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Come gestire i contanti

16 Giugno 2019
Come gestire i contanti

Come evitare un accertamento fiscale e quali sono gli strumenti leciti per utilizzare i soldi senza incorrere nelle sanzioni dell’Agenzia delle Entrate.

L’uso dei soldi contanti desta sempre preoccupazioni, sia negli evasori che in chi ha pagato le tasse. Difatti, se non saputo gestire, il denaro liquido può comportare seri problemi con il fisco. Perché mai? Perché tutti i soldi di provenienza non tracciabile devono essere giustificati in caso di controllo. Lo prevede il testo unico sulle imposte sui redditi. In buona sostanza, se sul tuo conto risulta un versamento di contanti e di tale importo non v’è traccia nella dichiarazione dei redditi, l’Agenzia delle Entrate può presumere che si tratti del frutto di evasione fiscale. Ed allora le somme – anche se già state tassate o esenti – vengono nuovamente sottoposte a prelievo fiscale proprio al pari del “nero”. Ecco perché è normale chiedersi come gestire i contanti. E dovrebbero chiederselo non solo gli evasori, ma anche i contribuenti che pagano regolarmente le tasse.

Perché i contanti sono pericolosi?

Un esempio renderà meglio le ragioni per cui non bisogna sottovalutare il problema della corretta gestione dei contanti.

Immagina di aver accumulato una discreta somma di contanti grazie a regali, vincite e vendite di oggetti di seconda mano al mercatino dell’usato. Si tratta di denaro lecito, che hai saputo risparmiare con tanto sacrificio, per metterti al riparo dai rischi del futuro. Sino ad oggi, hai nascosto le banconote in uno scomparto invisibile della libreria di casa. Ma ora inizi a temere i ladri. Decidi così di versar tutto sul tuo conto corrente. Senonché sei pensionato e quel versamento, di diverse migliaia di euro, spicca rispetto alla pensione di appena 800 euro che ti eroga l’Inps. Così, un giorno, arriva l’Agenzia delle Entrate e ti chiede: «Da dove hai preso quei soldi?». Tu provi a dire che si tratta di risparmi che avevi in casa, ma il funzionario, per crederti, vuole prove scritte. Prove che ovviamente non hai: non hai ricevute delle vincite (anche perché, buona parte, sono frutto di scommesse con gli amici), non hai documenti che attestino la vendita delle tue collezioni di francobolli e oggetti rari, non hai mai firmato un contratto quando ti è stato regalato del denaro.

Per “venirti incontro” – ma si fa per dire – il fisco ti propone un accertamento con adesione: in buona sostanza, uno sconto sulle sanzioni. Lo accetti malvolentieri, sapendo di essere nella ragione, ma di non poterlo dimostrare.

Potevi evitare tutto questo? Certo, se avessi saputo per bene come gestire i contanti. Questo non significa eludere le norme di legge, ma quantomeno non mettersi nelle condizioni di essere assimilato a un evasore.

Ed allora ecco alcuni suggerimenti che fanno al caso tuo.

Come fa l’Agenzia delle Entrate a sapere quanti contanti ho?

Certo il fisco non può conoscere quanti contanti hai se non quando li utilizzi versandoli in banca o spedendoli.

Nel primo caso, l’operazione viene subito «registrata» presso l’Anagrafe dei rapporti finanziari cui ha accesso l’Agenzia delle Entrate (e ora anche l’agente della riscossione). Quest’ultima è quindi in grado di risalire, in qualsiasi momento, alla data e all’importo oggetto del versamento in caso di indagini bancarie.

Nel secondo caso, ossia in caso di spesa, l’occhio del fisco si può spingere solo su quelle operazioni che vengono comunicate all’Agenzia delle Entrate tramite appositi canali. E, come vedremo a breve, da questo ambito restano esclusi tutti gli acquisti a fronte dei quali viene emesso il semplice scontrino.

Contanti nelle cassette di sicurezza

Vediamo la prima risorsa su come gestire i contanti. Se hai del denaro cash e non sai dove metterli puoi custodirli in una casetta di sicurezza in banca, che ti costerà tra i 50 e i 200 euro all’anno. Certo, non riceverai interessi, ma questi ormai non ti vengono riconosciuti neanche nei conti correnti con attivo.

