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Estratto contributivo Inps: dove richiederlo

28 Luglio 2019
Estratto contributivo Inps: dove richiederlo

Ogni lavoratore ha un proprio fascicolo previdenziale presso l’Inps nel quale sono inseriti tutti i contributi previdenziali versati nella storia professionale del lavoratore.

La recente approvazione della cosiddetta “Quota cento”, ossia, di una nuova riforma delle pensioni che consente, a certi requisiti, un anticipo pensionistico, fa capire ancora una volta che ogni dipendente, dopo un certo numero di anni di lavoro, dovrebbe essere pronto a salire sul treno del pensionamento che le leggi di volta in volta in vigore glielo consentono. Per essere pronti a cogliere le opportunità offerte dalla normativa in materia di pensioni è necessario conoscere la propria situazione contributiva. Inoltre, questo permette al dipendente di verificare il corretto pagamento dei contributi previdenziali da parte del datore di lavoro.

Per fare queste verifiche è necessario consultare un documento che si chiama estratto contributivo Inps. In questo articolo, capiremo che cos’è e dove richiederlo.

In linea generale, possiamo dire che l’estratto contributivo Inps è il documento personale nel quale il dipendente ha un prospetto completo di tutti i contributi previdenziali che sono stati versati per lui nella sua storia professionale. Si tratta, dunque, di un documento fondamentale per capire se ci sono periodi contributivi scoperti e qual è la propria situazione al fine di andare in pensione.

Cosa sono i contributi previdenziali?

Si afferma spesso che in Italia il costo del lavoro è molto alto. In effetti bisogna considerare che sulla retribuzione lorda erogata al dipendente, e sulla quale il lavoratore paga le tasse allo Stato, il datore di lavoro deve sostenere ulteriori costi che possono giungere sino al 40%. Questi costi sono rappresentati, in particolare, dai contributi previdenziali. I contributi previdenziali sono degli importi in denaro che il datore di lavoro deve versare all’Istituto nazionale di previdenza sociale (Inps) per ogni dipendente assunto e che vanno calcolati prendendo a riferimento lo stipendio mensile erogato al dipendente.

A cosa servono i contributi previdenziali?

La funzione principale dei contributi previdenziali è quella di finanziare il sistema di previdenza sociale e, dunque, l’Inps e consentire all’istituto di avere le risorse necessarie ad erogare le varie prestazioni che la legge prevede.

In base alla Costituzione [1], infatti, lo Stato deve erogare al lavoratore delle provvidenze in tutti quei casi nei quali il lavoratore non è in condizione di provvedere da sè a procurarsi le risorse necessarie a vivere. Nel corso della vita lavorativa, infatti, il lavoratore può perdere la capacità di lavoro e ritrovarsi dunque senza un reddito per vivere.

In particolare, le vicende che danno diritto ad essere assistiti dall’Inps sono:

  • inabilità al lavoro;
  • malattia;
  • maternità;
  • disoccupazione involontaria;
  • vecchiaia.

In tutti questi casi, dunque, il lavoratore ha diritto ad una relativa indennità. In particolare, esiste una indennità di inabilità al lavoro (la cosiddetta pensione di invalidità), una indennità di malattia, una indennità di maternità, l’indennità di disoccupazione per i disoccupati (che oggi si chiama Naspi) e la pensione di anzianità e di vecchiaia.

All’interno dell’Inps ci sono vari fondi preposti a finanziarie le varie misure. Ogni fondo è alimentato con una specifica voce dei contributi previdenziali. L’ammontare complessivo dei contributi previdenziali è dunque il frutto della somma dei contributi che il datore di lavoro deve erogare ai singoli Fondi costituiti in seno all’Inps e collegati, ciascuno, ad una specifica indennità tra quelle che abbiamo visto.

A quanto ammontano i contributi previdenziali?

I contributi previdenziali che devono essere erogati all’Inps con riferimento a ciascun dipendente non sono fissi ma variano al variare di tutta una serie di circostanze.

Innanzitutto, il valore sul quale si calcolano i contributi previdenziali è la retribuzione erogata al dipendente e dunque chi guadagna di più versa anche più contributi e viceversa.

Occorre premettere che, in ogni caso, la retribuzione da prendere a riferimento per il calcolo dei contributi previdenziali dovuti all’Inps non può essere inferiore all’importo delle retribuzioni stabilito da leggi, regolamenti, contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative su base nazionale ovvero da accordi collettivi o contratti individuali qualora ne derivi una retribuzione di importo superiore a quello previsto dal contratto collettivo [2].

Ciò significa che anche se l’azienda Alfa erogasse a Tizio uno stipendio di mille euro mensili, se il minimo salariale previsto dal Ccnl fosse di 1.200 euro mensili i contributi previdenziali andrebbero calcolati sulla retribuzione minima prevista nel Ccnl, ossia su 1.200 euro mensili, e non su quella, inferiore, erogata dal datore di lavoro. Chiarito su quale base si calcolano i contributi previdenziali, passiamo ora a vedere come si calcola l’effettivo ammontare dei contributi.

Occorre individuare la cosiddetta aliquota contributiva, ossia, la percentuale che deve essere applicata alla base imponibile (e cioè allo stipendio del dipendente) per ottenere l’ammontare dovuto.

