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Camilleri: auguri di morte dai social. Ecco perchè

19 Giugno 2019 | Autore:
Camilleri: auguri di morte dai social. Ecco perchè

L’autore di Montalbano insultato sui social. C’è chi arriva ad auspicarne la morte.

Da due giorni, Andrea Camilleri è ricoverato in gravissime condizioni per un attacco cardiaco. L’ultranovantenne sceneggiatore e scrittore rischia di morire. Purtroppo, c’è chi glielo augura: apertamente e con rabbia, senza pietà e con gli insulti.

Tutto questo avviene nelle ultime ore sui social, dove si registra il meglio ed il peggio dell’umanità. Conosciamo il fenomeno, ma è difficile abituarsi quando il disprezzo colpisce un uomo morente ed un personaggio che dovrebbe suscitare rispetto ed ammirazione.

Nell’ondata di commozione generale, tra i tantissimi messaggi di solidarietà ed affetto, tra gli innumerevoli auguri di guarigione e le suppliche «Maestro non lasciarci soli!» spicca qualche commento che definire di pessimo gusto sarebbe dir poco.

Questi interventi spietati sono pochi come numero, ma atroci come contenuto. L’ondata di commozione generale e di affetto della stragrande maggioranza dei commentatori non allevia la gravità di questi preoccupanti messaggi, ma anzi la fa risaltare in negativo. Ci chiediamo perché questo possa succedere, com’è possibile che l’odio ed il disprezzo non si fermino neppure di fronte alla probabile imminente morte di un grande intellettuale come Andrea Camilleri.

Camilleri è molto amato dal grande pubblico. Ha saputo coniugare la saggezza con la semplicità, la profondità con la naturalezza: la sua persona è tutta nel personaggio più famoso che ha creato, il commissario Montalbano. Deciso, diretto, risoluto. Dice quello che pensa apertamente e senza giri di parole.

Negli ultimi anni, Camilleri, in primo piano davanti alle telecamere, ha rilasciato dichiarazioni su temi di vita e società che hanno sfiorato anche la politica. Con la sua voce profonda e ferma, con la pacata autorevolezza di chi sa di aver qualcosa di importante ed urgente da dire.

Di recente, si era mostrato preoccupato per una possibile ripresa del fascismo in Italia ed aveva lanciato un allarme. Forse questo potrebbe aver acceso gli animi. Leggendo i peggiori commenti, il sospetto è confermato: c’è chi, traboccando odio e disprezzo, dice che «andranno i migranti a vegliarlo» e gli augura di «strozzarsi con il suo vomito».

Questa è solo la schiuma che si riallaccia ad una polemica a distanza di pochi giorni fa tra lo scrittore ed il ministro dell’Interno Salvini, del quale Camilleri aveva detto che vederlo impugnare il rosario gli dava un senso di vomito ed il leader della Lega gli aveva replicato: «Scrivi che ti passa».

Sembrava finita lì; ora, invece, un anziano disteso in un letto d’ospedale ha acceso la rabbia vigliacca di alcuni leoni da tastiera che, probabilmente, si sentono qualcuno se possono insultare con facilità un uomo morente e guadagnarsi una visibilità immeritata.

La politica in questo triste episodio c’entra poco o nulla. Non è una battaglia di idee, non è un dibattito tra diverse vedute e posizioni. E’ vergognoso augurare la morte ad un uomo che sta morendo. E’ meschino insultarlo ed offenderlo mentre è incosciente e non può reagire. E’ triste che un grande intellettuale del nostro tempo sia vittima di commenti ignoranti e di offese rivolte alla persona anziché alle idee.

Umberto Eco aveva detto che i social danno la parola a legioni di imbecilli. Forse la risposta è tutta qui: gli imbecilli ci sono sempre stati, ma in passato non avevano la visibilità che adesso i social gli offrono. Loro lo sanno e si scatenano.

Ignorarli non si può, quando le offese e gli insulti diventano così gravi e superano ogni limite, nel caso di Camilleri non solo quello del rispetto dovuto ad un grande intellettuale del nostro tempo, ma anche quello dell’umana pietà per chi lotta tra la vita e la morte.



8 Commenti

    1. .. Non gli si può dire nemmeno “vergogna!”
      Menti troppo ‘piccole’ per raggiungere un minimo di consapevolezza..

  1. A ragione U.Eco, non solo i social danno la parola a legioni di imbecilli (la mamma degli stupidi è sempre incinta), ma questi sciocchi non hanno il coraggio di apparire e si nascondono bene

  2. A parte che questo non ha nulla a che vedere con la legge, premesso che non credo sia morale augurare la morte a un anziano per diversa opinione, anche io vi dico: siete degli imbecilli se volete più migranti.
    Per tantissimi motivi che non sto qui a spiegare, tanto è tempo perso.
    Voi vedete solo quello che volete vedere, i poveri migranti che i media vi presentano, e scartate tutto il resto.
    Siete incapaci di ragionamento su questo argomento.

    1. Ho visto augurare la morte a diversi personaggi con dietro la giustificazione di “augurare la morte non e’ reato” e adesso fa cosi scalpore e indignazione. Mah.

  3. Condivido solamente in parte l’articolo: insultare un uomo, e per di più morente, non va proprio fatto, mai; ma sul considerare Camilleri un grande intellettuale e scrittore avrei più di qualche dubbio. Mi piacerebbe chiedergli, ma non credo che di questo avrò mai soddisfazione, se a fargli schifo fosse il rosario o Salvini. La risposta forse non sarebbe così scontata. In genere l’oggetto rosario scatena furiose reazioni e ripulsa alla sola vista, ovviamente per chi non è, non può, non vuole essere di Maria Santissima. Distinti saluti

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