Diritto e Fisco | Articoli

Come funzionano tutor, autovelox e telelaser

27 Luglio 2019 | Autore:
Come funzionano tutor, autovelox e telelaser

I vari tipi di autovelox, i requisiti, le sanzioni e la tolleranza. La taratura dei dispositivi di rilevamento della velocità. 

Vuoi sapere come gli autovelox rilevano la velocità? E’ possibile conoscere in anticipo dove sono posizionati? Quali sono le sanzioni previste per coloro che superano i limiti di velocità? Le strade che si percorrono ogni giorno sono spesso controllate tramite particolari dispositivi, gli autovelox, tra i quali è possibile ricomprendere anche i sistemi tutor e i telelaser, che permettono di rilevare la velocità dei veicoli. Tali apparecchi consentono di registrare le infrazioni e di multare gli automobilisti che le hanno commesse.

In merito per l’anno in corso, c’è da rilevare una rivoluzione in quanto è stato previsto un aumento del numero degli autovelox in dotazione alle forze dell’ordine oltre ad un loro aggiornamento. Infatti, il ministero dell’Interno e quello delle infrastrutture e dei trasporti hanno stanziato circa € 830.000 per acquistare nuovi autovelox anche se i tempi per la loro effettiva messa in funzione sono assai lunghi. Bisogna prima bandire le gare e successivamente selezionare i vincitori tra le varie proposte presentate dai fornitori.

Tuttavia, in attesa che l’intera procedura si perfezioni e i nuovi dispositivi, aggiornati nella forma e con software ancora più precisi di quelli attuali, inizino a essere utilizzati, è importate conoscere come funzionano tutor, autovelox e telelaser. Senza mai dimenticare che quando ci si mette alla guida è indispensabile rispettare le norme del codice della strada e i limiti di velocità al fine di non ricevere multe che a volte, possono essere anche molto salate.

Come funziona l’autovelox fisso

Posto che gli autovelox sono essenzialmente di due tipi, fissi e mobili, iniziamo a vedere come operano i primi.

L’autovelox fisso è un sistema di rilevamento della velocità, posizionato in maniera stabile su determinate sedi stradali. E’ dotato di due fotocellule laser che vengono attraversate dalle auto di passaggio. Quando la testa della macchina attraversa la prima sorgente viene attivato un timer che si blocca quando l’auto passa attraverso la seconda fotocellula. Quindi, con un semplice calcolo matematico si risale alla velocità della vettura. Basta, infatti, applicare la formula che mette in relazione velocità, tempo e distanza e si ha che la velocità (v) è data dal rapporto tra la distanza (d) ed il tempo (t): v=d/t.

Partendo, quindi, dalla distanza tra le due fotocellule (che varia a seconda dei differenti modelli) e dal tempo, che passa tra le due interruzioni, occorre dividere il primo per il secondo in modo da ottenere la velocità.

Se l’autovelox registra una velocità superiore a quella consentita, allora scatta una foto alla targa dell’auto, la quale viene poi, inviata ai sistemi centrali della polizia di stato. In tal modo è possibile procedere alla contestazione immediata dell’infrazione all’automobilista.

Per il funzionamento dell’autovelox fisso non è necessaria la presenza di una pattuglia. Tale dispositivo è visivamente riconoscibile in quanto si trova situato all’interno di un box installato al lato della carreggiata. Inoltre, la sua presenza deve essere segnalata con specifici cartelli.

Come funziona l’autovelox mobile

L’autovelox mobile, invece, non prevede un dispositivo di rilevamento della velocità stabile e per il suo funzionamento è necessaria la presenza delle forze dell’ordine.

Per quanto riguarda il suo funzionamento bisogna distinguere tra due tipologie: il videovelox e il telelaser.

  • Il videovelox si trova montato su apposite autocivette delle forze dell’ordine e ha la stessa funzione dell’autovelox fisso. Rileva la velocità istantanea e registra la targa su supporto video. Essendo posizionato sulle vetture di pattuglia, funziona anche in movimento e calcola la velocità in base al tachimetro di bordo dell’auto delle forze dell’ordine su cui è collocato.
  • Il telelaser, in gergo chiamato anche “pistola laser”, è un dispositivo usato dalle pattuglie nei posti di blocco. Può funzionare attraverso due principi:
    • l’effetto doppler;
    • e il calcolo istantaneo della distanza del veicolo.

