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Gestione separata Inpgi: come funziona

27 Luglio 2019 | Autore:
Gestione separata Inpgi: come funziona

Contributi da versare e prestazioni offerte per i giornalisti che lavorano in libera professione o con un co.co.co. Tutti i moduli da scaricare.

L’Inpgi è l’Istituto di previdenza dei giornalisti. Come l’Inps, anche questo istituto ha la sua gestione separata, nota anche come Inpgi 2, in cui finiscono i contributi dei liberi professionisti e dei collaboratori che appartengono alla categoria. Ma la gestione separata Inpgi, come funziona? I giornalisti regolarmente assunti con contratto a tempo determinato o indeterminato versano, infatti, i contributi all’Inpgi ordinario, il cosiddetto Inpgi 1.

Per capire come funziona la gestione separata Inpgi, bisogna anche sapere se c’è l’obbligo di comunicare i redditi prodotti nell’anno precedente per l’attività di libera professione di natura giornalistica. È importante farlo per non incorrere in sanzioni.

Ma a che cosa dà diritto l’iscrizione alla gestione separata dell’Inpgi? Le prestazioni garantite dall’Istituto vanno dalla pensione di vecchiaia a quella di invalidità, dall’indennità di maternità a quella di adozione o di affidamento fino ad un supplemento di pensione per chi, arrivato all’età pensionabile, continua a lavorare come libero professionista ed a versare i contributi.

Vediamo punto per punto come funziona la gestione separata dell’Inpgi (o Inpgi 2) e quali sono i moduli da scaricare per fare domanda, sia per l’iscrizione, sia per la comunicazione dei redditi sia per richiedere le varie prestazioni.

Gestione separata Inpgi: i liberi professionisti

Come dicevamo all’inizio, è tenuto ad iscriversi alla gestione separata dell’Inpgi chi svolge in libera professione l’attività giornalistica con partita Iva, in modo occasionale o tramite la cessione del diritto d’autore, ed in particolare quando concorrono due condizioni:

  • l’iscrizione all’Albo dei giornalisti (professionisti, pubblicisti o praticanti);
  • l’attività giornalistica autonoma di libera professione non subordinata, svolta sia con partita Iva sia con cessione del diritto d’autore.

L’iscrizione è obbligatoria entro 30 giorni dalla data in cui sussistono contemporaneamente queste due condizioni.

Per attività giornalistica occasionale, ai fini previdenziali, si intende quella che produce un reddito assimilato a quello professionale, anche derivato da attività autonoma svolta al di fuori dal campo di applicazione dell’Iva e non derivante da una collaborazione coordinata e continuativa. Vale a dire: il giornalista che fa in maniera autonoma una qualunque prestazione di lavoro, anche molto di rado e che produce un reddito basso, è obbligato ad iscriversi all’Inpgi 2 ed a versare i contributi previdenziali [1].

Per redditi da cessione del diritto d’autore, invece, si intendono quelli che derivano da:

  • un’opera a contenuto informativo volta ad esaurire la sua funzione con la prima e tempestiva pubblicazione;
  • un’opera giornalistica che non ha un corrispettivo diverso da quello correntemente in uso;
  • un lavoro non occasionale durante il quale viene usata più volte la formula del diritto d’autore.

Di fronte a queste condizioni, il giornalista libero professionista dovrà versare i contributi previdenziali alla gestione separata Inpgi pari al 75% del reddito lordo (60% se il giornalista non ha ancora compiuto i 35 anni di età) più il contributo integrativo del 2% sul lordo a carico del committente.

Per iscriversi alla gestione separata dell’Inpgi come libero professionista, bisogna compilare questo modulo ed inviarlo all’indirizzo riportato nel modello, ovvero all’INPGI – Servizio Contributi e Vigilanza – Area Contributi Gestione Separata – Via Nizza 35 –   00198 ROMA.

Che succede se si interrompe l’attività di libera professione?

