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Come spendere la pensione di cittadinanza

21 Giugno 2019 | Autore:
Come spendere la pensione di cittadinanza

Che cosa si può acquistare e che cosa non si può comprare con la card del trattamento integrativo all’assegno previdenziale.

Prendere la pensione di cittadinanza non è certo una fortuna: significa che ci si trova in condizioni economiche tali da dover chiedere allo Stato il minimo indispensabile per vivere, ammesso e non concesso che ciò che ti viene riconosciuto sia il minimo indispensabile per vivere e che si sia in possesso dei requisiti necessari per poterla chiedere. Non solo: questo assegno limita la libertà di chi lo percepisce di spendere i soldi che riceve come meglio crede: alcuni beni sono acquistabili, altri o te li regalano oppure (se ci riesci) metti via qualcosa e quando hai racimolato la somma necessaria ti togli la soddisfazione di comprarli. Quindi, come spendere la pensione di cittadinanza?

Questa prestazione sociale, anche se molto simile perché ispirata allo stesso principio, non va confusa con il reddito di cittadinanza. Il modo di spendere la pensione di cittadinanza è praticamente lo stesso ma i requisiti ed il funzionamento specifico no.

Serve, dunque, cominciare a definire che cos’è la pensione di cittadinanza e chi ne ha diritto, prima di vedere nel dettaglio come spenderla, che cosa si può acquistare e che cosa è vietato pagare con quei soldi.

Ma anche che cosa succede se alla fine del mese sei stato così bravo da non esaurire l’importo che ti è stato erogato: si accumula con quello successivo oppure si tiene conto di ciò che avanza ed il mese dopo prendi di meno per non superare la soglia che ti spetta?

Seguici per capire come spendere la pensione di cittadinanza.

Pensione di cittadinanza: che cos’è?

La pensione di cittadinanza è un trattamento economico mensile non tassato mirato a contrastare la povertà delle persone anziane o dai nuclei familiari composti da persone con grave disabilità o non autosufficienti oppure che abbiano compiuto i 67 anni, cioè che abbiano raggiunto l’età pensionabile.

Se il nucleo familiare percepisce già il reddito di cittadinanza, si arriva alla pensione di cittadinanza il mese successivo a quello in cui il componente più giovane del nucleo familiare ha compiuto i 67 anni.

Qui, pertanto, va fatta la prima precisazione attraverso un esempio. Non ha diritto alla pensione di cittadinanza l’anziano 70enne che vive nello stesso nucleo familiare del figlio. Spetta, invece, all’anziano 70enne del cui nucleo familiare fa parte soltanto la moglie 67enne.

Combattere la povertà, dunque, è l’obiettivo dichiarato da chi ha introdotto la pensione di cittadinanza. Ma che cosa si intende per povertà? La soglia si colloca in 780 euro mensili per il nucleo familiare con un solo componente. Al di sotto di quella cifra, una persona è povera. Con 781 euro non lo è più. Ma se il nucleo è più numeroso, la soglia di povertà sale.

In sostanza, dunque, questa prestazione è un’integrazione alla pensione minima che, però, non può portare l’importo complessivo oltre i 780 euro mensili.

Ad ogni modo, la condizione fondamentale per poter percepire la pensione di cittadinanza è quella che risulta dall’Isee presentato dal richiedente. Altro punto fermo di questo trattamento: non si integra direttamente alla pensione ma viene erogato attraverso una carta acquisti o un accredito in banca o in Posta.

Pensione di cittadinanza: chi ne ha diritto?

In estrema sintesi, può chiedere la pensione di cittadinanza chi possiede determinati requisiti.

Viene chiesto, ad esempio, lo stato di disoccupazione o che il richiedente sia inoccupato. Questa condizione non viene richiesta se:

  • si ha più di 65 anni;
  • si è un giovane studente;
  • si lavora sottopagati;
  • ci si è dimessi per giusta causa (altrimenti, le normali dimissioni dal lavoro presentate nei 12 mesi precedenti la domanda di sussidio non danno diritto alla pensione di cittadinanza).

Nel nucleo non vengono considerate le persone che hanno subìto un arresto o una condanna anche con sentenza non definitiva.

Viene richiesta anche la cittadinanza italiana o di un Paese membro dell’Unione europea. Vengono considerati, comunque, anche i familiari di un titolare del diritto di soggiorno o nato in un Paese extracomunitario che ha un permesso di soggiorno Ue di lungo periodo.

Occorre, inoltre, avere la residenza in Italia da almeno 10 anni di cui gli ultimi 2 in modo continuativo.

L’Isee del nucleo familiare per accedere alla pensione di cittadinanza deve essere inferiore a 9.360 euro.

Nel dettaglio, il valore del reddito familiare deve essere inferiore a 6mila euro per i nuclei con un solo componente o di 7.560 euro in caso di pensione di cittadinanza. Per chi vive in affitto, la soglia aumenta a 9.360 euro da adeguare con il parametro della scala di equivalenza.

