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Primi giorni di lavoro: come comportarsi

18 Giugno 2019
Primi giorni di lavoro: come comportarsi

Consigli su come comportarsi appena assunti da un’azienda per fare bella impressione sul capo e sui superiori.

Grazie ai suggerimenti che hai letto sulla nostra guida dedicata al colloquio di lavoro, sei stato assunto. Ora però che hai firmato il contratto, non sei meno preoccupato di prima. In questo frangente, la tua attenzione si è spostata su una diversa questione: come comportarsi nei primi giorni di lavoro. È tua intenzione dare ai tuoi capi una buona idea di te e delle tue capacità. Non vuoi fare un passo falso: non tanto perché temi di essere licenziato, quanto perché sei armato delle migliori intenzioni di carriera. E, dunque, sai bene che la prima impressione è quella che conta.

Sin dal primo momento in cui metterai piede in azienda e inizierai a svolgere le mansioni assegnate, dovrai vestire i panni del lavoratore esperto e preparato, ma nello stesso tempo umile e volenteroso di apprendere. Dovrai essere prudente, ma anche armato di nuove idee che potrebbero portare una ventata di freschezza e novità alla produzione. Insomma, da te si chiede elasticità ed energia, quella che solo un nuovo assunto può avere.

Ecco allora alcuni consigli su come comportarsi i primi giorni di lavoro e per affrontare più serenamente questa nuova esperienza.

Come gestire l’ansia dei primi giorni di lavoro

I primi giorni di lavoro, specie per chi affronta una prima esperienza, vengono spesso vissuti in maniera molto apprensiva da chiunque. Emergono sentimenti differenti a seconda del carattere del lavoratore. C’è chi è timoroso e si lascia sopraffare dalla paura; c’è chi avverte una sensazione di inadeguatezza personale rispetto al contesto nuovo; c’è chi, invece, si lascia prendere dagli slanci di intraprendenza (a volte risultando controproducenti). In tutto questo, c’è sempre la volontà di ingraziarsi i superiori e i futuri colleghi. Tutte queste emozioni devono essere gestite nel modo più opportuno affinché non offuschino la visuale che il dipendente deve acquisire, proprio nei primi giorni, dei compiti che gli vengono impartiti. Insomma, il rischio è che ci si lasci prendere più dalle questioni “parallele” al lavoro che dal lavoro stesso. Eppure proprio i primi giorni di lavoro sono quelli più importanti: è in questo periodo che si acquisiscono le conoscenze relative ai meccanismi di funzionamento dell’azienda. Non dare la necessaria importanza a determinati aspetti, per sopravvalutarne altri di carattere però puramente emotivo, potrebbe compromettere la famosa “prima impressione”. E non sempre la giustificazione di «essere alle prime esperienze» può risultare convincente: potrebbe apparire una manifestazione di debolezza, un’ammissione di inesperienza non giudicata positivamente dal datore di lavoro.

Ecco perché il più importante suggerimento su come comportarsi nei primi giorni di lavoro è proprio quello di focalizzarsi unicamente sui propri compiti, lasciando da parte il rapporto coi colleghi o le aspettative di dare una buona impressione: chi si concentra sin dall’inizio troverà la successiva strada in discesa.

Non mettersi in mostra ma apparire interessati

Più tendiamo a percepire il contesto come importante o difficile e più il senso di inadeguatezza rispetto alle possibili aspettative che chi ci ha assunto ripone in noi, viene a essere sollecitato. Se, invece, abbiamo avuto la fortuna di poter scegliere il posto in cui andremo a lavorare, in questo caso normalmente prevale un sentimento di conferma rispetto a quanto ci eravamo immaginati.

In entrambi i casi, il consiglio è di cercare di approcciare questo nuovo contesto in maniera morbida, non eccessiva nel volersi mettere in mostra, ma al tempo stesso non rimanendo troppo in disparte.

Osservare e fare domande

L’esperienza dei primi giorni è paragonabile a quella di un bambino nei primi anni di vita: si fotografa nella tua mente in modo perenne e costituirà la base su cui procederai nei successivi mesi. Ecco perché in questa fase ti converrà essere curioso…!

È giusto nei primi giorni fare domande, anche quelle più banali, creare qualche alleanza con le persone che ci sono sembrate più friendly e osservare molto bene gli altri, come si muovono, come comunicano tra di loro, da chi si può imparare di più, ma soprattutto qual è il nostro ruolo. Uno degli aspetti, infatti, che spesso, se non vengono chiariti subito, poi non vengono più riaffrontati in maniera diretta, è proprio la definizione del ruolo e, quindi, le mansioni che dobbiamo svolgere, gli obiettivi che ci sono richiesti. Per impostare un rapporto di lavoro basato su coerenza e rispetto, non c’è nulla di male nel chiedere al proprio capo un colloquio in cui affrontare questi aspetti. Questo ci aiuterà a capire esattamente che cosa fare, come farlo, ma più che altro che cosa ci si aspetta da noi, che è uno delle prime cause di disorientamento e di demotivazione.

Agire con calma

Non fa una buona impressione il dipendente che cerca di “bruciare i tempi” e imparare tutto e subito. Sembrerebbe anche un atto di presunzione nei confronti di chi ha impiegato anni per comprendere le mansioni e studiare il modo migliore per ottimizzare le proprie prestazioni lavorative. Ecco perché non bisogna mai dire di “aver capito tutto” solo per generare una buona impressione. Un’affermazione di questo tipo potrebbe essere controproducente.

Concediti il giusto tempo di maturazione rispetto all’inserimento e allo sviluppo del ruolo; non avere fretta di vedere e fare tutto subito: normalmente, infatti, è necessario almeno un periodo di sei mesi per iniziare a capire il contesto in cui lavorerai.

La puntualità e le 9 regole d’oro per i primi giorni di lavoro

La famosa Nestlé ha pubblicato un elenco delle nove regole d’oro su come comportarsi nei primi giorni di lavoro. La prima di queste è la puntualità. Questa denota molto più di un rispetto nei confronti del proprio datore. È un modo di essere, è la manifestazione della propria precisione, della capacità di organizzarsi, di prevedere gli imprevisti, di saper gestire il tempo e di trovare alternative nei momenti critici: tutte doti fortemente richieste in un lavoratore.

La seconda regola è mostrarsi a proprio agio nell’ambiente di lavoro, non apparire impacciato e in difficoltà. Anche quando non comprende un ingranaggio, il neo-assunto deve dimostrare di avere fiducia in sé e di poter apprendere, con il tempo, tutto ciò che c’è da sapere sui propri compiti. Il timore può essere indice di una scarsa sicurezza sulle proprie capacità. E se già tu non credi in te stesso come puoi pensare che lo facciano gli altri?

Non esitare a chiedere per risolvere i tuoi dubbi: lo potrai fare con i colleghi o con i capi. Prendi appunti di quanto ti verrà detto: non vergognarti di farlo. Anzi, un comportamento del genere potrebbe manifestare agli altri la tua meticolosità e precisione, qualità molto ben in vista in un ambiente lavorativo.

Ricorda ciò che hai detto al colloquio: se hai millantato determinati risultati raggiunti in passato non puoi apparire sprovveduto proprio in tali compiti.

Aggiorna il tuo profilo social in modo che appaia serio e professionale, in linea con l’immagine che l’azienda vuol dare di sé.

Coltiva le relazioni interpersonali: sii gentile e disponibile con i tuoi colleghi, cerca di essere affabile e allontana ogni gesto che possa farti sembrare presuntuoso.

Ma soprattutto rilassati: solo chi è tranquillo può apprendere bene.



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