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Cosa non possono fare i carabinieri

17 Giugno 2019 | Autore:
Cosa non possono fare i carabinieri

Quali sono i poteri dei carabinieri? Quando occorre il mandato del giudice? Perquisizione, ispezione, sequestro e fermo: come funzionano?

Un noto filosofo del passato paragonava lo Stato ad un grande animale: ad un Leviatano, per la precisione. In esso, tutti sono ricompresi e la sua forza è di gran lunga superiore a quello di qualsiasi uomo. Non a caso, l’autorità pubblica può fare cose che ai “comuni mortali” sarebbe vietato: entrare nelle abitazioni, perquisire, fare ispezioni, sbirciare nei conti corrente, fermare e arrestare. Questo non vuol dire, però, che lo Stato, attraverso i suoi uomini, possa fare ciò che vuole. Con questo articolo mi vorrei soffermare su un aspetto particolare, cioè su quello che non possono fare i carabinieri.

I carabinieri, infatti, fanno parte di quelle forze armate di cui dispone lo Stato per ristabilire l’ordine pubblico. Ai carabinieri, in pratica, è demandato il compito di vigilare e di intervenire ogni volta che sia commesso un illecito, soprattutto se penale. I carabinieri, inoltre, in quanto polizia giudiziaria, sono al servizio della Procura della Repubblica nello svolgimento delle indagini: è proprio nell’attività investigativa e di repressione dei reati che emergono i poteri di cui sono dotate le forze dell’ordine. Bisogna stare attenti, però: appartenere alle forze di polizia non significa poter far tutto ciò che si vuole: se ne vuoi sapere di più su questo argomento, ti dirò cosa non possono fare i carabinieri.

Carabinieri: cosa possono fare?

Come anticipato, i carabinieri fanno parte della polizia giudiziaria e, per tale ragione, rappresentano il “braccio operativo” della Procura della Repubblica. Detto in altre parole, quando il magistrato del pubblico ministero delega i carabinieri affinché svolgano le indagini, questi possono svolgere una serie di attività che altrimenti sarebbero inibite. Questo perché l’interesse a perseguire gli autori dei crimini può, a volte, essere superiore agli altri.

I carabinieri possono superare i normali limiti previsti dal nostro ordinamento anche quando agiscono di propria iniziativa. Facciamo degli esempi. I carabinieri possono ricevere l’ordine da parte dell’autorità giudiziaria di arrestare una persona indagata di un grave crimine: con il provvedimento (ordinanza) del giudice, i carabinieri possono entrare in casa dell’indagato e arrestarlo per condurlo in carcere.

Lo stesso potrebbero fare di propria iniziativa, cioè senza il provvedimento del giudice, se una persona venisse colta in flagranza di reato, cioè nel momento di commettere un grave delitto. Anche in un caso del genere, i carabinieri potrebbero inseguire l’autore dell’illecito e arrestarlo, privandolo così della propria libertà.

Carabinieri: quali sono i loro poteri?

Possiamo dire che i carabinieri possono superare i normali limiti previsti dalla legge per i comuni cittadini quando, nell’esercizio del loro dovere, devono assicurare il rispetto della giustizia. Tuttavia, non sempre è concesso alle forze dell’ordine di poter prevaricare. Facciamo degli altri esempi.

Se i carabinieri intervengono in occasione di un lieve sinistro stradale, senz’altro non si potranno obbligare le parti coinvolte a seguirle in caserma oppure a compiere altre attività, se non ricorrono particolari ipotesi delittuose. Lo stesso dicasi nell’ipotesi di un esposto che segnali una bega familiare, un litigio da poco oppure episodi di scarso rilievo.

In estrema sintesi, i carabinieri possono limitare la libertà del cittadino solamente nei casi e nei modi espressamente stabiliti dalla legge, i quali sono essenzialmente legati alla commissione di particolari e gravi illeciti. A partire dal prossimo paragrafo, ti spiegherò cosa non possono fare i carabinieri in assenza delle dovute autorizzazioni.

Quando i carabinieri non possono perquisire?

Una delle attività che i carabinieri possono porre in essere e che è particolarmente temuta dai cittadini è la perquisizione. Quando i carabinieri possono perquisire e quando, invece, no? Vale quanto detto in precedenza: i carabinieri non possono perquisire a proprio piacimento, ma solamente al ricorrere di determinate condizioni e, in particolare, in presenza di un provvedimento dell’autorità giudiziaria oppure se ricorrono motivi urgenti per intervenire immediatamente.