Per quanto riguarda la situazione patrimoniale, il valore degli immobili posseduti, oltre all’abitazione principale, non deve essere superiore ai 30mila euro. Il patrimonio mobiliare non deve superare i 6mila euro, anche se la soglia aumenta di 2mila euro per ogni componente in più del nucleo familiare fino al raggiungimento dei 10mila euro (mille euro in più per ogni figlio successivo al secondo).

Il limite sale di 5mila euro per ogni persona disabile e di 7.500 euro per ogni componente del nucleo con grave disabilità o non autosufficienza.

Chi vuole chiedere la pensione di cittadinanza non può avere un’auto immatricolata nei 6 mesi precedenti alla domanda oppure con cilindrata superiore a 1.600 cc né moto di cilindrata superiore a 250 cc o immatricolate nei 2 anni precedenti. Sembra banale, ma bisogna ricordare che chi aspira ad avere il sussidio non può possedere una nave o un’imbarcazione da diporto.

Pensione di cittadinanza: quanto si prende?

Veniamo ai soldi. Come detto, il massimo a cui si può aspirare con la pensione di cittadinanza se si è single, disoccupato, adulto e senza reddito è 780 euro al mese. Chi ad oggi non arriva a quella cifra con il proprio reddito, può contare sulla prestazione integrativa fino ad arrivare a quella cifra.

Per il calcolo di quanto spetta di pensione di cittadinanza ci sono due quote:

  • una quota integra il reddito familiare per un massimo di 7.560 euro l’ano per quanto riguarda la pensione di cittadinanza per un solo componente del nucleo. La cifra aumenta se del nucleo fanno parte più persone oppure ci sono delle situazioni particolari (disabilità, non autosufficienza, ecc.;
  • l’altra quota integra il reddito di chi vive in affitto o di chi paga un mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale.

Ti invitiamo ad approfondire tutti i casi particolari leggendo la nostra guida completa alla pensione di cittadinanza.

Pensione di cittadinanza: come si spende?

Una volta ricevuti i soldi della pensione di cittadinanza, sarai libero di spenderli come meglio credi, giusto? E invece no. Il trattamento viene erogato attraverso una carta elettronica, una sorta di card prepagata, da utilizzare in tre modi:

  • per l’acquisto di beni di prima necessità;
  • per il prelievo di contanti entro un limite massimo di 100 euro al mese per ogni singola persona;
  • per pagare tramite bonifico l’affitto o la rata del mutuo.

Come si può spendere la pensione di cittadinanza

Con la carta su cui ti è stata versata la pensione di cittadinanza puoi acquistare solo in Italia e non online:

  • generi alimentari e vino;
  • farmaci;
  • vino;
  • vestiti;
  • libri;
  • mobili;
  • elettrodomestici.

Come detto, con la carta elettronica della pensione di cittadinanza puoi anche pagare le bollette, l’affitto o il mutuo della casa.

Nulla ti vieta, inoltre, di andare a mangiare la pizza con tua moglie e di pagare con il sussidio.

L’importante è che, a parte i 100 euro che puoi prelevare ogni mese, tu paghi utilizzando il Pos negli esercizi commerciali che aderiscono al circuito commerciale Mastercard.

Come non si può spendere la pensione di cittadinanza

La legge che ha introdotto la pensione di cittadinanza vieta alcune spese da fare con la carta elettronica. Si tratta di quelle relative a:

  • prodotti assicurativi, finanziari o creditizi;
  • acquisto, noleggio o leasing di navi o imbarcazioni da diporto;
  • armi;
  • giochi che prevedono vincite in denaro o in altre utilità;
  • materiale pornografico e beni e servizi per adulti (insomma, niente card al sexy shop);
  • servizi di trasferimento di denaro;
  • gioielli o pellicce;
  • abbonamento a pay-tv;
  • oggetti d’arte o di antiquariato;
  • club privati.

Non è possibile utilizzare la card per acquistare dei prodotti o dei servizi online (tranne gli elettrodomestici con ritiro nel punto vendita), tramite direct-marketing o all’estero. Niente Amazon, per intenderci. Niente Spotify o Netflix. Niente Sky.

Pensione di cittadinanza: che succede se non finisco i soldi?

A forza di dire no a questo e a quest’altro, va a finire che non spendi tutta la pensione di cittadinanza che ti è stata caricata sulla carta elettronica. Pensi di avere risparmiato un gruzzolo da accumulare al sussidio del mese successivo? Pensi male, allora.

Ciò che ti viene caricato sulla card deve essere speso entro il mese. Quello che avanza (a parte gli arretrati) viene sottratto dalla tessera nel limite del 20% di quanto erogato dalla mensilità successiva.



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