Né la banca, né l’Agenzia delle Entrate possono sapere cosa custodisci nel cavea; questo però non significa che nascondere denaro in una cassetta sia illegale. L’importante è che sia lecita la provenienza e che non si tratti del frutto di evasione fiscale. Leggi a riguardo la nostra guida: È lecito tenere i contanti in una cassetta di sicurezza.

Nell’Anagrafe dei conti correnti – un database in possesso del fisco – finiscono sì tutti i rapporti che intrattieni con la banca, compresa quindi la gestione di una cassetta di sicurezza, ma il suo contenuto non viene mai rivelato. La banca può chiederti il valore degli oggetti che vi nascondi, ma solo al fine di stabilire l’assicurazione e il relativo massimale per il caso di svaligiamento o distruzione.

Contanti spesi: quali acquisti controlla il fisco

Sicuramente, il modo più sicuro per gestire i contanti è usarli per la spesa quotidiana, quella nei supermercati, per i beni di prima necessità, per il vestiario e per le utenze. Questo perché si tratta di acquisti che non controlla il fisco.

In particolare, l’Agenzia delle Entrate è in grado, con il redditometro, di verificare gli acquisti di beni di lusso (come case e auto) e da questi trae elementi sintomatici per ricostruire il potere di acquisto del contribuente: con la conseguenza che se questi tiene un tenore di vita superiore ai redditi denunciati scatta l’accertamento. Quindi, per difenderti dal redditometro, dovrai evitare di concludere contratti che vengono comunicati all’ufficio delle imposte, quelli cioè in cui ti viene chiesto il codice fiscale: pensa ai mutui, alle assicurazioni, ai contratti di affitto, all’acquisto di veicoli, imbarcazioni e immobili, ecc.

Laddove, invece, viene emesso un semplice scontrino, trattandosi di un documento perfettamente anonimo, non rischi nulla (pensa al carrello della spesa).

Polizze vita

Un altro tipico esempio per gestire il denaro contante è tramite le polizze vita. Queste, infatti, sono impignorabili e, di solito, sfuggono ai controlli. In più, ti danno la garanzia di un investimento a lungo termine che potrebbe risultare conveniente anche per i tuoi familiari.

Contanti sul conto corrente Paypal

C’è chi inizia a far transitare i contanti su Paypal, la nota banca utilizzata da mezzo mondo per gli acquisti online. In realtà, si tratta pur sempre di una banca e le movimentazioni restano tracciabili. Non perché la sede è all’estero, essa sfugge ai controlli. Tant’è che Paypal è presente in Italia con una sede a Milano. Dunque, anche questa banca online è assoggettata alle norme del Testo Unico Bancario in quanto rende i propri servizi a soggetti allocati in Italia (come chiarito dalla Banca d’Italia con provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 247 del 2016). Dunque, l’Agenzia delle Entrate potrebbe eseguire dei controlli anche sul conto Paypal.

Piccoli versamenti in banca

C’è chi, per non rischiare, esegue piccoli versamenti in banca di poche centinaia di euro. Di solito, il fisco pesca solo le grosse movimentazioni, ma questo non esclude che il sospetto si possa insinuare anche sulle piccole, specie se costanti e ripetute. Immagina, ad esempio, di avere 10mila euro e di volerli depositare in banca in 20 operazioni da 500 euro ciascuna, ripetute ogni mese. Ebbene, un’operazione di questo tipo potrebbe ingenerare il sospetto che tu stia percependo un canone di affitto in nero o una retribuzione per un rapporto di lavoro non dichiarato. Di qui, arriverebbe un accertamento al quale non potresti opporti.

Il conto corrente di coniuge e parenti

Il fisco ormai controlla tutti, pensionati e disoccupati compresi. Ma è chiaro che le liste selettive fanno sì che gli sforzi si concentrino sui soggetti a maggior rischio evasione. Dunque, accreditare sul conto corrente di un genitore pensionato un grosso importo non ti salva dal rischio di un accertamento. Stesso discorso vale se decidi di intestare un conto a tua moglie e di farti rilasciare poi una delega alle operazioni: l’Agenzia delle Entrate può sospettare che si tratti di un’intestazione fittizia del rapporto bancario, ma per avviare un’indagine dovrà avere in mano gravi indizi. Leggi sul punto Controllo sul conto corrente dei coniugi.

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Autore immagine: 123rf com


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