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Sintomi tumore al pancreas

25 Luglio 2019 | Autore:
Sintomi tumore al pancreas

Tumore al pancreas: quali sono i sintomi, le cause e le cure. E’ possibile prevenire il tumore al pancreas? Il malato oncologico può ottenere l’invalidità civile? Quali sono i passaggi da seguire? Per scoprirlo, leggi il mio articolo.

Se hai il sospetto di avere un tumore al pancreas è consigliabile fare una serie di esami per verificare se il tuo dubbio è fondato o meno. Se nella tua famiglia hai altri casi di tumore al pancreas è importante che tu ti sottoponga a controlli periodici sulla funzionalità del pancreas, del fegato e dell’intestino, specialmente se hai più di 50 anni. Questa patologia rientra tra le forme di neoplasia più difficili da diagnosticare e, pertanto, da curare.

Probabilmente, hai molte perplessità sull’argomento anche perché, facendo alcune ricerche, non hai trovato notizie esaustive in grado di rassicurarti, sciogliere i tuoi dubbi e/o fornirti maggiori informazioni. Se desideri saperne di più sul tumore al pancreas, continua a leggere il mio articolo. Ti parlerò dei sintomi, delle cause, della prevenzione e delle cure di questa grave patologia che interessa gran parte della popolazione.

Partiamo dalla domanda più elementare. Cos’è il pancreas? Il pancreas è una ghiandola abbastanza voluminosa (circa 15 centimetri di lunghezza) situata nell’addome tra lo stomaco e la colonna vertebrale; divisa in tre parti: testa, corpo e coda. Il pancreas produce vari ormoni (tra cui l’insulina e il glucagone) e diversi enzimi (come ad esempio la tripsina) che contribuiscono alla digestione e all’assorbimento dei nutrienti.

Quando compare il tumore al pancreas? Nel momento in cui alcune cellule, nella maggior parte dei casi si tratta delle cellule di tipo duttale, si moltiplicano in maniera incontrollabile. Quali sono i soggetti più a rischio? Coloro che hanno un’età compresa tra i 50 e gli 80 anni, mentre è molto raro che il tumore al pancreas si manifesti in chi ha meno di 40 anni.

Quali sono i principali fattori di rischio? Sicuramente, il fumo; infatti, i fumatori hanno un rischio tre volte maggiore di contrarre il tumore al pancreas rispetto a chi non fuma. Inoltre, si sospetta che tra le cause che possano favorirne lo sviluppo vi siano l’alcol, il caffè, l’esposizione professionale a solventi di uso industriale e agricolo ed ai derivati della lavorazione del petrolio. Tra gli altri fattori di rischio, troviamo: il diabete di tipo 2, l’obesità (soprattutto quando il grasso è stratificato sull’addome), alcune malattie genetiche rare (come ad esempio la sindrome di von Hippel-Lindau). Un ulteriore fattore di rischio è la presenza in famiglia di altri casi di tumore come il tumore al pancreas, alla mammella o al colon.

Quali sono i sintomi del tumore al pancreas? In genere, nella fase precoce, il tumore al pancreas non dà segni particolari della sua esistenza, ma nel caso in cui siano presenti, si tratta di disturbi piuttosto vaghi che possono essere confusi o mal interpretati tanto dai pazienti che dai medici. E’ per questa ragione che spesso la diagnosi di tumore al pancreas viene fatta nel momento in cui questa patologia è in una fase già avanzata.

I sintomi iniziano a diventare ben più evidenti quando il tumore ha iniziato ad estendersi e diffondersi agli organi circostanti o quando ha bloccato i dotti biliari. I principali sintomi sono: ittero (colorazione gialla della pelle e degli occhi), nausea, inappetenza, perdita di peso, vomito, sensazione di debolezza, dolore nella parte superiore dell’addome o nella schiena, comparsa improvvisa di diabete (per ulteriori approfondimenti leggi il mio articolo Diabete: cos’è e come prevenirlo?).

Quali sono i controlli da fare per verificare la presenza o meno del tumore al pancreas? Quali sono i trattamenti consigliati per la cura di questa patologia? Quali sono le speranze di sopravvivenza? Per maggiori informazioni sul tumore al pancreas, abbiamo intervistato uno specialista: il dr. Carlo Pastore, responsabile dell’unità di oncologia medica ed ipertermia oncologica della clinica Villa Salaria a Roma.

Cos’è il pancreas e com’è suddiviso?

Il pancreas è un organo ghiandolare retroperitoneale che si trova nella parte superiore dell’addome. La porzione esocrina provvede alla produzione di sostanze implicate nella digestione degli alimenti, mentre la porzione endocrina tutta una serie di ormoni che regolano in particolare il metabolismo glucidico.

Tumore al pancreas: cos’è?

Il tumore pancreatico è una proliferazione anomala di cellule alterate che tendono alla diffusione metastatica. Queste cellule possono alterarsi o nella porzione esocrina od in quella endocrina dell’organo.

Quali sono i diversi sottotipi di cancro del pancreas?

Esistono due principali tipologie: tumori della porzione esocrina (principalmente adenocarcinomi) e tumori della porzione endocrina.

Come si manifesta il tumore al pancreas?

La maggior parte dei pazienti presenta come sintomo di esordio il dolore (principalmente mesogastrico ed irradiato posteriormente); altri sintomi sono nausea, anoressia, calo ponderale, astenia, ittero.

Tumore al pancreas: quali sono le cause?

Le neoplasie pancreatiche presentano una componente genetica con una certa familiarità. Implicate nella genesi sono anche una certa di mutazioni di oncogeni come ad esempio BRCA2. L’eccesso alimentare (in particolare di carne, di grassi e di alcolici) rappresenta fattore di rischio.

