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Assegno di mantenimento coniuge senza reddito

18 Giugno 2019
Assegno di mantenimento coniuge senza reddito

Non basta più il fatto che tra marito e moglie ci sia un divario economico: è necessario anche che la disparità di reddito sia dovuta a un sacrificio.

Un tempo, in caso di separazione tra coniugi, era facile stabilire se e chi aveva diritto a percepire l’assegno di mantenimento: bastava confrontare i due stipendi e stabilire quale dei due era il più basso. Costui poteva richiedere all’ex un contributo mensile che gli consentisse di mantenere lo stesso tenore di vita che aveva durante la vita coniugale. Questa regola però è stata di recente stravolta dalla Cassazione che, con due pronunce [1], ha decretato sostanzialmente la fine di ogni automatismo nell’attribuzione dell’assegno mensile. In forza di questo nuovo orientamento, oggi può essere negato l’assegno di mantenimento al coniuge senza reddito.

Vediamo dunque qual è la novità e perché mai, anche in presenza di un sostanziale divario economico tra moglie e marito, il tribunale può non riconoscere gli alimenti.

Come e quando attribuire l’assegno di mantenimento

L’assegno di mantenimento – quello cioè accordato con la separazione – è rivolto a garantire al coniuge col reddito più basso un contributo mensile che miri a eliminare il divario economico con l’ex. In questo modo, lo stipendio più alto viene ridotto finché il tenore di vita dei due è sostanzialmente uguale.

Tale situazione però permane finché i due non divorziano. Con il divorzio, infatti, l’assegno di mantenimento viene sostituito dall’assegno divorzile e le regole, in tal caso, sono differenti. Differenza che, a volte, finisce per agevolare colui che ha il reddito più alto. Vediamo perché.

Scopo dell’assegno di divorzio non è più quello di garantire lo stesso tenore di vita del matrimonio, ma il necessario, al coniuge più debole, per mantenersi. Tuttavia, a tal fine, si deve tenere conto di due importanti circostanze:

  • il coniuge che chiede l’assegno deve dimostrare di essere nella condizione di non potersi mantenere da solo per questioni indipendenti dalla sua volontà: in tal modo, si evita che l’assegno diventi una rendita parassitaria. Il che significa che egli dovrà dare la prova di essere in una situazione tale da non poter lavorare per questioni legate alla salute (ad esempio una invalidità), all’età (sopra i 50 anni) o alla crisi del mercato occupazionale (a tal fine, dovrà dimostrare di aver cercato un’occupazione e di non esserci riuscito; leggi sul punto Come dimostrare di cercare lavoro);
  • dall’altro lato, nel quantificare l’assegno divorzile, il giudice deve comunque tenere conto del contributo economico che il richiedente ha fornito alla famiglia con il proprio lavoro domestico, sacrificando la propria carriera al bene del coniuge e dei figli. È chiaro, quindi, che tanto più lungo è stato il matrimonio e tanto più elevato è il reddito dell’ex, tanto maggiore sarà l’assegno. In buona sostanza, chi ha fatto da “casalinga” per molti anni, rinunciando così ad ogni ambizione lavorativa, deve essere ricompensata di più di chi, invece, non ha compiuto alcun sacrificio.

Coniuge senza reddito: ha diritto al mantenimento?

Alla luce di ciò, è facile pensare che anche un coniuge senza reddito potrebbe non avere più diritto all’assegno di divorzio se ad esempio:

  • è ancora giovane e può comunque trovare un posto;
  • il matrimonio è stato troppo breve per tarpare le ali alla sua carriera;
  • ha sì svolto l’attività domestica, ma la sua scelta non è stata condivisa con il coniuge essendo piuttosto solo il frutto della propria volontà di non voler lavorare;
  • ha uno stipendio minimo per un part-time, ma le sue condizioni gli consentono di chiedere un’estensione del contratto a full time;
  • non ha dato prova che l’assenza di reddito e di occupazione è dovuta a circostanze esterne come la salute o l’impossibilità di trovare un posto.

Divario economico tra marito e moglie: spetta il mantenimento?

Una recente sentenza del tribunale di Treviso [2], applicando questi principi, ha fornito un’interessantissimo spunto. Secondo i giudici, è vero che, prima di riconoscere l’assegno divorzile, il giudice deve verificare se c’è un divario rilevante nella situazione economica dei coniugi, ma l’esistenza di uno squilibrio economico è solo il punto di partenza: da solo non dà, infatti, diritto a percepire l’assegno. Bisogna poi verificare quali sono le ragioni di tale disparità di reddito. Solo se la differenza è conseguenza anche dei sacrifici per la famiglia compiuti dal richiedente, questi ha diritto all’assegno.

Assegno separazione e divorzio: c’è differenza? GUARDA IL VIDEO


note

[1] Cass. S.U. sent. n. 18287/18 dell’11.07.2019 e Cass. sent. n. 11504/17 del 10.05.2017.

[2] Trib. Treviso, sent. 8.01.2019.

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