La perquisizione rappresenta un’importante limitazione della libertà personale: per tale ragione, essa è circondata da una serie di garanzie che impediscono all’autorità pubblica di comprimere i diritti dei cittadini. In altre parole, i carabinieri non possono entrare in casa tua di punto in bianco, senza avvertire e forzandoti ad aprire, se non in casi eccezionali.

Se ti dovesse succedere di sentir bussare con veemenza alla porta di casa e di scoprire che si tratta dei carabinieri, la prima cosa da fare è mantenere la calma; dopodiché, chiedi che ti venga esibito il famoso mandato, cioè il provvedimento con cui l’autorità giudiziaria ha ordinato ai carabinieri di eseguire la perquisizione.

Solamente dopo averti mostrato questo importante documento, i carabinieri avranno il diritto di entrare nella tua proprietà per fare le ricerche che ritengono opportune. Anche in questo caso, però, è tuo diritto chiamare un avvocato. Vediamo meglio cosa fare se i carabinieri vogliono fare una perquisizione oppure un’ispezione.

Cos’è la perquisizione dei carabinieri?

La perquisizione che effettuano i carabinieri consiste nell’attività di ricerca di una cosa da assicurare al procedimento o di una persona da arrestare. La perquisizione può essere di due tipi: personale e locale. La prima è disposta quando c’è ragionevole motivo di credere che una persona nasconda su di sé il corpo del reato o cose pertinenti al reato; la perquisizione locale, invece, si effettua quando vi è il fondato motivo che suddette cose si trovino in un determinato luogo ovvero che in esso possa eseguirsi l’arresto dell’imputato o dell’evaso [1].

Un esempio classico di perquisizione locale è quella che viene fatta in casa oppure nell’auto della persona sospettata di aver commesso un crimine: pensa ai carabinieri che cercano in un’abitazione delle confezioni di droga, oppure alcune armi.

Ispezione dei carabinieri: cos’è?

Come la perquisizione, anche l’ispezione è un mezzo di ricerca della prova che le autorità (nel nostro caso, i carabinieri) utilizzano per trovare elementi utili alle indagini.

Secondo la legge [2], l’ispezione è l’attività di ricerca delle tracce del reato o degli altri effetti materiali dello stesso. Le tracce del reato possono consistere sia in segni e indizi materiali, che in segni sulla persona offesa o su altri individui; gli effetti materiali del reato sono tutte quelle conseguenze (tracce di polvere da sparo, vetri rotti, ecc.) dai quali si può desumere che un illecito sia stato commesso.

La differenza tra ispezione e perquisizione è evidente: con la prima si effettua un’operazione di ricerca di quanto possa essere utile per le indagini (tracce, effetti materiali del reato, ecc.); con la seconda, invece, si agisce quando c’è fondato motivo di trovare direttamente il corpo del reato o cose pertinenti al reato.

Quando i carabinieri possono perquisire o ispezionare?

I carabinieri possono procedere ad ispezione o perquisizione solamente se autorizzati da decreto dell’autorità giudiziaria. Quando la perquisizione dà esito positivo, si può procedere anche al sequestro del corpo del reato o delle cose pertinenti al reato, cioè all’apprensione fisica del bene, che viene quindi sottratto a chi ne aveva la disponibilità.

Di regola, dunque, i carabinieri non possono fare una perquisizione o un’ispezione senza mandato. Ma c’è di più. Prima di poter perquisire una persona o la sua dimora, ovvero prima di procedere ad ispezione, i carabinieri devono dare avviso della possibilità di nominare un avvocato o altra persona di fiducia, a condizione, però, che siano prontamente reperibili. I carabinieri non sono quindi tenuti ad attendere nel caso in cui il proprio avvocato venga da luogo distante.

Una particolare tutela è accordata alla perquisizione domiciliare: salvo eccezioni, la perquisizione in un’abitazione o nei luoghi chiusi adiacenti a essa non può essere iniziata prima delle ore sette e dopo le ore venti [3].

Nei casi urgenti, però, l’autorità giudiziaria può disporre che la perquisizione sia eseguita fuori dei suddetti limiti temporali. Anzi, ti dirò di più: nei casi di urgenza, tutto ciò che abbiamo appena detto a proposito della necessità del mandato non vale. Se ne vuoi sapere di più, prosegui leggendo il prossimo paragrafo: ti dirò cosa possono fare i carabinieri nei casi di urgenza.

Carabinieri: possono entrare in casa senza mandato?

I carabinieri possono procedere a perquisizione personale o locale ovvero a ispezione quando:

  • c’è il fondato motivo di ritenere che sulla persona si trovino nascoste cose o tracce pertinenti al reato che possono essere cancellate o disperse ovvero che tali cose o tracce si trovino in un determinato luogo o che ivi si trovi la persona sottoposta alle indagini o l’evaso;
  • ci si trovi in flagranza di reato o in un caso di evasione (cioè di fuga).

In altre parole, nei casi di eccezionale urgenza, i carabinieri possono fare ispezioni, perquisizioni e sequestri senza il preventivo provvedimento dell’autorità giudiziaria. Ciò accade in genere quando è fondamentale essere veloci nelle indagini: pensa al caso in cui occorra entrare in casa di una persona che è stata vista scappare via dopo una rapina.

Quando i carabinieri possono procedere senza l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria, devono comunque dare immediata notizia al pubblico ministero competente delle operazioni svolte, di modo che il magistrato possa valutarne la correttezza. Nel caso in cui le indagini svolte senza il provvedimento del giudice siano illegittime (ad esempio, perché adottate in assenza di urgenza oppure della commissione di reati gravi), allora le prove raccolte saranno inutilizzabili e gli oggetti eventualmente sequestrati dovranno essere immediatamente restituiti.

Carabinieri: quando possono perquisire senza provvedimento del giudice?

La legge prevede determinate ipotesi in cui la polizia può procedere a perquisizione senza necessità del decreto: ad esempio, sono possibili perquisizioni di persone, locali, automobili, bagagli ed effetti personali per prevenire o reprimere il traffico di droga [4], oppure quando vi è fondato motivo di credere che ci siano armi, munizioni o esplosivi, persona ricercata, evaso in relazione a determinati delitti di associazione mafiosa, traffico di droga o delitti con finalità di terrorismo [5].

Altri casi sono previsti all’interno di apposite leggi speciali.

Quando i carabinieri possono fermare?

I carabinieri possono fermare le persone che ritengono sospette per chiedere loro di identificarsi: in pratica, vogliono vedere i documenti. È lecito questo comportamento? I carabinieri possono fermare per strada? Ebbene, devi sapere che esistono due tipi di “fermo” diversi:

  • il fermo di indiziato di delitto [6], a cui la polizia giudiziaria può procedere solamente quando sussistano gravi indizi di colpevolezza in riferimento a gravi delitti e ci sia il fondato pericolo di fuga del sospettato;
  • il fermo per l’identificazione personale [7], che consente alla polizia giudiziaria di procede all’identificazione della persona nei cui confronti vengono svolte le indagini oppure delle persone in grado di riferire su circostanze rilevanti per la ricostruzione dei fatti.

I carabinieri, pertanto, se stanno svolgendo delle indagini e nutrono dei sospetti nei confronti di una persona, possono fermarla e, lì su due piedi, chiedere di mostrare i documenti. Se c’è opposizione, i carabinieri possono obbligare il fermato a seguirli in caserma, ove può essere trattenuto per il tempo strettamente necessario per l’identificazione, e comunque non oltre le dodici ore ovvero, previo avviso anche orale al pubblico ministero, non oltre le ventiquattro ore, nel caso che l’identificazione risulti particolarmente complessa oppure occorra l’assistenza dell’autorità consolare o di un interprete. Nel caso in cui il fermo dovesse prolungarsi oltre le dodici ore, il fermato può chiedere di avvisare un familiare o un convivente.

Nel caso di fermo per l’identificazione, dunque, non occorre alcuna autorizzazione: i carabinieri possono procedere d’ufficio.

note

[1] Art. 247 cod. proc. pen.

[2] Art. 244 cod. proc. pen.

[3] Art. 251 cod. proc. pen.

[4] Art. 103 D.P.R. n. 309/1990.

[5] Art. 41 Testo unico delle leggi in materia di pubblica sicurezza e art. 25 d. l. n. 306/1992 del 08.06.1992.

[6] Art. 384 cod. proc. pen.

[7] Art. 349 cod. proc. pen.