Può capitare che il giornalista iscritto alla gestione separata dell’Inpgi non abbia svolto per un intero anno alcuna attività autonoma e che, quindi, non abbia avuto alcun reddito derivante da questo tipo di lavoro. In questo caso, puoi chiedere all’Istituto entro e non oltre la fine dell’anno la sospensione dell’iscrizione compilando ed inviando questo modulo.

Il giornalista dovrà versare il contributo minimo annuale e potrà continuare, comunque, ad alimentare la sua posizione contributiva ed assicurativa purché sia ancora iscritto all’Albo professionale.

Nel caso in cui, successivamente, riprenda l’attività di libera professione, il giornalista sarà tenuto a chiedere di riattivare la sua posizione entro e non oltre 30 giorni dalla data in cui ha ricominciato a lavorare. Per farlo, occorrerà compilare ed inviare questo modulo.

Quali contributi vanno pagati?

Il libero professionista iscritto alla gestione separata dell’Inpgi ha quattro tipi di contributi:

  • il contributo soggettivo;
  • il contributo integrativo;
  • il contributo di maternità;
  • il contributo aggiuntivo.

Il contributo soggettivo è pari al 10% del reddito netto di lavoro autonomo giornalistico che risulta dalla dichiarazione dei redditi. Se titolare di pensione diretta, il contributo scende al 5%. In ogni caso, non può essere inferiore a:

  • 206 euro se iscritto all’Ordine dei giornalisti da più di 5 anni;
  • 103 euro se iscritto all’Ordine dei giornalisti da meno di 5 anni, adeguato annualmente alle variazioni Istat per le famiglie di operai ed impiegati;
  • 103 euro per i giornalisti titolari di pensione diretta.

Il contributo integrativo è pari al 2% di tutti i compensi lordi percepiti dal libero professionista ed è a carico del committente. Quest’ultimo li versa al giornalista il quale, a sua volta, li versa all’Inpgi. Non è soggetto a ritenuta Irpef, non fa reddito e, quindi, non può essere portato in detrazione.

Il contributo di maternità è pari a 10 euro annui ed è a carico di tutti gli iscritti alla gestione separata Inpgi, che si tratti di uomini o donne. Anche in questo caso c’è la revisione annua in base alle variazioni Istat per operai o impiegati.

Infine, il contributo aggiuntivo è pari ad un minimo del 5% del reddito dichiarato e può essere versato volontariamente dagli iscritti per aumentare la propria posizione contributiva. La scelta va comunicata alla presentazione della dichiarazione dei redditi.

Come e quando si pagano i contributi?

Il giornalista iscritto alla gestione separata Inpgi può pagare i contributi tramite modello F24 o bonifico bancario in un’unica soluzione oppure in tre rate. In quest’ultimo caso, però, c’è una maggiorazione del 5% e le rate vanno corrisposte entro queste date:

  • prima rata entro il 31 ottobre;
  • seconda rata entro il 30 novembre;
  • terza rata entro il 30 dicembre.

Se, invece, viene scelta la soluzione unica, le scadenze sono queste:

  • entro il 31 luglio va presentata la comunicazione dei redditi percepiti l’anno precedente;
  • entro il 30 settembre vanno pagati i contributi minimi relativi all’anno in corso a titolo di acconto;
  • entro il 31 ottobre vanno pagati i contributi dell’anno precedente.

Che succede se si paga in ritardo?

Sono previste delle sanzioni per i giornalisti che pagano in ritardo i contributi alla gestione separata dell’Inpgi. In particolare, viene applicato un 6% su base annua.

Come comunicare i redditi all’Inpgi?

I giornalisti iscritti alla gestione separata dell’Inpgi devono comunicare i redditi percepiti dall’attività autonoma nel 2018 devono darne comunicazione se:

  • sono dei liberi professionisti con partita Iva;
  • hanno lavorato a ritenuta d’acconto, cioè hanno svolto attività occasionale e/o cessione si diritto d’autore;
  • partecipano in società semplici o in associazioni o società tra professionisti.

