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Pagamento Imu, Tasi e Tari da parte degli eredi

17 Giugno 2019
Pagamento Imu, Tasi e Tari da parte degli eredi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 Giugno 2019



Successione e pagamento delle tasse sulla casa da parte dei figli e del coniuge: come si divide il debito con il Comune?

L’80% delle famiglie italiane ha casa di proprietà. Sicché, nella gran parte delle successioni ereditarie, è necessario procedere alla divisione dell’immobile. Divisione che deve avvenire secondo le quote spettanti a ciascun erede. Se questi non trovano un accordo e la divisione in natura è impossibile, il giudice ne ordina la vendita. A quel punto, il prezzo ricavato verrà suddiviso tra gli aventi diritto.

Sotto un profilo passivo, invece, insieme alla casa ci sono spesso gli arretrati delle imposte lasciate dal defunto: l’Imu, la Tasi e la Tari. Anche questi debiti vanno ripartiti tra gli eredi, almeno tra quelli che non hanno rifiutato l’eredità.

Particolare interesse suscita il problema della ripartizione del pagamento dell’Imu, Tasi e Tari da parte degli eredi. Ci si chiede, in particolare, se ciascun erede sia responsabile solo della propria quota, pari a quella di proprietà del bene ereditato, o se viga il principio della “responsabilità solidale” (secondo cui ciascuno è responsabile dell’intero debito salva poi la possibilità di rivalersi nei confronti degli altri).

La cassazione [1], anche di recente supportata dalla giurisprudenza di merito [2], ha fornito sul punto una soluzione costante. Di tanto parleremo in questo articolo. Spiegheremo cioè come avviene il pagamento Imu, Tasi e Tari da parte degli eredi. Lo faremo tenendo distinte due ipotesi: la prima è quella relativa alle imposte maturate quando ancora il defunto era in vita, sicché la morosità è imputabile a quest’ultimo; la seconda è quella riferita invece alle imposte maturato dopo la sua morte, per cui il debito è già imputabile agli eredi. Ma procediamo con ordine.

Quale responsabilità degli eredi per le imposte non pagate dal defunto?

In generale, in caso di pluralità di debitori nei confronti di un unico creditore si possono configurare due ipotesi di responsabilità:

  • la responsabilità solidale: ciascun debitore risponde dell’intero debito. In altri termini il creditore può chiedere tutta la somma anche a un solo debitore il quale poi, dopo aver versato l’importo, potrà farsi rimborsare dagli altri le rispettive quote;
  • la responsabilità parziaria o pro quota: è quella che si verifica quando ciascun debitore risponde solo della propria quota. Il creditore, in tal caso, per riscuotere l’intero importo a lui dovuto, dovrà rivolgersi a tutti i debitori chiedendo a ciascuno non più della rispettiva parte.

Queste regole si applicano anche quando il debito è nei confronti del fisco. Senonché il Testo unico sulle imposte sui redditi [3] stabilisce la responsabilità solidale solo per quanto riguarda l’Irpef non pagata dal defunto e le altre imposte sui redditi (Ires e Irap). Stesso discorso per quanto riguarda l’imposta di successione. Su tutte le altre imposte vige il principio di responsabilità pro quota.

Imu, Tasi e Tari maturati prima della morte del proprietario della casa

Di conseguenza, per quanto riguarda Imu, Tasi e Tari scaduti prima della morte del proprietario dell’immobile e da questi non pagate, gli eredi sono responsabili “pro quota”: ciascuno cioè per la propria quota di eredità (che poi è anche la quota di proprietà dell’immobile).

Ad esempio, in presenza del coniuge e di due figli, questi ultimi pagheranno il 25% a testa di Imu, Tasi e Tari arretrati, mentre il coniuge il residuo 50%.

In ogni caso il Comune può chiedere le imposte, entro un anno dal decesso del titolare, con lettera raccomandata inviata all’ultimo indirizzo di residenza del titolare del bene. La richiesta può essere indirizzata impersonalmente a tutti gli eredi («Eredi del sig….»). Dopo un anno dall’apertura della successione, invece, il Comune dovrà inviare le richieste di pagamento alla residenza di ciascun erede e a questi stessi intestate («Sig. Mario Rossi, erede del sig. Antonio Rossi»).

Imu, Tasi e Tari maturati dopo la morte del proprietario della casa

Anche per quanto  riguarda Imu, Tasi e Tari scadute dopo il decesso del titolare dell’immobile, la responsabilità è in capo a ciascun erede secondo la propria quota. Questa volta però non si tratta di un debito caduto in successione ma maturato direttamente in capo all’erede.

Non è prevista, nel caso di specie, alcuna sospensione o differimento dei termini del pagamento, anche se gli immobili non sono ancora passati in successione agli eredi.

Responsabilità eredi per Imu, Tasi e Tari sulla casa ereditata

In sintesi, gli eredi sono tenuti al pagamento di Imu, Tasi e Tari

  • per conto del de cuius fino alla data della sua morte, ciascuno in base alla propria quota di eredità;
  • in proprio per il periodo successivo alla morte, anche in questo caso ciascuno in base alla propria quota.

In entrambi i casi, quindi, il Comune non potrà chiedere a ciascun erede una somma, a titolo di imposte, superiore alla rispettiva quota di proprietà dell’immobile ereditato.

note

[1] Cass. sent. n. 22426/2019.

[2] Ctr Abruzzo, sent. n. 531/2019.

[3] Art. 65 Dpr 600/1973.

Autore immagine: 123rf com


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