Il telelaser funziona solo se l’auto si trova a una certa distanza (di solito 1 km) e non supera una velocità limite (oltre 320 km/h).

Effetto doppler

Nell’effetto doppler l’apparecchio viene puntato dagli agenti della polizia stradale su un veicolo. Emette così, un fascio laser ad alta frequenza che lo colpisce e  successivamente viene riflesso verso il telelaser. La frequenza del laser subisce una variazione in funzione della velocità del veicolo, la quale viene in tal modo subito calcolata.

Calcolo istantaneo della distanza del veicolo

Nel secondo caso si applica una legge della fisica per calcolare la distanza del veicolo dall’apparecchio. Più precisamente si parte dalla formula distanza = velocità x tempo, dove la velocità è quella della luce. In base al tempo necessario alla luce per raggiungere il veicolo inquadrato e tornare indietro, è facile calcolare la distanza a cui è posto. Con misurazioni successive si possono quindi calcolare la distanza del veicolo e di conseguenza, conoscendo l’intervallo di misurazione, anche la velocità.

Trucam Autovelox

Il Trucam Autovelox è un sofisticato telelaser, in grado di realizzare video in alta risoluzione oltre a fotografie. Tale dispositivo consente anche di scoprire chi stando alla guida, parla al cellulare e chi non indossa le cinture di sicurezza. Attualmente viene impiegato però, solo come rilevatore di velocità e non anche per altri tipi di infrazioni.

Essendo in grado di rilevare in maniera immediata la velocità fino ad un massimo di 320 Km/h, riconosce se il veicolo che si sta avvicinando si tratta di un’automobile oppure di un mezzo pesante.

Tale apparecchio funziona in caso di scarsa visibilità, con pioggia sostenuta o nebbia, e anche di notte nonché quando viene puntato su veicoli in avvicinamento o in allontanamento. Ciò consente di sanzionare quegli automobilisti che rallentano quando si avvedono della sua presenza per poi, accelerare subito dopo. Inoltre, è dotato di flash e di infrarossi.

Funzionamento dell’autovelox anche di notte

In generale, l’autovelox funziona di notte esattamente come durante il giorno. Pure in questo caso, lo strumento scatta una foto alla targa dell’autovettura se supera i limiti di velocità. L’unica differenza consiste nella presenza o meno di una strumentazione a infrarossi: se c’è, il flash non entra in funzione ma la foto viene scattata anche se l’automobilista non se ne avvede immediatamente; viceversa, se non c’è, il flash scatta e il conducente si accorge subito di avere superato i limiti di velocità.

Tutor

Esiste un altro tipo di autovelox oltre a quelli fissi e a quelli mobili: il sistema tutor, o semplicemente tutor, il quale calcola la velocità media su un tratto di strada compreso tra due portali, lungo in genere tra i 10 e i 25 km. Oggi lo si trova principalmente sulle autostrade ma alcune installazioni iniziano a essere presenti anche su superstrade e tangenziali.

Funziona così: il passaggio dell’auto sotto il primo portale attiva un fascio di sensori (spire magnetiche poste nell’asfalto), che individua la categoria del mezzo (motociclo, automobile, autocarro, ecc.). Contemporaneamente si attivano le telecamere poste in alto sul portale, vicino ai pannelli luminosi dove di solito sono contenute le informazioni sul traffico e sui tempi di percorrenza. La targa della macchina viene fotografata e memorizzata insieme alla data e all’orario di passaggio.

Un altro rilevamento avviene nel secondo portale: le telecamere leggono la targa della macchina, la data e l’ora del passaggio ed inviano i dati al sistema. Per ogni targa e quindi, per ogni veicolo, si confrontano l’ora di ingresso e quella di uscita: la lunghezza del tratto diviso il tempo impiegato determina la velocità media.

Se quest’ultima è superiore ai limiti di velocità, i dati rilevati vengono inviati alla polizia per la contestazione. Se invece, è inferiore, i dati vengono cancellati.