Sono obbligati ad effettuare la comunicazione anche i giornalisti che non hanno avuto reddito da attività giornalistica libero professionale, ma non hanno chiesto la sospensione della contribuzione.

La comunicazione deve essere presentata in modalità telematica tramite il sito denunciags.inpgi.it entro il 31 luglio dalle 8 alle 20, pena l’applicazione di sanzioni.

Per la ritardata, omessa o infedele dichiarazione, le sanzioni sono:

  • 5% del contributo minimo se la comunicazione avviene entro 30 giorni dopo la scadenza;
  • 10% se avviene tra il 31° ed il 60° giorno;
  • 15% se avviene tra il 61° ed il 90° giorno;
  • 20% se trasmessa oltre il 90° giorno.

Quali prestazioni offre l’Inpgi ai liberi professionisti?

Gli iscritti alla gestione separata Inpgi hanno diritto a diverse prestazioni, dalla pensione di vecchiaia o di invalidità all’indennità di maternità, solo per citarne alcune. Vediamole nel dettaglio.

Pensione di vecchiaia

Viene calcolata secondo il sistema contributivo, moltiplicando il montante dei contributi versati per il coefficiente di trasformazione che riguarda l’età del giornalista al momento di presentare la domanda.

I requisiti richiesti sono sia per gli uomini sia per le donne:

  • a 66 anni di età: 20 anni di contributi;
  • a 63 anni di età: 20 ani di contributi purché la prima rata mensile della pensione non sia inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale;
  • a qualsiasi età: 40 anni di contributi.

La domanda va presentata con questo modulo.

Pensione di invalidità

Spetta ai giornalisti con totale e permanente inabilità e che abbiano almeno 5 anni di contributi versati di cui almeno 3 nel quinquennio precedente la domanda di pensione. Come si può intuire, è obbligatoria la cessazione di qualsiasi attività lavorativa giornalistica, sia autonoma sia dipendente.

La domanda va presentata allegando il certificato del medico curante da cui risulti la totale e permanente inabilità. L’Inpgi è legittimato ad accertare con una commissione formata dai propri medici la sussistenza dei requisiti.

La pensione va calcolata secondo il sistema contributivo. Se il richiedente non percepisce un altro trattamento previdenziale, l’assegno non può essere inferiore a quello relativo ai 20 anni di contribuzione.

Pensione ai superstiti

La pensione di reversibilità spetta ai familiari del giornalista deceduto che abbia versato almeno 5 anni di contributi di cui almeno tre nel quinquennio precedente la domanda.

Ne hanno diritto:

  • il coniuge anche se legalmente separato;
  • il coniuge divorziato solo se titolare di un assegno di mantenimento;
  • i figli minorenni;
  • i figli maggiorenni studenti per tutta la durata del corso universitario e fino ai 26 anni di età oppure totalmente inabili al lavoro ed a carico del giornalista al momento del decesso di quest’ultimo;
  • in mancanza di coniuge e figli, ai genitori ultrasessantacinquenni o inabili al lavoro a carico del giornalista al momento del decesso di quest’ultimo;
  • in mancanza anche dei genitori, ai fratelli o alle sorelle non sposati inabili al lavoro a carico del giornalista al momento del decesso di quest’ultimo.

Il calcolo della pensione, riferito all’assegno che riceveva il giornalista o che gli sarebbe spettato, è il seguente:

  • 60% al coniuge (se divorziato, la percentuale viene stabilita dal giudice);
  • 20% a ciascun figlio se anche il coniuge ha diritto alla pensione;
  • 40% a ciascun figlio se manca il coniuge;
  • 70% ad un solo figlio se manca il coniuge;
  • 15% a ciascun genitore;
  • 15% ad ogni fratello o sorella.