4 Commenti

  1. Meno male che nel nome del vostro sito c’è scritto “informazione e consulenza legale”! Ciò mi farebbe dedurre di ricevere informazioni corrette. Invece ho letto l’articolo e le informazioni date sono parziali e fuorvianti. Tanto per cominciare il “mandato” nella legislazione italiana non esiste; casomai ci sono Ordinanze e Decreti. Vi siete completamente dimenticati del TULPS e delle Leggi speciali, (ad esempio per le perquisizioni il DPR 309/90), per non parlare poi della differenziazione tra perquisizione è ispezione completamente sbagliata.
    Il problema vero di una informazione di questo tipo, nasce quando persone che non hanno nozioni giuridiche, leggendo cose come quelle scritte in questo articolo, si fidano e ci credono! Comportandosi poi di conseguenza, mettendo in atto atteggiamenti che nella realtà possono aggravare la loro posizione!!
    È giustissimo e sacrosanto fare informazione, ma fatela corretta!! …..e finiamola con questo mandato! Non siamo negli Stati Uniti! La realtà non è un film!

    1. Egr. Sig. Alessandro,
      è perfettamente vero che il codice di procedura penale non parla mai di mandato a favore della polizia giudiziaria. Leggendo attentamente l’articolo, troverà infatti scritto: «dopodiché, chiedi che ti venga esibito il famoso mandato, cioè il provvedimento con cui l’autorità giudiziaria ha ordinato ai carabinieri di eseguire la perquisizione».
      L’utilizzo di questo termine all’interno dell’articolo serve solamente per far capire a tutti quali sono i diritti nel caso in cui si sia oggetto di perquisizione o ispezione: La Legge per Tutti, infatti, ha come mission quella di essere comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Del resto, ho specificato che si tratta di un provvedimento dell’autorità giudiziaria.
      Per quanto riguarda la differenza tra perquisizione e ispezione, le rispettive definizioni sono quelle del codice di procedura penale.
      Infine, per quanto riguarda i riferimenti alle leggi speciali, è vero ciò che dice; è anche vero, però, che l’articolo non ha la pretesa dell’esaustività. D’altronde, tutte le ipotesi di perquisizione, anche quelle previste dal dpr 309/90, sono state affrontate in un altro mio articolo, che può trovare al seguente link:
      https://www.laleggepertutti.it/176364_quando-i-carabinieri-possono-perquisire#Altre_ipotesi_di_perquisizione

  2. Avv. Acquaviva, mi permetta però di notare una incongruenza consistente nella volontà di usare termini giuridicamente errati come “mandato” giusitificandolo con la pretesa di essere più comprensibili (anche se secondo me in questo modo contribuite a fare confusione), e poi quando si tratta di spiegare la differenza tra perquisizione e ispezione, riportate il testo del C.C.P. senza spendere una parola per renderlo facilmente comprensibile. Senza dire, ad esempio, che il primo, se fatto di iniziativa dalla P.G. è soggetto a convalida, mentre il secondo no.
    Se i CC, o altra FdP, la fermano e le chiedono di aprire il portabagagli dell’auto, e dopo che lei lo ha fatto danno un’occhiata senza toccare nulla…. è una perquisizione o una ispezione??
    Queste cose dovete spiegare alla gente, se volete fare informazione.

  3. Questo articolo è fuorviante perchè gravemente incompleto e pertanto potrebbe essere causa di problemi per i cittadini che potrebbero avere, leggendolo, comportamenti inappropriati verso le forze dell’ordine…. Ci sono diverse leggi che permettono agli Ufficiali ed Agenti di P.G., tra cui appunto i carabinieri, di procedere a perquisizione, anche domiciliare, in presenza di alcune condizioni (art. 41 del Tulps, art. 103 dpr 309/90, art. 4 L.152/75, art. 27 L. 55/90, art. 25 bis DL 306/92…)… poi in un articolo scritto su un sito di informazione e consulenza legale parlare di “mandato” fa veramente specie…. Anche la parte dei fermi è lacunosa perchè non riporta altre fattispie previste dalla legge (art. 4 del TULPS o le fattispecie previste dal testo unico immigrazione ad esempio…) fermo restando l’obbligo di fornire le proprie generalità a richiesta dei p.u., senza la necessità di una preventiva indagine come scritto nell’articolo, previsto da varie disposizioni… basti pensare ad esempio ad un controllo alla circolazione stradale o a un controllo a campione negli aeroporti ecc…. le informazioni o si danno complete o meglio non darle per evitare spiacevoli conseguenze….

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