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Assegno di mantenimento e reddito di cittadinanza

20 Giugno 2019 | Autore:
Assegno di mantenimento e reddito di cittadinanza

È possibile chiedere la revoca o la riduzione dell’assegno di mantenimento per ottenere il Reddito o la Pensione di cittadinanza?

Si può chiedere allo Stato il mantenimento dell’ex-moglie, dell’ex-marito o dei figli che non lavorano? Anche se non esiste alcuna disposizione di legge che prevede questo diritto, in diversi casi, l’assegno di mantenimento, o l’assegno divorzile, potrebbero risultare di fatto a carico dello Stato, grazie al reddito o alla Pensione di cittadinanza.

I due sussidi, difatti, spettano a tutti i cittadini che si trovano al di sotto di determinate soglie di reddito e patrimoniali: così, il mantenimento per l’ex moglie casalinga, o per l’ex marito casalingo, o per il figlio che al di sopra dei 26 anni non riesce a trovare lavoro, può essere garantito dal sussidio spettante al nucleo familiare, senza obbligare l’ex coniuge, o il genitore, a pesanti esborsi mensili.

Ma quali sono i “rapporti” tra assegno di mantenimento e Reddito di cittadinanza? Chi ha già diritto all’assegno può rinunciare, per ottenere il reddito di cittadinanza, se questo è più alto? Oppure può essere il coniuge a carico del quale è posto l’assegno di mantenimento, o l’assegno divorzile, a chiedere la revisione nel caso in cui l’ex abbia i requisiti per il sussidio?

E ancora, i genitori possono rifiutarsi di mantenere il figlio che ha compiuto i 26 anni ed ha i requisiti per il Reddito di cittadinanza? L’assegno di mantenimento entra nel reddito Isee?

Proviamo a fare chiarezza, partendo dal nucleo familiare ai fini del Reddito di cittadinanza: chi è dentro e chi è fuori?

I coniugi separati sono nello stesso nucleo familiare?

Ai fini Isee ed ai fini del Reddito di cittadinanza, se due coniugi sono separati fanno parte dello stesso nucleo familiare Isee, qualora continuino a risiedere nella stessa abitazione; se la separazione è avvenuta dopo il 1° settembre 2018, il cambio di residenza deve essere certificato da un apposito verbale della polizia locale.

I coniugi divorziati sono nello stesso nucleo familiare?

Quanto appena osservato vale anche in caso di divorzio: due coniugi divorziati fanno parte dello stesso nucleo familiare Isee, qualora continuino a risiedere nella stessa abitazione; se il divorzio è avvenuto dopo il 1° settembre 2018, il cambio di residenza deve essere certificato da un apposito verbale della polizia locale.

I figli non conviventi fanno parte dello stesso nucleo familiare?

Ai fini Isee, i figli maggiorenni non conviventi con il padre e con la madre fanno parte del nucleo familiare dei genitori solo se:

  • sono di età inferiore a 26 anni;
  • risultano a carico a fini Irpef;
  • non sono coniugati e non hanno figli.

L’assegno di mantenimento è un reddito?

Ai fini fiscali, l’assegno di mantenimento è considerato un reddito per chi lo percepisce e un costo, invece, per chi lo eroga. In pratica, chi percepisce il mantenimento paga le tasse sull’importo dell’assegno, mentre il coniuge che lo eroga può dedurlo dal reddito imponibile.

Non sono deducibili e non vanno dichiarati:

  • l’assegno di mantenimento per i figli;
  • l’assegno di mantenimento non corrisposto periodicamente, cioè riconosciuto una tantum (una sola volta).

Ai fini Isee, l’assegno di mantenimento, sia a favore dell’ex che dei figli, è considerato reddito [1]. Di conseguenza:

  • chi percepisce l’assegno deve includere l’importo nella dichiarazione Isee;
  • chi eroga l’assegno, invece, sottrae l’importo dal reddito Isee.

Isee, assegno di mantenimento e reddito di cittadinanza

In base a quanto previsto dal decreto Isee [1] e dal decreto in materia di Reddito di cittadinanza [2], chi percepisce l’assegno di mantenimento può perdere il diritto al Reddito di cittadinanza, in quanto l’importo entra a far parte del reddito del nucleo familiare rilevante ai fini del sussidio.

Al contrario, chi corrisponde l’assegno può diventare beneficiario del sussidio, in quanto l’importo diminuisce il reddito da considerare ai fini del beneficio.

Si può rinunciare all’assegno di mantenimento per il reddito di cittadinanza?

A questo punto, ci si domanda se sia possibile rinunciare all’assegno di mantenimento per percepire il reddito di cittadinanza: la scelta potrebbe apparire conveniente in tutti quei casi in cui il mensile corrisposto sia piuttosto basso.

Inoltre, potrebbe essere l’ex coniuge tenuto a corrispondere l’assegno a domandare la revisione, sulla base della possibilità, per l’ex moglie o l’ex marito, di ottenere il reddito o la pensione di cittadinanza.

Bisogna però tener presente che la revisione dell’assegno di mantenimento può essere richiesta per variazioni significative della situazione reddituale o patrimoniale dell’avente diritto: l’opportunità, in astratto, di ricever un sussidio, peraltro di natura temporanea (la durata è di 18 mesi, anche se rinnovabili), parrebbe non sufficiente a giustificare la revoca o la riduzione del mensile.

In queste ipotesi, potrebbe risultare opportuna la stipula di un accordo di revisione delle condizioni di separazione o divorzio, o del mantenimento dei figli, attraverso un ricorso congiunto al tribunale o la procedura di negoziazione assistita.


note

[1] Art.4 co.2 DPCM 159/2013.

[2] DL 4/2019.


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