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Come vedere foto autovelox online

26 Luglio 2019 | Autore:
Come vedere foto autovelox online

In cosa consiste la procedura telematica per vedere una foto autovelox e quali sono le altre modalità di visualizzazione. I differenti tipi di ricorso contro le multe.

Hai ricevuto una multa perché sei passato con il rosso. Come fare per vedere la foto scattata dall’autovelox? Perché insieme al verbale non ti è stata notificata anche la fotografia dell’infrazione? Se dalla visione dei fotogrammi risulta un errore della targa, come puoi opporti alla multa? Il ricorso alla tecnologia consente di accertare le violazioni al Codice della strada in maniera automatica ed immediata ma soprattutto a distanza. Sono, infatti, frequenti i casi di multe elevate con sistemi di autovelox che rilevano il superamento dei limiti di velocità ovvero il passaggio in zone a traffico limitato piuttosto che con il semaforo rosso.

Al momento dell’accertamento dell’infrazione, lo strumento scatta una fotografia dalla quale è possibile poi, risalire al veicolo del trasgressore, attraverso la targa, e al suo proprietario.

Se hai ricevuto una multa per avere violato il limite di velocità in autostrada o perché hai inavvertitamente superato un varco Ztl ma nutri dei dubbi in merito, può esserti d’aiuto conoscere come vedere le foto dell’autovelox online. Solo visionando tale fotogramma potresti accertare la reale consistenza dei fatti contestati nel verbale che ti è stato notificato. Ciò ti consentirebbe eventualmente di fare ricorso contro la multa al fine di ottenerne l’annullamento qualora ritenessi sussistenti gli estremi per l’impugnazione. Tuttavia, la foto scattata dall’autovelox può essere vista oltre che telematicamente anche in altri modi che andremo a esaminare insieme, così da scegliere quello che riterrai più opportuno.

Perché non viene inviata la foto insieme al verbale?

I motivi per i quali viene notificato solo il verbale dell’infrazione e non anche la foto scattata dall’autovelox, sono facili da comprendere: il diritto alla tutela della privacy comporta che al multato debba essere recapitata solo la multa senza fotogramma. Quest’ultimo rimane in possesso dell’autorità che ha accertato la violazione (vedi la polizia urbana, la polizia stradale, i carabinieri, ecc.) e potrà essere visionata solo dal diretto interessato o da un suo delegato attraverso una delle procedure all’uopo previste.

Perché richiedere di visionare la foto

La visualizzazione della foto scattata dall’autovelox è importante al fine di verificare innanzitutto se si tratta proprio dell’auto di proprietà del soggetto al quale è stata elevata la contravvenzione. La foto deve innanzitutto riprodurre in maniera facilmente distinguibile la targa del mezzo. Se si considera che i casi di errore o di targhe contraffatte sono numerosi, potrebbe infatti, esserci stata un’inesattezza nella rilevazione e quindi, ci sono gli estremi per proporre opposizione.

Inoltre, nella foto non devono essere presenti altre auto in quanto potrebbe sorgere il dubbio di quale dei veicoli fotografati ha fatto scattare l’autovelox. E questo è un altro motivo legittimo di contestazione. Nell’ipotesi di una multa per passaggio con il semaforo rosso, la foto potrebbe mostrare una fila di mezzi davanti all’auto dell’interessato. Potrebbe, quindi, dimostrare che questi non ha violato il Codice della strada poiché era incolonnato nel traffico. Anche questo è un valido motivo per proporre ricorso.

Visualizzazione online delle foto dell’autovelox

Una volta ricevuta una contravvenzione la prima cosa da fare è leggere con attenzione il verbale.

Infatti, potrebbe riportare l’indicazione relativa alla possibilità di visionare online il fotogramma dell’infrazione direttamente sul sito dell’organo accertatore. In merito occorre precisare che attualmente non tutti gli enti accertatori dispongono di tale servizio.

Pertanto, se l’indicazione è riportata nel verbale, accedendo al sito in questione, basterà seguire le istruzioni riportate. Prendiamo ad esempio il caso della polizia municipale di Prato, sul cui portale è spiegata la procedura di consultazione delle immagini nel dettaglio.

Più precisamente, detta procedura consiste nell’inserire nella maschera di ricerca i seguenti dati:

  1. il numero del verbale, cioè la serie di numeri che segue la scritta “verbale n.”;
  2. la serie del verbale, che può essere “R”, nel caso di passaggio con semaforo rosso, “V”, nell’ipotesi di superamento del limite di velocità, “T” per il passaggio non autorizzato da varco elettronico (la così detta Ztl);
  3. il numero di protocollo, dato dalla serie di numeri con i quali è stato registrato il verbale;
  4. la targa, ovvero la stringa alfanumerica che segue alla descrizione dell’autovettura.

Normalmente i dati da inserire sono riportati nel testo del verbale e nel riquadro di riepilogo posto sul retro del documento, predisposto per facilitare la ricerca online delle foto.

Cosa compare nella ricerca

Una volta compilati tutti i campi della maschera di ricerca compariranno:

  • gli estremi del verbale (serie e numero del verbale, protocollo);
  • la targa del veicolo;
  • l’indirizzo, la data e l’orario in cui è stata rilevata l’infrazione;
  • i video dell’infrazione e varie versioni delle fotografie scattate dall’autovelox o dalle telecamere dei semafori: inquadratura completa della vettura, primo piano della targa e panoramica della strada.

A questo punto basterà salvare la foto e stamparla.