Oltre al tutor vi è poi, il vergilius, che è una sorta di fratello maggiore, il quale rileva la velocità istantanea dell’auto, in aggiunta a quella  media, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche.

Requisiti dell’autovelox

Perché l’autovelox possa funzionare correttamente è necessario che risponda a determinati requisiti:

  • deve essere omologato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;
  • deve essere segnalato in maniera adeguata mediante cartelli stradali o segnali luminosi. Se non c’è la pattuglia, i cartelli devono raffigurare l’organo di polizia o del servizio. Se ci sono gli agenti, questi devono indossare la divisa e devono essere affiancati dalla macchina di servizio;
  • deve indicare il limite di velocità affinché la contestazione sia valida.

Inoltre, tra il segnale/dispositivo di avviso e il luogo in cui è collocato l’autovelox deve intercorrere una distanza compresa tra 1 e 4 km.

Dove sono posizionati gli autovelox

E’ possibile conoscere in anticipo il posizionamento degli autovelox consultando il sito della polizia di stato, dove ogni settimana vengono settimanalmente aggiornate le strade sulle quali si trovano i dispositivi di rilevamento della velocità.

Inoltre, la polizia stradale ogni settimana pubblica il piano dei controlli per tutte le regioni, con l’indicazione dei servizi di rilevamento dal lunedì alla domenica con i luoghi specifici giorno per giorno.

Quali sono le multe applicate con gli autovelox

Se l’autovelox accerta il superamento del limite di velocità, scatta una fotografia; pertanto, successivamente verrà notificata la sanzione presso la residenza del proprietario del veicolo.

La legge prevede che chiunque supera i limiti massimi di velocità [1]:

  • fino a 10 km/h, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 42 a € 173;
  • oltre i 10 km/h e non oltre i 40 km/h, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da €  173 a euro 695;
  • oltre i 40 km/h e non oltre i 60 km/h, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 544 a euro 2.174. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi;
  • oltre i 60 km/h, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 847 a € 3.389. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da sei a dodici mesi.

Tolleranza

Il sistema di determinazione delle multe prevede una tolleranza pari a 5 km/h fino a 100 km/h, che sale al 5% sopra i 100 km/h. Perciò, se ad esempio il limite di velocità è di 50 km/h e l’automobilista viaggia a 55 km/h, non viene applicata alcuna multa; se, invece, viaggia in autostrada il limite si sposta a 130 + il 5%, quindi 136,5.

Taratura degli autovelox

Le multe degli autovelox fanno spesso discutere e portano a numerosi ricorsi di fronte al Giudice di Pace soprattutto quando la velocità rilevata è di poco superiore al limite. Orbene è risaputo che tutti i dispositivi di controllo elettronico della velocità devono essere sottoposti oltre alla verifica di funzionalità al momento del collaudo, anche a una taratura annuale. Sul punto, si è espressa negli anni passati la Corte Costituzionale, la quale ha rilevato come l’assenza di verifiche periodiche di funzionamento e di taratura può pregiudicare l’affidabilità a prescindere dalle modalità di impiego degli strumenti destinati alla rilevazione della velocità [2].

Dal canto suo, la Corte di Cassazione [3] muovendosi nella scia tracciata dalla Corte Costituzionale, si è espressa più volte affermando che non è sufficiente che l’agente dichiari di aver accertato il funzionamento dell’autovelox prima di metterlo in azione e di aver controllato che lo stesso non sia guasto. E’ necessario anche che il verbale indichi i dati della prima omologazione e dell’ultima taratura.

Pertanto, non è il cittadino a dovere controllare che il dispositivo sia stato sottoposto alle verifiche periodiche di funzionalità e di taratura, ma è l’amministrazione a dovergliene rendere conto. Deve cioè indicargliene gli estremi nel verbale, fornendo il numero di protocollo e le date di tali operazioni. In buona sostanza, la taratura periodica deve comparire chiaramente nel verbale, altrimenti la multa non è valida.

Come fregare il tutor per evitare la multa? GUARDA IL VIDEO


note

[1] Art. 142 cod. strad.

[2] Cort. Cost. sent. n. 113/2015 sull’art. 45 co. 6 cod. strad.

[3] Cass. civ. ord. n. 32369/2018, n. 5227/2018 e n. 22889/2018.


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA