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Insultare il medico del pronto soccorso è reato?

17 Giugno 2019
Insultare il medico del pronto soccorso è reato?

Il medico è un pubblico ufficiale? Si può essere puniti per oltraggio a pubblico ufficiale, ingiuria o diffamazione?

Se non sei mai stato in un pronto soccorso, non puoi immaginare quale tensione si respiri nei corridoi. Non è solo l’apprensione per la salute propria o di un caro, quanto il malcontento per i tempi necessari a una visita specialistica, un’analisi, un accertamento strumentale, un intervento. La colpa non è certo dei medici: chi li ha osservati nello svolgimento dei propri doveri è consapevole delle gravi carenze di organico che caratterizzano i nostri ospedali. Tutto ciò non vale a consolare chi sta da ore in sala d’attesa. Così non è raro che, vinto dall’ansia e dai dolori, qualcuno si faccia sentire ed alzi la voce. Se la rabbia però si manifesta in insulti all’indirizzo di una persona specifica è possibile pagarne le conseguenze a livello legale. Insultare il medico del pronto soccorso è reato? Assolutamente sì, anche se il capo di imputazione può essere differente a seconda della condizione e della condotta. Vediamo più da vicino cosa rischia chi offende un medico.

Il medico è un pubblico ufficiale

Offendere una persona, rivolgendosi a lei con insulti di tutti i tipi, non è reato. Lo era un tempo, quando l’ingiuria costituiva un illecito previsto dal Codice penale. Questo comportamento, però, nel 2106 è stato depenalizzato. Oggi, pertanto, chi è stato ingiuriato può solo chiedere il risarcimento del danno in via civile, fatta salva – all’esito del processo – una multa da pagare allo Stato.

La possibilità che un’offesa rivolta “a tu per tu”, ossia “in faccia alla vittima”, rientri ancora tra i reati puniti dal nostro ordinamento è confinata all’ipotesi in cui l’offeso sia un pubblico ufficiale, qualifica però che gli deve essere attribuita dalla legge.

Il cosiddetto «oltraggio a pubblico ufficiale» però si verifica solo se avviene in presenza di più persone, nei confronti di una persona che sta svolgendo i propri compiti istituzionali e proprio a causa di questi.

Ad esempio, offendere il sindaco perché ha parcheggiato l’auto in seconda fila non è oltraggio a pubblico ufficiale; lo è, invece, se gli si dà del ladro nella gestione dei soldi del Comune.

Il medico del pronto soccorso, così come uno del reparto o lo stesso primario, è un pubblico ufficiale. Lo ha chiarito più volte la Cassazione [1].

Solo l’attività libero-professionale, cosiddetta intra moenia, svolta dal medico all’interno dell’ospedale è sottoposta a regime privatistico; ne consegue che, in relazione a siffatta attività, il medico non riveste la qualifica di pubblico ufficiale né di incaricato di pubblico servizio [2]

Sulla natura del medico convenzionato si scontrano due diverse interpretazioni. Secondo la prima «riveste la qualificazione di incaricato di pubblico servizio il medico convenzionato con il servizio sanitario nazionale, in quanto investito di inscindibili funzioni di carattere pubblicistico, aventi nel contempo natura sanitaria e amministrativa, sia nello svolgimento dell’attività certificativa, sia nell’espletamento di attività a questa prodromiche [3]». Secondo, invece, la seconda «il medico convenzionato con l’Asl riveste la qualifica di pubblico ufficiale e non quella di incaricato di pubblico servizio e tale qualifica rimane inalterata anche quando il sanitario opera al di fuori dell’ambito territoriale assegnatogli, come avviene quando lo stesso esegue una visita o prescrive farmaci a cittadino residente “fuori regione”) [4]».

Quando insultare un medico del pronto soccorso è oltraggio a pubblico ufficiale

Posta la sua funzione di pubblico ufficiale, l’offesa al medico del pronto soccorso costituisce oltraggio a pubblico ufficiale e quindi reato. L’offesa deve essere pronunciata davanti ad altre persone e proprio in ragione dei compiti che il medico sta svolgendo, non per altre ragioni personali (ad esempio il risentimento per un debito di gioco o per un torto subito da un familiare).

Insultare un medico può essere diffamazione

Se il medico non è presente e, tuttavia, ne parli male commetti ugualmente reato, che in questo caso è quello di diffamazione. Anche in questo caso devi trovarti in presenza di più persone. Deve, inoltre, trattarsi di un insulto rivolto non all’organizzazione dell’ospedale, ma al singolo sanitario, alla sua persona. Ad esempio, dire «qui si poltrisce» non è reato così come non lo è «la categoria dei medici è fatta da nullafacenti» perché ci si riferisce a un gruppo ampio di persone. Se però si dice «il medico Mario Rossi ruba i soldi allo Stato perché non fa nulla e fa passare prima solo i suoi amici» si commette diffamazione e, quindi, si è puniti penalmente.

note

[1] Cassazione penale sez. V, 20/06/2017, n. 37971.

[2] Cassazione penale sez. V, 05/11/2018, n. 2935.

[3] Cassazione penale sez. VI, 19/04/2018, n. 51946.

[4] Cassazione penale sez. VI, 11/05/2017, n. 29788.


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