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Si può avere in contanti la pensione?

21 Luglio 2019 | Autore:
Si può avere in contanti la pensione?

C’è un limite oltre il quale il pagamento dell’assegno previdenziale deve essere tracciabile? Che succede con la tredicesima se si supera la soglia?

Stai per lasciare il lavoro e ti chiedi se si può avere in contanti la pensione? Forse sei uno che preferisce avere subito tutti i soldi in mano e poi, eventualmente, versare quello che vuole tenendosi in tasca ciò che gli serve, senza dover passare in banca a prelevare al primo del mese. Oppure vuoi proprio evitare di pagare le spese di gestione di un conto corrente.

Per rispondere a quella domanda bisogna sapere quanto prenderai di pensione. Al di sopra di una certa cifra, infatti, c’è l’obbligo di versare l’assegno previdenziale con uno strumento tracciabile come un bonifico. Sotto quella soglia, invece, sarà possibile avere la pensione in contanti.

Ora potrai domandarti anche che cosa succede nel mese di dicembre, quando incassi la tredicesima. Ovviamente, il limite previsto dalla legge per poter ritirare la pensione in contanti verrà superato, in quanto oltre all’assegno mensile ti arriverà anche quello straordinario. Come ha precisato lo stesso Inps, se hai voluto rinunciare all’accredito sul conto corrente o postale ed hai scelto di avere ogni volta i soldi in mano non hai alcun tipo di problema: il fatto che le due prestazioni coincidano e, quindi, si alzi l’importo che vai a percepire, non impedisce che tu possa incassare il tutto in contanti.

Ma vediamo qual è la soglia per avere la pensione in contanti e come funziona il pagamento.

Pensione in contanti: qual è il limite?

La legge che recepisce il decreto Salva Italia [1] impone un limite per il pagamento della pensione in contanti. Nello specifico, la soglia è fissata a 999 euro mensili per i trattamenti ordinari. Significa che chi prende 1.000 euro o più può percepire la pensione solo attraverso un sistema di pagamento tracciabile, ovvero:

  • l’accredito su un conto corrente bancario o postale;
  • l’accredito su un libretto di risparmio postale;
  • l’accredito su una carta prepagata che disponga di Iban;
  • il ritiro della pensione in contanti presso uno sportello bancario o postale.

L’accredito sul conto corrente

Questa è la modalità più utilizzata per ricevere ogni mese la pensione. L’accredito sul conto corrente ha il vantaggio di poter disporre di un Bancomat per prelevare dei contanti o per fare dei pagamenti in un negozio e di avere anche una carta di credito. Questa scelta comporta, comunque, delle spese di gestione.

Per aprire un conto corrente in banca o in Posta basta non avere avuto dei fallimenti o dei protesti. Ovviamente, il terzo requisito ce l’avrai, visto che è quello che prevede che tu sia maggiorenne. Se stai per incassare la pensione, sicuramente i 18 anni li avrai compiuto già da un pezzo.

Puoi scegliere tra il conto tradizionale o uno online, che ti abbassa qualche spesa.

L’accredito su un libretto di risparmio

Puoi anche scegliere di farti accreditare la pensione su un libretto nominativo intestato a te o cointestato insieme ad un’altra persona (il coniuge, un figlio, ecc.). È possibile aprirne uno in banca o in Posta, presentando un documento di identità ed il codice fiscale.

Tra i vantaggi, quelli di risparmiare qualcosa sui costi e di avere degli interessi un po’ più alti. Non potrai, però, avere un Bancomat: significa che ogni volta che avrai bisogno di soldi dovrai recarti allo sportello a prelevare.

L’accredito su carta prepagata

Chi vuole farsi accreditare la pensione su una carta prepagata deve sapere che questo strumento non è collegato ad un conto corrente, pur potendo ricevere dei bonifici o dei versamenti. La carta deve disporre obbligatoriamente di un Iban.

È possibile averne una sia tramite le Poste sia in banca e, normalmente, sono gratuite (come nel caso della InpsCard delle Poste) o a costi molto bassi. Il «punto nero» di queste carte è che le commissioni per il prelievo presso uno sportello automatico Atm o per il versamento di soldi non sempre sono molto convenienti.

Pensione in contanti: che succede con la tredicesima?

Come abbiamo accennato, il limite per poter avere in contanti la pensione è di 999 euro. Ma che cosa succede a dicembre, quando arriva la tredicesima e, per ovvi motivi, quella soglia viene superata?

Non succede nulla, perché tale vincolo riguarda soltanto le prestazioni erogate in via ordinaria, vale a dire la normale pensione di tutti i mesi. Sono esclusi, pertanto, i pagamenti che superano i 1.000 euro per effetto della tredicesima o di altre somme aggiuntive. Il che, per dirla in parole semplici, significa che se la tua pensione ordinaria non arriva ai 1.000 euro puoi avere in contanti sia l’assegno mensile sia la tredicesima oppure un conguaglio fiscale, un’una tantum o, se sei così fortunato da percepirla, anche la quattordicesima mensilità.

Ad esempio. Se hai una pensione di 850 euro al mese, puoi ritirarla sempre in contanti. A dicembre, quando arriva la tredicesima, ti troverai (indicativamente) un assegno da 1.700 euro. Avrai la possibilità di averli in contanti, poiché nel calcolo del limite oltre il quale c’è bisogno di un pagamento tracciabile non è conteggiata la mensilità extra.

La banca o la Posta, pertanto, non possono rifiutarsi di pagarti in contanti ciò che ti spetta sempre che, appunto, l’assegno ordinario non superi il limite imposto dalla legge.

Pensione in contanti: quando viene pagata?

La pensione in contanti o tramite accredito viene pagata il primo giorno operativo del mese. Se devi riscuoterla in Posta, il cosiddetto «primo giorno bancabile» è compreso da lunedì al sabato, mentre per le banche il sabato è escluso.

Vuol dire che se, per esempio, il primo giorno del mese è un sabato potrai avere la pensione in contanti solo in Posta, mentre se devi ritirarla in banca dovrai attendere il lunedì 3 (sempre che non coincida con un festivo come il Lunedì dell’Angelo, ça va sans dire).

note

[1] Dl 201/2011 del 06.12.2011 convertito in legge n. 214/2011 del 22.12.2012.


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