Questa percentuale non è fissa, ma dipendente da settore di riferimento (es. industria, agricoltura, commercio, etc.) e dalla categoria legale del dipendente (es. dirigente, quadro, impiegato, operaio).

Si può affermare che l’aliquota più diffusa si attesta intorno al 30% a carico del datore di lavoro ed al 9,19% a carico del lavoratore.

Tornando all’operaio il cui Ccnl prevede una retribuzione mensile di 1.200 euro, i contributi previdenziali si calcolano dunque applicando:

  • l’aliquota contributiva prevista per la quota a carico del datore di lavoro (ad es. 30% per un totale di 360 euro mensili);
  • l’aliquota contributiva prevista per la quota a carico del lavoratore (ad es. 9,19% per un totale di 110,28 euro mensili).

Sarà, in ogni caso, il datore di lavoro a versare l’intero ammontare all’Inps posto che la quota di contributi previdenziali a carico del lavoratore viene comunque versata dal datore di lavoro, che la trattiene dalla busta paga del dipendente.

Estratto contributivo Inps: che cos’è?

L’estratto contributivo è un documento nel quale sono elencati tutti i contributi previdenziali versati all’Inps con riferimento ad uno specifico lavoratore.

Più nel dettaglio, in questo documento sono riepilogati tutti i versamenti effettuati per il lavoro prestato, i contributi figurativi e i contributi da riscatto. I vari contributi sono suddivisi sulla base della gestione previdenziale alla quale il lavoratore è iscritto.

Quando parliamo di:

  • contributi previdenziali da lavoro: intendiamo i contributi versati dal datore di lavoro nell’esecuzione di un rapporto di lavoro e legati agli stipendi effettivamente pagati al dipendente per il lavoro svolto;
  • contributi figurativi: in alcuni casi il dipendente pur non lavorando matura comunque i contributi previdenziali proprio come in un periodo di effettivo lavoro (ad es. quando il dipendente è in malattia;
  • contributi da riscatto: il lavoratore può riscattare, ad esempio, gli anni di laurea ai fini previdenziali. Significa che, in base al calcolo elaborato dall’Inps, verserà una somma di denaro e gli saranno riconosciuti gli anni della laurea come fossero anni di effettivo lavoro al fine del raggiungimento dei requisiti pensionistici.

Avere il quadro completo di tutti i contributi previdenziali versati nella storia lavorativa è fondamentale, ad esempio all’indomani di una nuova legge che modifica i requisiti per andare in pensione, per sapere esattamente qual è la propria situazione previdenziale e capire, dunque, se si possiedono i requisiti per il pensionamento. Inoltre, grazie all’estratto contributivo, il lavoratore può verificare che il datore di lavoro attuale, o i precedenti datori di lavoro, abbiano correttamente versato i contributi e li abbiano calcolati in maniera esatta.

In caso di eventuali periodo di lavoro non versati, il dipendente potrà chiedere all’Inps chiarimenti, inoltrando una segnalazione contributiva.

Estratto contributivo Inps: come richiederlo?

Leggere il proprio estratto contributivo è molto semplice.

Ogni dipendente ha a disposizione, presso il sito Inps, una proprio fascicolo previdenziale individuale, al quale si può accedere loggandosi, inserendo il proprio username e la password.

Entrando nel sito Inps, il lavoratore può visualizzare il proprio estratto contributivo direttamente online, accedendo all’apposito servizio.

Se il dipendente ha avuto una vita professionale differenziata, con versamenti a varie gestioni previdenziali diverse, nell’apposita sezione potrà visualizzare le diverse sezioni evidenziate con colori diversi.

L’estratto previdenziale contiene:

  • i dati anagrafici del lavoratore;
  • i versamenti previdenziali suddivisi in: (i) periodo di riferimento; (ii) tipologia di contributi (da lavoro dipendente, artigiano, commerciante, servizio militare ecc.); (iii) contributi utili espressi in giorni, settimane o mesi, sia per il calcolo della pensione che per il raggiungimento del diritto;(iv) retribuzione o reddito; (v) riferimenti del datore di lavoro;(vi) eventuali note riportate alla fine dell’estratto dall’Inps.

Oltre alle informazioni che abbiamo illustrato, il servizio on-line, permette anche al dipendente di esaminare e, se lo si desidera, stampare la propria posizione retributiva a partire dal 2005 ad oggi.

Per accedere a questa ulteriore funzionalità, il lavoratore, dopo aver inserito il pin, deve accedere alla pagina nella quale si trova l’elenco delle denunce retributive che sono inserite a gruppi per anno di riferimento e deve cliccare sulla matricola. In tal modo, il dipendente accede alla pagina che contiene il dettaglio della situazione retributiva annuale, ossia di quanto il datore di lavoro ha dichiarato, tempo per tempo, all’Inps di aver versato al dipendente a titolo di stipendio (somma sulla quale sono stati poi calcolati i contributi previdenziali).

La consultazione online non è l’unica modalità per accedere al proprio estratto contributivo. In alternativa, il lavoratore può richiede l’estratto contributivo a:

  • contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile;
  • enti di patronato e intermediari dell’Inps, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

note

[1] Art. 38 Cost.

[2] Art. 1 co. 1 D.L. n. 338/1989 convertito con modificazioni dalla L.  n. 389 del 7.12.1989.


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