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In Italia può ripetersi la crisi economica della Grecia?

27 Luglio 2019
In Italia può ripetersi la crisi economica della Grecia?

È fondato il rischio che in Italia si ripeta la crisi greca e che i bancomat dei conti correnti possano chiudere?

Standard & Poor’s a ieri ha detto che l’Italia rischia di fare la fine della Grecia se, a fronte delle riforme che vorrebbe approvare, non dovesse trovare le coperture adatte. Secondo il Sole24Ore, «L’ipotesi principale tracciata dal report, in realtà, è quella di un protrarsi del solito scenario italiano, fatto di bassa crescita e aumento lento ma costante del debito pubblico che non produce una crisi sui titoli di Stato ma stringe il cappio intorno agli spazi finanziari per il settore privato. La via greca, però, potrebbe aprirsi se la manovra scegliesse “soluzioni non ortodosse”, estreme come una valuta parallela (il dibattito sui mini Bot non è stato dimenticato) o più tradizionali come misure senza copertura finanziaria per eludere i vincoli fiscali Ue».

Quattro anni fa, la Grecia fu costretta a chiudere d’urgenza tutte le banche. Nei giorni successivi, impose un limite ai prelievi di contanti dai bancomat. Si temeva che il popolo, preoccupato per la crisi economica innescata dal Governo anti europeista di Tsipras, prelevasse tutti i propri risparmi dai propri conti per sottrarli al rischio di un prelievo forzoso dello Stato. Un comportamento di questo tipo però minacciava di portare al fallimento le banche stesse, private d’un tratto della loro liquidità. I greci rimasero per giorni senza soldi; alcune famiglie furono messe in ginocchio. L’eccessivo indebitamento del Paese portò la Bce a rifiutare ulteriori prestiti in favore degli ellenici. Messo alle strette e timoroso di una rivoluzione di piazza, Tsipras fu costretto a piegarsi agli ispettori europei. Risultato: il Paese è stato risanato – seppur con sacrifici di tutti – e ora gode di maggiore affidabilità internazionale rispetto all’Italia.

L’Italia sta vivendo una fase simile. Il nostro debito è fuori controllo. Se l’Italia dovesse subire una sanzione per eccessivo indebitamento dall’Ue, oltre a pagare una multa di diversi miliardi, perderà aiuti e contributi europei. I forzieri si chiuderanno e non avremo accesso a tutti quei benefici che, sino ad oggi, hanno tenuto a galla la nostra economia malata (si pensi anche al Q.E. di Draghi).

Dinanzi a una situazione del genere, il nostro Governo non avrà più liquidità per pagare i propri debiti: non ci sono solo quelli con i fornitori della pubblica amministrazione – che oggi si vorrebbero liquidare con i mini-bond, ossia con altri debiti – ma anche quelli dei pubblici dipendenti, le pensioni, le invalidità, gli assegni di disoccupazione, lo stesso reddito di cittadinanza.

La situazione è molto simile, dunque, a quella greca seppur originata da ragioni parzialmente diverse.

C’è poi un altro aspetto che non va sottovalutato. Il deficit dello Stato è finanziato principalmente dalle banche che acquistano il debito pubblico, i bot tanto per capirci. Dinanzi però a una situazione del genere, con un indebitamento superiore ai limiti di guardia, gli istituti di credito, temendo di non ottenere la restituzione dei propri investimenti e dinanzi a una forte crisi di liquidità, potrebbero comportarsi allo stesso modo di come si sono comportate le banche greche: chiudere gli sportelli alla propria clientela o comunque imporre un limite ai prelievi (in Grecia, il tetto massimo fu di 60 euro a conto corrente). Il tutto per trattenere dentro i forzieri quella liquidità necessaria per non fallire.

Ultimo punto da considerare. In tutto questo, il nostro Governo, invece di mediare con l’Ue, sta conducendo un pericoloso braccio di ferro. In primo luogo, innalzando l’asticella del ricatto con l’arma dei mini-bot. In secondo luogo, promuovendo una politica opposta a quella consigliata dall’Eurogruppo: non di taglio, ma di spesa. E così si pensa di aumentare il deficit oltre il 3% del pil per finanziare ulteriormente la flat tax, Quota 100 e Rdc.

Conte ha detto che non intende modificare di una virgola i calcoli dell’esecutivo. Parole chiave che, in altri tempi, sarebbero state una dichiarazione di guerra.

Si andrà, dunque, verso la procedura di infrazione e l’indebitamento pubblico crescerà. Dinanzi alla chiusura dei rubinetti europei, sarà ancora più difficile finanziare le manovre che lo Stato vuol condurre, giuste o sbagliate che siano. Ed allora le banche potrebbero tornare a fare una politica restrittiva: ulteriori limiti ai mutui, tassi di interesse più alti, chiusura dei finanziamenti alle imprese.

In tutto questo, sarà meglio conservare un po’ di liquidità a casa, come si faceva una volta.



7 Commenti

  1. Non ho capito nell’articolo la storia dei mini bot, voi dite che si aggiunge debito al debito, ma io mi chiedo, anche senza i mini bot, il debito non esiste lo stesso? Come fa con i mini bot ad aumentare un debito che già esiste?

    1. Facile @Domenico. Si aggiungono gli interessi agli interessi, che in un periodo di spread alto sono superiori al tasso legale.
      Se il tasso legale è oggi allo 0,5% o all’1% e i bot vengono emessi al 5% il costo è quasi 10 volte più alto! Praticamente il collasso per lo Stato che peraltro non avrebbe un freno alla creazione di altro debito. Ovviamente gli interessi andrebbero a carico della popolazione e noi tra meno di 5 anni saremmo spacciati

  2. In questo articolo ci mancava solo di citare le sette piaghe d’egitto ed avevamo il quadro completo,mettere l’italia attuale e la grecia del default è scorretto e capzioso

    1. Non solo scorretto e capzioso, mi domando spesso se debba esistere un garante per fermare chi scrive simili idiozie senza senso e amplificare in maniera del tutto scorretta situazioni paradossali.

  3. Purtroppo nn sono abbastanza colto per disquisire di argomenti di politica ed economia quello che mi piacerebbe vedere in questo momento tragico, un italia autosufficiente, visto le tasse che ci impongono, da sempre, i soldi che vengono sperperati in stipendi da Emiri.Ridurre al 50% tutti questi sprechi che conosciamo, compreso il pagamento del Imu da parte della città del Vaticano, ecco forse cosi potremmo cavarcela da soli. Utopia,vero?

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