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Porto d’armi: come e chi può ottenerlo

3 febbraio 2018


Porto d’armi: come e chi può ottenerlo

> Business Pubblicato il 3 febbraio 2018



Vediamo quale porto d’armi prendere, come ottenere il porto d’armi, cosa serve, per quali motivi può essere richiesto e chi può ottenerlo

La Legge italiana regola in modo molto severo e restrittivo il possesso di armi da fuoco da parte dei cittadini. In materia di detenzione e porto d’armi, come noto, le regole generali contemplano tutta una serie di divieti che limitano il possesso di armamenti da parte dei privati e rendono eccezionale  il rilascio della licenza di porto d’armi. Per  acquistare o detenere un’arma, infatti, è necessario richiedere e ottenere il cosiddetto porto d’armi, un’ autorizzazione che cambia in base all’uso che si intende fare dell’arma in questione. L’autorizzazione viene rilasciata dalla Questura di competenza  o dalla Prefettura e può essere concessa unicamente a coloro che non hanno precedenti penali e ai cittadini che hanno raggiunto la maggiore età e che siano in possesso di specifici requisiti psicofisici [1]. Come avremo modo di vedere, la giurisprudenza ha da poco sancito il divieto di rilascio del porto d’armi nei confronti di chi sia inaffidabile o di chi, con il proprio comportamento, abbia dimostrato di non essere in grado di dominare le proprie emozioni o i propri istinti. Esistono tuttavia altre ragioni per le quali la licenza può essere negata o sospesa. Ma procediamo con ordine. Vediamo, dunque, quale porto d’armi prendere in base alle diverse esigenze; per quali motivi può essere chiesto il porto d’armi;  come ottenere il porto d’armi, a cosa serve il porto d’armi; chi può richiederlo e chi lo rilascia.

Quale porto d’armi chiedere

Per quali ragioni può essere richiesto il porto d’armi? Ebbene, il porto d’armi può essere richiesto:

  • per difesa personale;
  • per uso sportivo;
  • per uso di caccia;
  • per il mantenimento e l’incremento della propria collezione di armi.                                                                                                                                           

Vediamo ciascuna delle possibilità sopra elencate nel dettaglio.

Porto d’armi per difesa personale

Il porto d’armi per difesa personale può essere richiesto solo da maggiorenni e serve una valida ragione che giustifichi il bisogno di girare armati. Ha validità annuale e permette di portare l’arma anche al di fuori della propria abitazione. In questo caso l’autorizzazione non viene rilasciata dalla Questura ma dalla Prefettura. Per il porto d’armi per uso personale i requisiti sono:

  • buone capacità visive;
  • buone capacità uditive;
  • buone capacità degli arti superiori;
  • assenza di alterazioni neurologiche;
  • assenza di disturbi di personalità e assenza di disturbi mentali.

Porto d’armi per uso sportivo

Il porto d’armi ad uso sportivo ha una validità di 6 anni, l’autorizzazione è rilasciata dal Questore e permette di esercitare le attività sportive di tiro a segno e tiro a volo. Per esercitare il tiro a segno occorre l’iscrizione presso una sezione di tiro a segno nazionale o presso un’associazione iscritta ad una federazione sportiva affiliata al Coni. Per il tiro al volo l’autorizzazione consente l’utilizzo di fucile con canna con anima liscia.

Porto d’armi per uso caccia

Il porto d’armi per caccia è la licenza con la quale si viene autorizzati a portare il fucile nei periodi di apertura della caccia  ed ha una validità di 6 anni. Per ottenere la licenza per la caccia è necessario non avere precedenti penali. Inoltre, ci sono dei requisiti fisici specifici che devono essere rispettati:

  • l’acutezza visiva deve essere almeno di otto decimi per l’occhio che vede meglio e includere un senso cromatico tale da garantire la percezione dei colori fondamentali;
  • la soglia uditiva deve essere uguale o inferiore a 30 decibel per l’orecchio migliore, ma in alternativa è sufficiente essere in grado di percepire voci ad almeno dei metri di distanza, eventualmente con l’ausilio di protesi acustiche;
  • non riportare alterazioni neurologiche con ripercussioni invalidanti dal punto di vista motorio e vantare una capacità funzionale della colonna vertebrale e degli arti superiori adeguata, eventualmente con il sostegno di protesi.

Porto d’armi per detenzione di una collezione di armi

Il porto d’armi per i collezionisti permette soltanto la detenzione (e quindi non il porto) delle armi da sparo in numero superiore a 3 (quello normalmente consentito) senza, però, detenere le munizioni per le stesse. L’autorizzazione ha carattere permanente e non deve essere rinnovata di anno in anno.

Cosa serve per richiedere il porto d’armi?

Per richiedere un porto d’armi, oltre a superare una scrupolosa valutazione medica e a presentare un certificato anamnestico rilasciato dal proprio medico non più vecchio di 3 mesi, si deve dimostrare di essere in grado di utilizzare l’arma in questione.