Il fumo di sigaretta e l’esposizione ambientale o professionale a cancerogeni rappresenta un ulteriore fattore di rischio. L’infiammazione ha sempre un ruolo coadiuvante nella genesi di un cancro e, in questo caso, una pancreatite cronica è un fattore di rischio.

E’ possibile prevenire il tumore al pancreas?

Il miglioramento delle abitudini alimentari e la rinuncia al fumo di sigaretta ed agli alcolici rappresentano un primo passo di prevenzione. Poiché la genesi della patologia è comunque multifattoriale, occorrerebbe puntare maggiormente sulla diagnosi precoce. Intervenire su una malattia confinata nell’organo di partenza consente difatti un netto miglioramento della prognosi.

Quanto è diffuso il tumore al pancreas nella popolazione?

Il cancro del pancreas rappresenta il 2% di tutte le forme tumorali maligne e la quarta causa di morte per neoplasia.

Quali sono i soggetti maggiormente colpiti? Perché?

La maggiore incidenza si osserva nel sesso maschile (probabilmente per le abitudini voluttuarie come il fumo di sigaretta ed il consumo di alcolici che è maggiore). La maggiore incidenza si osserva tra la sesta e la settima decade di vita.

Dove si sviluppa il tumore al pancreas?

La maggior parte delle neoplasie pancreatiche insorgono nella testa dell’organo (circa il 70%); a seguire nel corpo dell’organo (20%) e da ultimo nella coda (10%).

Come avviene la diagnosi?

La diagnosi è strumentale. Generalmente, con TC con mezzo di contrasto o RMN con mezzo di contrasto. Forme più voluminose anche in ecografia. I markers tumorali frequentemente più elevati sono il Ca 19.9 ed il CEA. Da soli i markers sierologici non consentono diagnosi certa, ma possono fungere da orientamento e da indicatore durante la terapia nelle forme che esprimono il marcatore.

Come si cura il tumore al pancreas?

Per questa tipologia neoplastica, generalmente, l’approccio è multimodale. Obiettivo nelle forme macroscopicamente confinate nell’organo di origine è giungere alla rimozione chirurgica. Non sempre possibile, si può talvolta raggiungere dopo terapia oncologica neoadiuvante (per neoadiuvante si intende una o più terapie prechirurgiche che servono a ridurre la quota di tessuto malato da asportare). Chemioterapia, radioterapia e termoablazione come metodiche principali ed ipertermia come metodica coadiuvante, sono le procedure di maggior impiego.

Quando è possibile un’asportazione chirurgica?

La rimozione chirurgica è possibile purtroppo solo in circa il 20% dei pazienti. La condizione principale è la non diffusione macroscopica a distanza (cioè che la malattia non è metastatica). Altra condizione di rilievo è la non infiltrazione dei grossi vasi e dei tessuti circostanti il pancreas.

Quanto è grave questa patologia? Quali sono le aspettative di vita?

Si tratta, purtroppo, ancora oggi di una patologia assai seria. Soprattutto per la tardività della diagnosi con cui spesso ci si confronta e con la tipologia cellulare piuttosto resistente ai trattamenti, nonché dalla tendenza alla rapida diffusione in altri distretti corporei. Il miglioramento degli approcci terapeutici sta consentendo un miglioramento della prognosi. La prognosi dipende dalla diffusione o meno a distanza della malattia e dalla possibilità della rimozione chirurgica.

Malato di tumore: come può ottenere l’invalidità civile?

Dopo averti fornito tutte le informazioni sul tumore al pancreas e aver approfondito l’argomento nell’intervista al dr. Carlo Pastore, ti spiegherò in che modo un malato di tumore può richiedere l’invalidità civile.

Il malato oncologico che intende chiedere l’invalidità civile, in quanto questa patologia gli provoca una riduzione di almeno un terzo della propria capacità lavorativa o rende impossibile lo svolgimento di alcuni atti della propria vita quotidiana, deve seguire alcuni semplici passaggi.

Innanzitutto, deve rivolgersi al proprio medico di fiducia per la compilazione online del certificato medico introduttivo, affinché venga attestata la patologia invalidante.

Dopodiché, bisognerà trasmettere il certificato medico all’Inps in via telematica, attraverso l’accesso alla propria area personale inserendo il codice pin oppure tramite patronato (che provvederà gratuitamente) o le associazioni di categoria.

Infine; l’Inps stabilirà la data per la visita medica di accertamento presso la propria sede. Per le patologie oncologiche, i tempi di attesa per la chiamata della visita sono piuttosto brevi. La commissione medica che esaminerà il paziente dovrà valutare la gravità del tumore e l’incidenza della patologia sulla sua capacità lavorativa o sul compimento dei semplici atti della vita quotidiana. I parametri a cui dovrà attenersi la commissione per il riconoscimento dell’invalidità sono quelli indicati nella tabella ministeriale.

Affinché la commissione possa valutare attentamente il suo stato di salute, a corredo della richiesta di invalidità civile, il malato di tumore dovrà presentare la documentazione medica di cui è in possesso e da cui si evince la gravità della patologia, le cure e gli interventi chirurgici a cui si è sottoposto, il decorso della malattia.

Che succede se, dopo la visita, al paziente non viene riconosciuta l’invalidità civile? Oppure se l’invalidità viene riconosciuta in un grado minore in rapporto a quello che dovrebbe spettare effettivamente al malato? In entrambi i casi, sarà possibile fare ricorso presso il tribunale territorialmente competente entro il termine di sei mesi dalla notifica dell’esito delle visita. Nel ricorso bisognerà richiedere la nomina di un consulente tecnico d’ufficio (un medico legale) per la rivalutazione delle condizioni di salute del malato oncologico (ricorrente).


note

Autore immagine: 123rf com.


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