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Risarcimento danni passeggero per incidente auto

18 Giugno 2019
Risarcimento danni passeggero per incidente auto

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 Giugno 2019



Terzo trasportato: a chi deve chiedere il risarcimento, all’assicurazione dell’auto su cui viaggiava o a quella dell’altro conducente?

Il tema del risarcimento danni passeggero per incidente auto è spesso al centro di numerose pronunce della giurisprudenza. La Cassazione ha spiegato a più riprese quando spetta il risarcimento al “terzo trasportato” (così tecnicamente viene definito il passeggero), a chi compete pagargli i danni in caso di sinistro stradale e a quale assicurazione, di conseguenza, questi deve rivolgersi per avere i soldi.

Una recente sentenza, sempre a firma della Suprema Corte [1], si è soffermata in particolare proprio su quest’ultimo aspetto, quello della domanda di risarcimento, andando a chiarire ciò che spesso disorienta chi, trasportato su un’auto condotta da un’altra persona, è vittima di un incidente stradale e, a seguito dello scontro, subisce delle lesioni fisiche. 

Ma procediamo con ordine e vediamo come funziona il risarcimento danni passeggero per incidente auto. Lo faremo rispondendo a quelle che sono le domande più frequenti sul tema.

Chi è il terzo trasportato?

Il terzo trasportato non è, né più né meno, che il passeggero di un’auto, colui che non guida, indipendentemente dal fatto che questi si trovi sui sedili anteriori o posteriori.

In caso di incidente stradale, il “terzo trasportato” agisce sempre per un danno alla persona e non per quello all’auto (non essendo suo il veicolo non ha interesse ad agire per danni a cose). 

Se il passeggero si fa male dopo un incidente stradale deve essere risarcito?

L’assicurazione che il proprietario dell’auto contrae copre non solo il conducente e i suoi familiari, ma anche eventuali terzi ospitati a bordo del veicolo. 

Determinate polizze prevedono un limite di estensione solo a determinate persone, ma ciò non toglie che l’assicurazione debba ugualmente versare il risarcimento al terzo danneggiato. La sussistenza della limitazione della polizza potrebbe comportare solo una successiva rivalsa sull’assicurato.

Se l’auto non è assicurata che succede al passeggero?

Nell’ipotesi in cui il veicolo non sia stato assicurato, ossia il proprietario non abbia sottoscritto una regolare polizza rc-auto, il terzo trasportato ha diritto ad essere risarcito dal Fondo di Garanzia Vittime per la Strada.

Che succede se il passeggero non aveva la cintura di sicurezza?

Sussiste l’obbligo di indossare le cinture di sicurezza sia per chi sta sul sedile anteriore, al lato della guida, sia per chi siede sui sedili posteriori. Il fatto di non indossare le cinture di sicurezza non esclude il diritto al risarcimento del danno per il passeggero, risarcimento che potrà tuttavia essere ridotto in proporzione ai danni che potevano essere evitati rispettando invece l’obbligo. 

Se il conducente ha torto nell’incidente, il passeggero va risarcito?

Il passeggero ha diritto ad essere risarcito, in caso di incidente stradale, sia nell’ipotesi in cui il conducente dell’auto su cui era trasportato sia dalla parte della ragione che dalla parte del torto. In buona sostanza, il terzo trasportato può chiedere i danni sempre, a prescindere dalla dinamica del sinistro e dalle rispettive responsabilità.

A quale assicurazione il passeggero deve chiedere il risarcimento del danno?

Dopo il sinistro stradale, il trasportato danneggiato può pretendere il risarcimento integrale dal conducente del veicolo su cui viaggiava o dal guidatore del mezzo antagonista, al di là della diversa gravità delle loro colpe nel sinistro. Le due assicurazioni infatti hanno una «responsabilità solidale». È il chiarimento fornito ieri dalla Cassazione [1].

In buona sostanza – dice la Corte – in un sinistro stradale, il terzo trasportato può chiedere l’integrale risarcimento del danno patito «a ciascuno dei responsabili». L’importante è che il danneggiato indichi, sin dall’inizio, che agisce in quanto trasportato; solo in questo caso ha diritto al risarcimento integrale e può chiederlo a sua scelta a ognuno dei responsabili. E ciò sia quando agisce nei confronti del vettore, sia laddove fa valere il suo diritto verso il conducente del veicolo antagonista, sia quando chiede i danni a entrambi.

Se, invece, inizialmente ha agito contro uno dei responsabili, per ottenerne la dichiarazione di responsabilità esclusiva, non può poi mutare la domanda a pena di inammissibilità. In altri termini, il danneggiato deve indicare che, «proprio in quanto trasportato, egli ha diritto all’integrale risarcimento e può chiederlo, a sua scelta, a ciascuno dei responsabili».

Per la Suprema Corte infatti «il diritto del trasportato all’integrale risarcimento del danno costituisce una pacifica acquisizione della giurisprudenza a condizione che questi non sia anche proprietario del mezzo» (nel qual caso egli potrebbe chiedere il risarcimento solo alla propria compagnia [2]). In particolare, prosegue la Corte, «è stato precisato che il trasportato su un veicolo a motore, che abbia patito danni in conseguenza di un sinistro ascrivibile a responsabilità tanto del vettore, quanto del titolare di un terzo veicolo, può pretendere il risarcimento integrale da uno qualsiasi tra i due responsabili (e dai loro assicuratori della rca), in virtù del principio generale della solidarietà tra i coautori di un fatto illecito, senza che rilevi, ai fini della riduzione del risarcimento, la diversa gravità delle rispettive colpe dei corresponsabili o la diseguale efficienza causale di esse, trattandosi di circostanze destinate a rilevare soltanto ai fini della ripartizione interna dell’obbligazione risarcitoria».

Entro quanto tempo deve ottenere il risarcimento il passeggero?

Una volta individuata l’assicurazione contro cui agire, il passeggero deve presentare una domanda di risarcimento all’Ispettorato sinistri.

Dal momento della denuncia di sinistro, l’assicurazione ha 90 giorni per presentare un’offerta di risarcimento al terzo trasportato.

Il danneggiato può decidere se accettarla o meno, in quest’ultimo caso promuovendo dopo una causa per accertare il proprio danno.

note

[1] Cass. sent. n. 16143/19 del 17.06.2019.

[2] Cass. sent. nn. 28062/2008 e 7704/2015


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