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Vendita oro: bisogna pagarci le tasse?

16 Giugno 2019
Vendita oro: bisogna pagarci le tasse?

Se vendi un gioiello o un altro oggetto prezioso a un Compro oro sei costretto a denunciare l’importo nella dichiarazione dei redditi da presentare all’Agenzia delle Entrate?

Un tempo la ricchezza delle famiglie si valutava sulla base di quanto oro c’era in casa (e di quanta terra si possedeva). Così, per molti secoli, le famiglie si sono tramandate numerosi oggetti del prezioso metallo; oggetti però che, col tempo, hanno assunto più un valore simbolico che reale. Il paradosso è che, in molte case dove i soldi non bastavano per sfamarsi, c’erano ancora gioielli d’oro conservati nei cassetti. Qualcuno così ha iniziato a darli in pegno per pagare la finanziaria, la macchina o il matrimonio della figlia.

Poi, sono arrivati i “Compro oro” e tutto è cambiato. Sembrano negozi come altri, la gente vi entra ed esce con la stessa disinvoltura con cui va al supermercato. Eppure dietro i Compro oro si nasconde spesso la necessità di barattare un ricordo con un po’ di liquidità per arrivare a fine mese, pagare qualche bolletta o una rata del mutuo saltata.

Poiché il nostro fisco è complesso e spesso difficilmente comprensibile per chi non fa il lavoro del commercialista, è allora naturale chiedersi se su una vendita oro bisogna pagarci le tasse.

In altri termini, la signora Carmela, che ha ricevuto in eredità dalla propria nonna una parure ormai fuori moda e che decide di venderla in cambio di contanti, deve denunciare il ricavato all’Agenzia delle Entrate e riportarlo nel 730? Luca, che ha trovato tra i cassetti del nonno un tagliacarte in oro e che ha un conoscente disposto a comprarlo, deve temere un accertamento fiscale se riceve il prezzo con un bonifico? Antonia, che non ha mai usato la collanina ricevuta alla prima comunione o che non sa che fare dei candelabri d’oro rimasti per anni in garage o che vuole sbarazzarsi di un anello di fidanzamento che le causa solo cattivi ricordi, deve riportare nella dichiarazione dei redditi il contante ricevuto dal Compro oro?

Se anche tu, almeno una volta nella tua vita, ti sei già chiesto se su una vendita oro bisogna pagarci le tasse, ecco la risposta corretta.

Vendita oro: si pagano le tasse?

Il principio è apparentemente molto semplice: gli italiani devono pagare le tasse tutte le volte in cui realizzano un utile.

È chiaro quindi che chi svende un oggetto e ne ottiene un prezzo inferiore al suo valore di mercato, in realtà – da un punto di vista oggettivo – non si sta arricchendo, ma si sta impoverendo.

È vero: la ricchezza è anche un concetto relativo e un contribuente potrebbe ritenere più conveniente – per una sua valutazione puramente soggettiva – avere del denaro liquido piuttosto che possedere un oggetto di maggior valore di cui però non sa che farsene. Ma chiaramente il fisco non può entrare nelle scelte personali e tassare la convenienza piuttosto che il valore effettivo dei beni.

Detto ciò, il principio da seguire per comprendere se dietro a una vendita di un oggetto usato si nasconde un’operazione imponibile è il seguente: se viene realizzata una plusvalenza – ossia un ricavo superiore al valore del bene – la si deve dichiarare all’Agenzia delle Entrate. Viceversa, se c’è una minusvalenza – ossia il bene viene venduto a un prezzo inferiore rispetto a quello che è il suo valore – non si è tenuti ad alcun adempimento fiscale e, di conseguenza, non si devono neanche pagare le tasse.

Questo discorso vale anche per l’oro. Vediamo allora cosa succede in caso di vendita di oggetto d’oro al Compro oro.

Se vendo un gioiello al Compro oro devo dichiarare il prezzo all’Agenzia delle Entrate?

Nel momento in cui vendi un oggetto d’oro a qualsiasi soggetto (privato o attività commerciale) è verosimile che l’acquirente ti paghi un prezzo inferiore rispetto alla quotazione dell’oro. Se così non fosse i Compro oro fallirebbero dopo poco. Del resto, è nella natura degli affari realizzare un vantaggio economico per entrambe le parti (l’acquirente, che ottiene l’oro spendendo meno del suo valore; il venditore, che rinuncia a una ricchezza “statica” in cambio di una “dinamica”, seppur inferiore).

Questo significa che chi vende un oggetto d’oro a un Compro oro o a chiunque altro realizza quasi sempre una minusvalenza e non deve denunciare il “guadagno” (o presunto tale) al fisco. Con il risultato che l’importo ricevuto come prezzo di acquisto è già al netto delle tasse.

Ma attenzione. Il contribuente deve prestare cautela ad un paio di aspetti.

Come evitare problemi con i contanti derivanti dalla vendita di oro

Nel momento in cui avrai venduto un oggetto d’oro, avrai certamente incassato dei contanti. Non facciamo il caso di poche decine o centinaia di euro per le quali non si pongono problemi di sorta. Immagina di aver raggiunto un bel gruzzoletto di qualche migliaio di euro. In questo caso, devi fare molta attenzione a conservare le ricevute del Compro oro che formalizzano lo scambio e la provenienza del denaro. Difatti, se mai dovessi versare i soldi in banca e un giorno l’Agenzia delle Entrate – che tutto può e tutto sa – dovesse chiederti di giustificarne la provenienza, sapresti come rispondere e dimostrare la regolarità dell’operazione.

Stesso discorso se, col ricavato dell’oro, dovessi acquistare un bene come un’auto. Anche qui l’Agenzia delle Entrate potrebbe rilevare un’anomalia rispetto al tuo reddito e chiederti come hai fatto a sostenere la spesa. Se non saprai fornire giustificazioni documentali incapperai nel redditometro.



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