L’indennità di maternità

Ne hanno diritto le giornaliste da due mesi prima del parto ed i giornalisti in caso di morte o di grave infermità della madre, oppure in caso di abbandono del figlio o di affidamento esclusivo del bambino al padre.

La domanda per l’indennità di maternità o di paternità va presentata con questo modulo dal compimento del sesto mese di gravidanza entro il termine di 180 giorni dalla data del parto.

Alla domanda occorre allegare:

  • il certificato medico rilasciato da una struttura sanitaria pubblica o da un ginecologo privato che riporti la data dell’inizio della gravidanza e la data presunta del parto, se la domanda va presentata prima della nascita del bambino;
  • l’estratto riassuntivo dell’atto di nascita che riporti il nome del bambino e quello della madre;
  • la fotocopia di un documento di identità in corso di validità.

Se la domanda va presentata dal padre, al modulo di richiesta bisogna allegare uno di questi documenti:

  • certificato di morte della madre;
  • documentazione medica rilasciata da una struttura sanitaria pubblica in caso di grave infermità della madre;
  • copia del provvedimento del giudice che riporti l’affidamento esclusivo del bambino al padre;
  • autocertificazione in caso di abbandono del figlio.

L’indennità di maternità viene erogata per 5 mesi (2 mesi prima del parto e 3 mesi dopo la nascita del bambino).

Al padre spettano al massimo 3 mesi di indennità.

L’importo è pari all’80% di 5/12 del reddito percepito e denunciato nel secondo anno precedente il parto e viene erogato dalla nascita.

Altre prestazioni

L’iscrizione alla gestione separata dell’Inpgi dà diritto anche a:

  • prestiti agevolati;
  • affitto agevolato di immobili di proprietà dell’Inpgi;
  • assicurazione agevolata contro gli infortuni e per i ricoveri.

Gestione separata Inpgi: i co.co.co.

Anche i giornalisti titolari di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa sono tenuti ad iscriversi alla gestione separata dell’Inpgi entro 30 giorni dall’inizio della collaborazione.

L’iscrizione, tuttavia, avviene attraverso il committente, al quale il giornalista deve consegnare questo modulo.

La contribuzione spetta per 2/3 al committente e per 1/3 al giornalista collaboratore.

I contributi da versare

Ci sono delle aliquote diverse per i titolari di un rapporto di collaborazione di natura giornalistica.

Ad esempio, per chi rientra in uno di questi casi:

  • non è iscritto ad un’altra gestione previdenziale;
  • non è titolare di pensione diretta o di reversibilità;
  • versa contributi alla gestione separata dell’Inps per attività non giornalistica;
  • versa contributi volontari all’Inpgi 1.

Le aliquote applicate sono:

  • dal 1° gennaio 2009: il 18,75%;
  • dal 1° gennaio 2012: il 23,40%;
  • dal 1° gennaio 2011: il 26%.

Oltre a questi contributi ce n’è un altro dello 0,72% (di cui 2/3 a carico del committente ed 1/3 a carico del giornalista) per finanziare la maternità, il congedo parentale, l’assegno familiare, la malattia e la degenza in ospedale.

Diverse, invece, le aliquote riservate a chi:

  • svolge in contemporanea attività giornalistica come collaboratore e come dipendente e, pertanto, versa i contributi anche all’Inpgi1;
  • svolge altre attività che comportano l’obbligo assicurativo in altre gestioni previdenziali;
  • è pensionato.

In questi casi, le aliquote sono:

  • dal 1°gennaio 2009: 12,75%;
  • dal 1° gennaio 2010: 15,30%;
  • dal 1° gennaio 2011: 17%.

Le prestazioni garantite dall’Inpgi 2 per chi ha una collaborazione coordinata e continuativa sono le stesse rispetto a chi svolge l’attività giornalistica in libera professione.


note

[1] Min. Lavoro nota n. 82661/1999.

[2] Art. 61 Dlgs. n. 276/2003 del 10.09.2003.


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