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Separazione: tempi per lasciare la casa

18 Giugno 2019
Separazione: tempi per lasciare la casa

Quanto tempo ha il marito per andare via dalla casa assegnata alla moglie dal tribunale dopo il provvedimento di separazione?

Stai per separarti. A breve, ci sarà la prima udienza davanti al presidente del tribunale. Ad oggi, tuttavia, tuo marito non sembra aver preso la cosa sul serio: non ha ancora fatto le valigie e non ha pensato a una sistemazione alternativa. È, invece, verosimile che il giudice gli imponga di lasciarti la casa dove resterai con i tuoi figli. Il tuo timore è però che, anche dopo il provvedimento del magistrato, lui resti dentro l’appartamento e non voglia andarsene. Lo intuisci proprio dal suo atteggiamento lassista e dilatorio. È del resto impossibile che, quel giorno stesso, sia già pronto per il trasferimento. Di qui, ti chiedi quanto tempo gli devi consentire per raccogliere la sua roba e trovare un altro appartamento. Insomma, in caso di separazione, quali sono i tempi per lasciare la casa?

Ecco qualche suggerimento che troverai di certo utile.

Quando imporre al coniuge di andare via di casa?

La prima cosa da sapere è che non puoi obbligare tuo marito ad andare via di casa prima che il giudice dichiari intervenuta la separazione.

Se avete optato per una “separazione giudiziale”, questo provvedimento viene emesso alla prima udienza dinanzi al presidente del tribunale (salvo poi la prosecuzione del processo per le questioni relative agli aspetti personali ed economici della separazione). Se, invece, avete optato per una “separazione consensuale”, tutto si risolve in un’unica udienza (a meno che non decidiate di separarvi davanti al Comune o con la «negoziazione assistita» degli avvocati).

Questo significa che se tu e tuo marito avete già iniziato a vivere distanti e lui, di tanto in tanto, torna a casa non puoi impedirglielo. La separazione di fatto – quella cioè che non è stata ancora ufficializzata dal tribunale – non ha alcun valore e, per la legge, tu e lui siete ancora una coppia sposata. Così sarà finché non procederete alla separazione legale.

La separazione legale vi consentirà finalmente di dividervi e tu potrai chiedergli di andare via di casa, sempre che così abbia deciso il giudice o abbiate concordato tra di voi.

Che succede dopo la separazione?

Ti anticipo che il giudice può decidere sull’assegnazione della casa solo se avete dei figli minorenni o maggiorenni, ma non ancora autosufficienti dal punto di vista economico (perché ancora a carico vostro).

Le cose, dunque, stanno così:

  • se non avete alcun figlio o se i vostri figli vivono già per i fatti loro: il giudice non potrà mai assegnare la casa che è di un coniuge in godimento all’altro. Se la casa è in comunione andrà divisa o venduta;
  • se avete figli minori o se questi, anche se maggiorenni, sono ancora a vostro carico: il giudice assegnerà la casa – a prescindere che questa sia di proprietà esclusiva di uno di voi – a chi vivrà insieme ai figli: il più delle volte si tratta della madre. Nell’abitazione la moglie potrà rimanere finché i figli non raggiungono l’indipendenza o non si trasferiscono altrove.

Dunque, con la sentenza di separazione, il tribunale autorizza i coniugi a vivere separatamente e, in presenza delle predette condizioni, può assegnare l’immobile al genitore cosiddetto “collocatario” (ossia presso cui vengono sistemati i figli).

Già da quel momento, l’altro genitore è obbligato ad andare via di casa. Dunque, in teoria, già la sera stessa della separazione, il coniuge dovrà trovare una sistemazione alternativa. Potrai chiedergli la copia delle sue chiavi visto che non potrà più accedere in quella che, da quel momento in poi, diventa la tua abitazione. Se dovesse accedervi senza permesso, commetterebbe il reato di violazione di domicilio e potresti denunciarlo.

Resta, ovviamente, salva la possibilità che tu gli conceda qualche giorno di tempo in più per trovare una sistemazione alternativa dove vivere.

In ogni caso, il marito costretto ad andare via di casa non potrà accampare giustificazioni come l’assenza di soldi per trovare un altro appartamento ove stare o l’impossibilità di procedere a un trasloco in tempi brevi. Salvo, infatti, che il giudice non disponga diversamente, l’assegnazione della casa ha effetto immediato.

Che fare se il marito non lascia la casa?

Potrebbe però succedere – e, anzi, capita spesso – che, nonostante il provvedimento del tribunale di assegnazione della casa coniugale, il marito non lasci l’immobile. Che fare in questi casi?

Alla moglie non restano che due strade (entrambe percorribili contestualmente):

  • l’esecuzione forzata: dopo aver notificato al marito il provvedimento del giudice e l’atto di precetto, l’avvocato chiederà l’intervento dell’ufficiale giudiziario. Quest’ultimo avrà il compito di eseguire il provvedimento del giudice, eventualmente avvalendosi dei carabinieri qualora l’interessato opponga resistenza;
  • la denuncia: non rispettare il provvedimento del giudice integra il reato di «mancata esecuzione dolosa dell’ordine del giudice». In tal caso, tuo marito rischia la reclusione fino a tre anni o (più probabilmente) la multa da 103 a 1.032 euro.

Tieni comunque conto che, per notificare il provvedimento del giudice, devi prima attendere che questo venga depositato in cancelleria e lì ti rilascino le copie. Il che significa attendere anche due o tre settimane. A volte, è necessario poi pazientare qualche mese per procedere con l’esecuzione forzata. Sicuramente, l’arma della querela è più immediata e diretta.


note

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Io ho vissuto questa situazione… Mio marito non voleva lasciare la nostra casa, soprattutto i primi tempi della separazione di fatto. Non è certo una cosa bella essere separati in casa. La convivenza diventa imbarazzante. La decisione di porre fine al matrimonio è stata comune nel nostro caso….Per fortuna, lavorando, ci si vedeva a pranzo, a cena, prima di andare a dormire. Ed era lì la stranezza. Dormire nella camera matrimoniale, pensando che lui era nella camera degli ospiti non è stato bello. L’imbarazzo di dividersi gli spazi comuni in cui entrambi abbiamo condiviso anni insieme… Avrei preferito andasse via subito. Però poi, con le buone, dopo l’udienza devo essere sincera: è stato rispettoso ed ha fatto i bagagli, andando via.

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