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Come fare soldi vendendo oggetti d’oro

16 Giugno 2019
Come fare soldi vendendo oggetti d’oro

Vendita di gioielli ai Compro oro: come si calcola il valore, come farsi pagare, quali tasse pagare, come usare i contanti e tutte le altre risposte per gestire i tuoi piccoli affari.

Immagina di aver trovato in soffitta degli antichi candelabri d’oro dei tuoi nonni. Nei cassetti conservi numerosi braccialetti e collane che non hai mai messo, alcuni ereditati, altri ricevuti in regalo (ci sono persino quelli della prima comunione). Ciliegina sulla torta è un vecchio anello di fidanzamento che racchiude solo brutti ricordi. Vorresti sbarazzarti di tutto questo oro che, se da un lato rischia di richiamare l’attenzione dei ladri, dall’altro non ti porta alcuna utilità. Hai tutta l’intenzione di venderlo, magari rivolgendoti a un negozio di Compro Oro. L’aspettativa di riuscire a ricavarne un bel gruzzoletto è nutrita dai racconti di quegli amici che pretendono di insegnare agli altri come fare soldi vendendo oggetti d’oro. Per cui ti metti alla ricerca del miglior offerente per seguire anche tu lo stesso esempio.

Prima però di vendere l’oro è necessario che tu sia informato di alcuni aspetti legali che potrebbero aiutarti a non commettere errori. Potresti magari chiederti se i soldi ricavati dalla vendita sono già al netto delle tasse o se dovrai dichiararli nel 730, in tal modo riducendo il tuo guadagno. Potresti anche domandarti se il pagamento avviene in contanti e, in tale ipotesi, cosa fare di tale denaro: se puoi versarlo in banca o se è più prudente lasciarlo a casa per non destare sospetti. C’è poi chi si interroga se, dinanzi a un Compro oro, si possono chiedere i soldi indietro per un errore di valutazione. E via discorrendo: gli oggetti d’oro usati o rotti valgono di meno di quelli integri e nuovi? È possibile dare in pegno un oggetto d’oro al Compro oro e poi riprenderlo? Se si tratta di oggetti antichi e ormai fuori moda il prezzo di acquisto è ridotto? Quanto valgono i tuoi gioielli?

Ma procediamo con ordine e vediamo come fare soldi vendendo oggetti d’oro. Ecco le risposte alle tue principali domande.

Che significa oro 18 carati?

Quando credi di avere un oggetto d’oro in mano, in realtà non si tratta mai di oro puro. All’interno c’è una fusione di vari metalli di cui l’oro è solo una parte; gli altri possono essere nichel, rame, argento, ecc.

A seconda del quantitativo d’oro presente, l’oggetto è più o meno prezioso. Nel momento in cui si parla di oro 18 carati si intende quindi un oggetto che, per il 75%, è fatto di oro.

La caratura esprime la percentuale di oro che c’è all’interno della lega di cui è composto un oggetto prezioso.

Spesso l’oro 18 carati viene chiamato anche “oro 750”. La ragione è semplice: la composizione dell’oro viene espressa in millesimi, quindi 750 (millesimi) parti sono di oro, 250 (millesimi) altri metalli.

Se vendo oro posso avere contanti?

Sicuramente, i piccoli oggetti d’oro vengono pagati in contanti. Quando si tratta di poche decine o centinaia di euro, il Compro oro è solito pagare con banconote.

Come noto, la legge vieta trasferimenti di contanti tra soggetti diversi per importi pari o superiori a 3mila euro. Superato tale tetto bisogna usare strumenti tracciabili come assegni non trasferibili o bonifici.

Nel caso dei Compro oro, il limite per l’utilizzo dei contanti si abbassa a 500 euro. La legge vieta quindi ai Compro oro di consegnarti più di 499,99 euro in contanti. Per cui, se con un’unica vendita superi tale limite, dovrai ricevere pagamento o con assegno non trasferibile o con bonifico bancario. Né vale il fatto che si tratta di una vendita di oggetti tra loro differenti perché ciò che conta è l’intera operazione.

Potresti però spezzare la vendita in più operazioni, recandoti al negozio di Compro oro in più giorni, facendo così in modo che il prezzo ricavato da ogni affare sia inferiore a 3mila euro; in tal caso, potrai ottenere, per ciascuna di queste volte, soldi in contanti.

In alternativa, potresti recarti al negozio in un’unica volta facendoti accompagnare da un amico o da un parente. Formalmente, spezzeresti la vendita in più operazioni – ciascuna per ogni persona che ti accompagni – in modo che, per ciascuna vendita, non venga superato il limite di 499,99 euro. Il problema, però, in questo secondo caso, è che la ricevuta verrà rilasciata a persona diversa da te e, in caso di contestazioni del fisco (v. i due paragrafi successivi) non avresti come difenderti.

I soldi derivati dalla vendita di oro vanno dichiarati all’Agenzia delle Entrate?

Quando si vendono oggetti d’oro al privato si realizza quasi sempre una minusvalenza: in pratica, si ricava meno denaro rispetto al valore obiettivo del bene-oro (se così non fosse i Compro oro fallirebbero in pochi giorni). Pertanto, se hai ricevuto qualcosa che per te è più utile dell’oggetto (il denaro), per il fisco ti sei impoverito. Questo implica che non devi dichiarare il ricavato all’Erario e non devi riportare la vendita nella tua dichiarazione dei redditi. La conseguenza è che i soldi ricevuti dalla vendita sono esentasse.

I contanti della vendita dell’oro possono essere messi in banca?

La vendita di oggetti d’oro è lecita, così come è lecito qualsiasi loro impiego. Come detto, non devi neanche nascondere al fisco i soldi ricevuti dalla vendita. In teoria, puoi quindi depositarli sul tuo conto corrente. Ma attenzione: se si tratta di un importo consistente, un giorno l’Agenzia delle Entrate – che può verificare la movimentazione del tuo c/c – potrebbe chiederti la provenienza del denaro. In quel caso, dovresti essere pronto ad esibire la ricevuta che ti è stata consegnata dal Compro oro all’atto della vendita.

Vale di più l’oro giallo o l’oro bianco?

In realtà, l’oro è sempre lo stesso. Il colore cambia per via degli alti materiali che compongono la lega di cui è costituito l’oggetto. Quindi, a parità di carati, l’oro giallo e l’oro bianco valgono lo stesso. Non conta, infatti, il colore del gioiello, ma quanto oro c’è al suo interno.

Che succede se, nel gioiello d’oro, sono incastonate pietre preziose?

Di solito, i negozi Compro oro sono interessati solo ad acquistare l’oro; per cui le eventuali pietre preziose incastonate nell’oggetto vengono restituite al cliente. Sono pochi i casi di Compro oro che collaborano con gemmologi che potrebbero essere interessati all’acquisto di eventuali diamanti e altri preziosi. È poi sempre bene far valutare le gemme da un esperto piuttosto che venderle a peso, nel qual caso si potrebbe subire una truffa.

Per evitare problemi potresti rivolgerti prima a un artigiano di fiducia affinché scorpori le pietre preziose dall’oro.

Errore di valutazione: posso chiedere i soldi indietro?

Se ti accorgi che c’è stato un errore di valutazione, dovuto a colpa tua e del venditore o alla malafede di quest’ultimo, hai cinque anni di tempo per chiedere la restituzione del denaro. Si tratta di un rimedio offerto dal Codice civile che viene detto «annullamento del contratto per vizio della volontà». Gli errori più ricorrenti sono quelli in merito al peso dell’oggetto o ai carati d’oro. Un altro tipo di errore riguarda gli oggetti di valore storico o archeologico.

Oggetti oro nuovi: valgono di più di quelli usati?

Una volta venduto, il tuo oggetto d’oro viene fuso per ricavarne altri. Per cui è assolutamente indifferente se esso era nuovo o usato o anche rotto. Ciò che conta è solo il suo peso.

In alcuni casi, quando si tratta di un gioiello firmato, il Compro oro potrebbe valutartelo di più, ma non è affatto scontato: ciò vale solo per le grandi firme e se l’acquirente è nel campo della vendita al dettaglio dei gioielli.

Posso dare un gioiello in pegno al Compro oro per poi riprenderlo?

Un tempo si usava dare gli oggetti di valore al Banco dei pegni. Chi aveva bisogno di denaro liquido per pagare un creditore consegnava un gioiello o un altro prezioso ricevendone dietro contanti. I soldi poi dovevano essere restituiti al Banco con gli interessi entro una predeterminata scadenza. Se ciò non avveniva, il Banco dei pegni diventava proprietario dell’oggetto.

La legge però vieta ai Compro oro di prendere oro in pegno. Chi lo fa viola la legge.

Come faccio a sapere se la bilancia del Compro oro non è truccata?

Se è vero che il prezzo di vendita dell’oro dipende dal suo peso (oltre che dai carati), la bilancia usata per questa operazione è determinante. È bene quindi che sia di precisione. La legge stabilisce che tali strumenti siano sottoposti a taratura periodica con certificato rilasciato dalla Camera di Commercio. Si tratta di un bollo. L’esito positivo della verifica periodica viene attestato da un apposito documento, che consiste in un contrassegno adesivo di colore verde. Sul contrassegno è evidenziata inoltre la data in cui sarà necessario il successivo controllo.

Hai quindi il diritto di chiedere al Compro oro, prima della pesatura, di visionare tale documento.


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