Altri modi di richiesta di visualizzazione delle foto autovelox

Il cittadino può richiedere di visualizzare o ottenere copia del video o dei fotogrammi che hanno portato al rilevamento di una violazione al codice della strada anche attraverso una delle seguenti modalità:

  • recandosi personalmente presso gli uffici dell’autorità che ha accertato l’infrazione. In tal caso il proprietario del veicolo multato potrà recarsi negli orari di apertura al pubblico senza la necessità di compilare alcuna richiesta. La visione è consentita anche da parte di una persona delegata dal proprietario del mezzo, il quale deve presentarsi all’ufficio competente munito di apposita delega e di copia di un documento di identità del delegante;
  • tramite e-mail direttamente all’ufficio ricezione atti dell’ente accertatore, compilando un modulo di richiesta presente sul sito dell’ente. A tale richiesta va allegata una fotocopia del documento d’identità in corso di validità del richiedente;
  • via pec (posta elettronica certificata) all’indirizzo che risulta sul sito dell’ente accertatore. A tal fine il mittente deve essere munito di pec anche lui;
  • per posta ordinaria o a mezzo fax indirizzato all’organo che ha elevato la contravvenzione. Anche in questi casi va sempre allegata una fotocopia del documento d’identità del richiedente.

La copia della fotografia è di norma subordinata al versamento di un contributo che varia da ente a ente.

La documentazione verrà inviata via e-mail all’indirizzo che l’interessato fornirà al momento di formulare la richiesta.

Come compilare la richiesta per la foto della multa

Solitamente, l’ente accertatore fornisce dei moduli prestampati da compilare per richiedere la copia della foto della contravvenzione. Qualora non fosse così, la richiesta da inviare per posta elettronica ordinaria o a mezzo pec dovrà contenere:

  • i dati anagrafici del richiedente ovvero il suo nome e cognome, il codice fiscale, la data e il luogo di nascita nonché l’indirizzo di residenza;
  • la descrizione dell’auto e quindi, la marca, il modello e la targa oltre alla specificazione della qualità di proprietario del mezzo da parte del richiedente;
  • il numero del verbale e la data dell’accertamento (il giorno, mese ed anno in cui è stata elevata la contravvenzione). Detti dati servono ad identificare in maniera univoca la multa che è stata notificata.

Come fare ricorso contro una multa

Se dalla visione della foto dovessero risultare gli estremi per impugnare la multa ricevuta, non rimane altro che scegliere il tipo di ricorso da presentare tra quelli previsti dal nostro legislatore.

In maniera estremamente sintetica le opzioni sono rappresentate da:

  • il ricorso in autotutela, che è quello più semplice perché può essere fatto dall’interessato senza seguire particolari formalità e senza rivolgersi ad un avvocato. In tal caso basterà inviare una lettera all’ente che ha elevato la contravvenzione, il quale però, non è obbligato a rispondere. Quindi, è consigliato richiedere l’annullamento in autotutela per vizi di certa entità, come ad esempio quando dalla foto risulti una rilevazione errata della targa del veicolo oppure che la macchina fotografata non è quella di proprietà del soggetto che ha ricevuto la contravvenzione, ecc.;
  • il ricorso al Prefetto, che va presentato entro 60 giorni dall’avvenuta contestazione, i quali decorrono da quando l’interessato ha ricevuto la notifica del verbale. Anche in questo caso non sono necessarie particolari formalità e il ricorso potrà essere fatto senza rivolgersi ad un avvocato ma inviando semplicemente una raccomandata a/r al Prefetto competente per il luogo in cui è stata accertata l’infrazione oppure all’organo accertatore. Con il ricorso l’interessato potrà presentare i documenti da lui ritenuti più idonei e potrà richiedere di essere ascoltato. Nel termine di 120 giorni dalla data in cui ha ricevuto il ricorso il Prefetto adotterà la propria decisione di accoglimento o di rigetto dello stesso. In questo ultimo caso il Prefetto emanerà un’ordinanza con la quale obbligherà il ricorrente al pagamento di una somma generalmente pari al doppio della multa originaria, oltre al rimborso delle spese, nel termine di 30 giorni dalla notifica dell’atto.

Decorsi detti termini senza che sia stata adottata l’ordinanza del Prefetto, il ricorso si intende accolto.

Il ricorso al giudice di pace va proposto nel termine di 30 giorni dalla notifica della multa e solo se non è stato proposto il ricorso dinanzi al Prefetto e la contravvenzione non è stata già pagata. Il ricorso può essere presentato personalmente presso la cancelleria del giudice di pace o inviato a mezzo posta raccomandata. Anche per questo tipo di opposizione non è necessaria l’assistenza di un avvocato.

Per poter presentare ricorso al giudice di pace bisogna pagare il cosiddetto contributo unificato, il cui importo varia a seconda della multa che si contesta. Se ad esempio quest’ultima è inferiore a € 1.100, il contributo unificato costa € 43 euro; per importi superiori, invece, il contributo costa € 98. A ciò bisogna aggiungere una marca da bollo da 27 euro.

Il giudice di pace potrà:

  • rigettare il ricorso e condannare il ricorrente al pagamento di una sanzione il cui importo è compreso tra il minimo e il massimo stabilito dalla legge per l’infrazione commessa;
  • accogliere il ricorso e annullare in tutto o in parte la multa;
  • convalidare la multa se il ricorrente non si presenta in udienza senza valido motivo.

Se il ricorrente è condannato al pagamento, dovrà farlo entro 30 giorni dalla notificazione della sentenza. La sentenza del giudice di pace è comunque appellabile davanti al tribunale.



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