastore, specialista in oncologia medica, responsabile dell’unità di oncologia medica ed ipertermia oncologica della clinica Villa Salaria a Roma.

Tumore allo stomaco: cos’è?

Lo stomaco è un organo che fa parte dell’apparato digestivo e serve come primo contenitore del bolo alimentare. Le proteine, in particolare, vengono spezzettate in più piccole catene di aminoacidi per facilitare assorbimento e digestione. L’acidità gastrica consente l’assorbimento di numerosi nutrienti ed il fattore intrinseco contenuto nel lume gastrico rende possibile l’assorbimento della vitamina B12.

Quanto è diffuso il tumore allo stomaco nella popolazione?

Si tratta di una neoplasia purtroppo diffusa con circa un milione di nuovi casi annui nel mondo ed una mortalità che si posiziona al secondo posto tra tutte le neoplasie maligne. In generale, per incidenza si attesta al quarto posto tra le neoplasie maligne.

Come riconoscere il tumore allo stomaco? Quali sono i sintomi?

I sintomi sono variabili e, talvolta, piuttosto sfumati. In particolare, si può avere calo di peso (calo ponderale), dolore, nausea, inappetenza, anemia (da sanguinamento massivo o da microemorragie continuative), eruttazione eccessiva, sazietà precoce.

Come scoprire il tumore allo stomaco?

La procedura diagnostica più efficace nell’individuare una neoplasia gastrica è l’esofagogastroduodenoscopia (EGDS). La procedura endoscopica consente di individuare la lesione sospetta e di prelevare un campione di tessuto da sottoporre a valutazione istologica da parte dell’anatomopatologo.

Tumore allo stomaco: quali sono i fattori di rischio? Quali sono le cause?

Le neoplasia gastriche hanno diversi fattori che possono incidere sull’insorgenza. In particolare, le nitrosamine e gli idrocarburi aromatici policiclici tra gli agenti chimici ambientali o introdotti con l’alimentazione, i contaminanti fungini dei cibi (micotossine), l’eccesso di carboidrati, il fumo di sigaretta, l’helicobacter pylori, i fattori genetici di ereditarietà.

In particolare, questo agente batterico modifica l’ambiente gastrico e può avere un effetto mutageno sulle cellule della parete gastrica.

Tumore allo stomaco e alimentazione: che relazione c’è? Cosa mangiare o cosa non mangiare?

L’aspetto alimentare è uno di quelli che incidono sull’insorgenza di un tumore dello stomaco. Occorre evitare cibi fritti o alla brace. Queste procedure possono sviluppare nitrosamine ed idrocarburi aromatici policiclici. Inoltre, evitare l’eccesso di carboidrati, cibi eccessivamente salati, grassi. Privilegiare l’assunzione di frutta e verdura; possibilmente di stagione.

Come prevenire il tumore allo stomaco?

La riduzione di incidenza passa attraverso un maggiore consumo di frutta e verdura (che hanno effetto protettivo sulla mucosa gastrica), la riduzione dell’esposizione a sostanze cancerogene specifiche, l’abbandono della abitudine al fumo di sigaretta e prestando attenzione alle scelte alimentari di cui abbiamo parlato nella risposta precedente.

Tumore allo stomaco: fa ingrassare?

No, anzi. La limitazione dell’apporto alimentare per senso di ripienezza precoce, nausea e dolore nonché la riduzione della capacità di assorbimento portano ad un dimagramento progressivo ed ingravescente.

Come diagnosticare il tumore allo stomaco?

Come precedentemente evidenziato, la diagnosi di una neoplasia gastrica è prevalentemente endoscopica. L’introduzione dell’endoscopio tramite l’esofago consente di giungere allo stomaco ed evidenziare aree sospette che possono essere sottoposte a biopsia e successivo esame istologico.

Tumore allo stomaco senza metastasi: che significa?