Come ottenere il porto d’armi: i documenti

Per richiedere il porto d’armi è necessario, inoltre, produrre la seguente documentazione:

  • una fotocopia di un documento di identità valido;
  • 2 fotografie in formato fototessera;
  • 2 contrassegni telematici da euro 16,00 da applicare sulla richiesta e sulla licenza;
  • la certificazione comprovante l’idoneità psico-fisica, rilasciata dall’Asl di residenza, ovvero dagli Uffici medico-legali e dalle strutture sanitarie militari e della Polizia di Stato;
  • una dichiarazione sostitutiva in cui l’interessato attesti: di non trovarsi nelle condizioni ostative previste dalla legge; le generalità delle persone conviventi; di non essere stato riconosciuto «obiettore di coscienza, oppure di aver presentato istanza di revoca dello status di obiettore presso l’Ufficio Nazionale per il Servizio civile.

Chi non può richiedere il porto d’armi?

Non possono richiedere il porto d’armi gli obiettori di coscienza al servizio militare, salvo che successivamente non abbiano chiesto la revoca del relativo status al Servizio civile nazionale.

La legge ha previsto inoltre tassativamente le ipotesi in cui l’autorizzazione al porto d’armi non può essere concessa. In particolare il Testo unico di pubblica sicurezza [2] dispone che le autorizzazioni di polizia debbono essere negate:

  • se il richiedente è stato condannato alla limitazione della libertà personale per più di tre anni per delitto non colposo ed in assenza di riabilitazione;
  • se il richiedente è stato sottoposto ad ammonizione o a misura di sicurezza personale o è stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza.

Lo stesso discorso vale in caso di condanna per delitti contro la personalità dello Stato o contro l’ordine pubblico, ovvero per delitti contro le persone commessi con violenza, o per furto, rapina, estorsione, sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione, o per violenza o resistenza all’autorità, e a chi non può provare la sua buona condotta.

Quando viene revocata la licenza del porto d’armi?

È prevista la revoca della licenza quando i requisiti per i quali l’autorizzazione era stata concessa vengono meno oppure sopraggiungono cause che non consentono l’esercizio del porto d’armi.  

È inoltre precluso il porto d’armi nei seguenti casi [3]:

  • condanna alla reclusione per delitti non colposi contro le persone commessi con violenza, ovvero per furtorapina, estorsione, sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione;
  • condanna a pena restrittiva della libertà personale per violenza o resistenza all’autorità o per delitti contro la personalità dello Stato o contro l’ordine pubblico;
  • condanna per diserzione in tempo di guerra, anche se amnistiato, o per porto abusivo di armi.

Porto d’armi: può essere rilasciato a chi è inaffidabile?

Oltre alle regole sin qui viste, non bisogna tralasciare la giurisprudenza che, con le proprie decisioni, fissa di volta in volta paletti sempre più restrittivi e severi  in materia di detenzione e porto d’armi. Sul punto, inoltre non può essere sottaciuta l’ampia discrezionalità di cui gode l’autorità prefettizia nel valutare le particolari condizioni soggettive che sorreggono la richiesta di licenza o di autorizzazione alla detenzione e al porto d’armi. Il Prefetto, infatti, ben potrebbe comminare un divieto di detenzione di armi e munizioni in capo ad un soggetto che risulti essere inaffidabile e che con il proprio comportamento riveli una scarsa affidabilità nell’uso delle armi, od un’insufficiente capacità di dominio dei propri impulsi ed emozioni, determinando così il ragionevole dubbio circa l’affidabilità del detentore di armi. Ad affermarlo è stato, con una recente pronuncia, il Tar Lombardia [4]. Con la sentenza in commento, i giudici amministrativi milanesi, infatti, hannoevidenziato come il nostro ordinamento sia caratterizzato da un marcato disfavore nei confronti del possesso e della circolazione delle armi. L’atto autorizzatorio, pertanto, può intervenire ed essere conservato solo in presenza di condizioni di perfetta e completa sicurezza circa il buon uso delle armi stesse, così da escludere ogni possibile incertezza sulla possibile incidenza dell’autorizzazione sull’ordine pubblico e sulla tranquilla convivenza della collettività. A parere dei giudici lombardi tale pericolo può essere dunque ravvisato in tutti i casi in cui sul conto del soggetto interessato, ovvero dal suo comportamento, emergano sospetti o indizi negativi che inducono ragionevolmente a dubitare che le armi siano godute ed usate nella più perfetta e completa sicurezza. E invero, le preminenti esigenze di tutela dell’ordine pubblico e della tranquilla convivenza della collettività che l’ordinamento intende salvaguardare attraverso le norme citate non permettono il minimo dubbio in proposito e legittimano il massimo rigore nella valutazione, ampiamente discrezionale, relativa all’adozione delle misure riguardanti la detenzione di armamenti e circa la possibilità di disporne il ritiro per la sopravvenienza di elementi idonei a porre in dubbio la totale affidabilità del detentore di armi.

note

[1] D.m. n. 143/1998.

[2] art. 11 Testo unico della legge di pubblica sicurezza, R.d. n 773 del 18.06.1931.

[3] art 43 Testo unico della legge di pubblica sicurezza R.d. n 773 del 18.06.1931.

[4] Tar Lombardia, sent. n. 1756/2017.

Autore immagine: Pixabay.com


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1 Commento

  1. Che peccato ! Siamo nelle mani di incompetenti dirigenti, eppure le normative sono chiare come sopra enunciato. Mi sorge un dubbio ! ma per caso trattasi di volontà politica uscente ?

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