I tumori dello stomaco possono essere diagnosticati in una fase precoce nella quale le cellule ancora non hanno abbandonato l’organo di insorgenza e, quindi, non hanno creato delle masse a distanza (in altri organi) definite metastasi. Ovviamente, si tratta in questo caso di una malattia macroscopicamente localizzata che può avere maggiori probabilità di risoluzione completa e duratura.

Tumore allo stomaco con metastasi al fegato: in cosa consiste?

Il fegato è uno degli organi bersaglio dal punto di vista della diffusione metastatica di malattia. Quando il fegato è interessato dalla malattia a partenza gastrica la condizione clinica si fa più seria e complessa. In quella condizione, l’obiettivo è di ridurre le masse metastatiche a livello del fegato e sottoporre la condizione clinica al chirurgo per la rimozione della/e metastasi.

Tumore allo stomaco e metastasi alle ossa: può darci maggiori informazioni?

Oltre al fegato, un altro apparato bersaglio della diffusione metastatica è lo scheletro. Le metastasi ossee rappresentano una condizione ancor più seria poiché di difficile bonifica. Se le localizzazioni di malattia ossea sono circoscritte, si può ipotizzare una procedura chirurgica e/o un trattamento in radioterapia. Coadiuvato, comunque ,da una chemioterapia sistemica che possa ridurre la possibilità di ulteriore diffusione della malattia.

Come curare il tumore allo stomaco?

Il primo presidio terapeutico (ove possibile) è la chirurgia. L’asportazione chirurgica nella malattia locoregionale rappresenta il primo presidio da mettere in opera.  Nella malattia metastatica si possono combinare le varie metodiche terapeutiche di chirurgia, chemioterapia, radioterapia.

Tumore allo stomaco: è necessaria l’asportazione totale?

La gstrectomia (rimozione totale dello stomaco) è necessaria nella malattia voluminosa. Se si tratta di malattia iniziale, è possibile anche adottare una procedura denominata gastrectomia parziale che risparmia una porzione di stomaco. Una rimozione parziale dello stomaco conserva parzialmente la sua capienza e limita i disagi postchirurgici.

Quale dieta dopo un intervento di tumore allo stomaco?

Le abitudini alimentari devono essere variate eliminando gli alimenti potenzialmente carcinogeni e introducendo quelli protettivi. Inoltre, i pasti andranno adeguati alla nuova capienza del tratto gastroenterico. In genere, si procederà con pasti poco abbondanti e frequenti.

I diritti dei malati oncologici

Dopo aver approfondito il tema del tumore allo stomaco nell’intervista al dr. Carlo Pastore, a seguire ti parlerò dei diritti del paziente oncologico.

Il malato oncologico ha diritto all’accompagnamento? Il diritto all’indennità di accompagnamento viene riconosciuto a coloro i quali hanno un’invalidità al 100% che non gli consente di deambulare o di compiere autonomamente alcuni atti della vita quotidiana (come ad esempio mangiare, lavarsi, andare a letto).

C’è da dire che, in alcuni casi, l’accompagnamento può essere riconosciuto per brevi periodi, in presenza di particolari condizioni indicate dalla legge.

In una sentenza, la Suprema Corte [1] ha precisato che l’indennità di accompagnamento è riconosciuta anche al malato oncologico che si sottopone a cicli di chemioterapia. Nello specifico, si fa riferimento al caso in cui la tipologia dei dosaggi, la durata della terapia e gli effetti sul paziente sono tali per cui quest’ultimo, durante l’intero periodo del trattamento chemioterapico, non è in grado di camminare autonomamente né di svolgere gli atti più semplici della quotidianità.

Il malato di tumore ha diritto all’esenzione dal ticket sanitario? Il paziente oncologico che si sottopone a trattamenti di chemioterapia ha diritto all’esenzione dal ticket sanitario per farmaci, visite ed esami per la cura del tumore, per la riabilitazione e per la prevenzione di eventuali aggravamenti. Qualora il paziente dovesse ottenere il riconoscimento dell’invalidità al 100% avrà diritto all’esenzione totale.

note

[1] Cass. sent. n. 25569/2008 del 22.10.2008.

Autore immagine: 123rf com.


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