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Instagram: cosa scrivere sotto le foto

29 Luglio 2019
Instagram: cosa scrivere sotto le foto

La scelta del testo giusto, accompagnato dagli hashtag corretti, è alla base di un corretto utilizzo del social network.

Instagram è senza ombra di dubbio il social network del momento. Il suo successo è dovuto al fatto che si presta ad essere utilizzato da una vasta platea di utenti: puoi utilizzarlo per condividere istanti della tua vita con gli amici o con il resto del mondo, per far conoscere le tue foto – amatoriali o professionali – o per far crescere il tuo business.  Tuttavia, postare delle belle foto in grado di catturare l’attenzione degli altri utenti è necessario, ma non è sufficiente.

Devi essere in grado di coinvolgere il tuo pubblico, creare quello che, dai professionisti del settore, viene definito engagement. In che modo? È molto semplice. Devi dedicare attenzione alla caption, ossia la descrizione che accompagna le foto. Questa è una delle maggiori difficoltà che molti utenti incontrano quando iniziano ad approcciarsi ad Instagram: cosa scrivere sotto le foto?

Scopriamolo insieme.

Informazioni preliminari

Il tuo post può essere di 2200 caratteri, tuttavia, a meno che tu non abbia qualcosa di davvero importante da comunicare, un testo eccessivamente lungo (calcola che 2200 caratteri sono ben più di 300 parole) può annoiare e farti perdere seguaci.

La lunghezza ideale, nella generalità dei casi, è un testo non più lungo di cinque o sei righe. Anche perchè i testi troppo lunghi vengono parzialmente oscurati da Instagram e, per leggerli interamente, è necessario premere su “altro”. È evidente che così si penalizza una delle caratteristiche principali della piattaforma: l’immediatezza.

Soprattutto non commettere un errore che fanno in tanti, cioè quello di continuare a scrivere il testo del post nel primo commento una volta esauriti i caratteri a disposizione. A meno che tu non abbia qualcosa di davvero importante da comunicare, ti conviene quindi evitarlo. D’altronde, se davvero vuoi scrivere dei post lunghi su un determinato argomento, puoi utilizzare altri social network (Facebook primo fra tutti), ma non dimenticare mai che Instagram è incentrato sulle foto.

Un’altra cosa molto importante è capire fin dal principio il tipo di pubblico che vuoi interessare perché da questo dipenderà anche il tenore dei tuoi post. Se intendi usare Instagram per il tuo lavoro, ovviamente dovrà ruotare tutto attorno ad esso. Se, al contrario, intendi creare semplicemente un profilo personale, sentiti libero di condividere ciò che preferisci.

Infine, devi decidere se rivolgerti ad un pubblico italiano o internazionale. Qualora optassi per questa seconda ipotesi, è evidente che ti dovrai impegnare a scrivere le descrizioni sotto le foto interamente in lingua inglese.

Iniziamo!

Sii informale 

Instagram è lo strumento di comunicazione preferito dalle nuove generazioni e, proprio per tale motivo, il primo consiglio è di evitare i formalismi o toni troppo seriosi. Non porre mai barriere tra te e i tuoi followers: rivolgiti a loro come ti rivolgeresti ai tuoi amici.

Cerca di far emergere la tua personalità e il tuo senso dell’humor.

Raccontati 

Far emergere un po’ di se stessi aiuta certamente a farsi conoscere dai followers e a creare empatia tra te e il tuo seguito.

Ciò non ti impone di aprirti a trecentosessanta gradi e utilizzare necessariamente Instagram come fosse un diario, semplicemente il suggerimento è di lasciare emergere anche solo una piccola parte di te.

Ad esempio, puoi raccontare quello che c’è dietro un momento che hai immortalato. Un po’ come se fosse un dietro le quinte della tua foto: tutto ciò che i tuoi followers non saprebbero se tu non glielo svelassi. Potrebbe essere un aneddoto legato a quel momento oppure potresti cercare di esprimere a parole un’emozione che hai provato.

È vero che ormai la tecnologia condiziona le nostre vite, ma è sempre bello ricordarci che dietro agli smartphone ci sono persone in carne ed ossa.

Evita le citazioni trovate a caso su Google

A meno che non siano assolutamente pertinenti, evita di cercare citazioni random su internet pur di scrivere qualcosa sotto la tua ultima foto: potrebbero essere percepite dal tuo seguito come qualcosa di impersonale. Ciò non vuol dire che tu assolutamente non lo possa fare, significa solo che non ogni post deve riportare necessariamente una citazione di qualche autore famoso per riempire gli spazi bianchi.

Qualora questa non sia una tua abitudine, non è assolutamente un peccato ricorrere di tanto in tanto a qualche aiuto in caso di totale assenza momentanea di ispirazione. Ti basterà cercare nella barra di ricerca di Google “frasi (argomento che ti interessa)” e premere cerca. Ad esempio, se vuoi una didascalia da accompagnare all’ultima foto scattata in spiaggia, ti basterà scrivere “frasi mare” oppure “citazioni mare”.

Poni delle domande

Interagire con gli altri utenti di Instagram è fondamentale per far crescere la tua community. Puoi provare a coinvolgere chi ti segue ponendo delle domande. Come “e voi? che progetti avete per il weekend? raccontatemi tutto nei commenti” oppure, se ad esempio hai postato la foto di una bella località, puoi scrivere “tagga la persona con cui vorresti andare lì”.

I vantaggi di questo genere di didascalie sono molteplici: interagisci con altri utenti e aumenti in tal modo il numero dei commenti sotto le tue foto, accrescendo in tal modo la tua visibilità su Instagram (che è molto influenzata dal numero di commenti che si è in grado di ottenere per ogni foto); riesci a far conoscere il tuo profilo anche ad altri utenti grazie al tag di utenti che già ti seguono; risolvi il problema di trovare un testo da accompagnare alla tua foto.

Utilizza le emoticon

Le emoticon (o emoji), che sicuramente già conoscerai molto bene, sono delle faccine o dei simboli che possono essere aggiunti ai tuoi testi.

Se sei a corto di idee per la didascalia della tua foto, puoi decidere di utilizzare un emoticon in sostituzione del testo. Ovviamente, deve avere un collegamento con la foto, altrimenti potrebbe sembrare buttata lì a caso.

Ormai, gli sviluppatori hanno inventato centinaia e centinaia di emoticon, per questo motivo il consiglio è di provare a utilizzare quelle meno gettonate per distinguerti dagli altri utenti. Tra l’altro, potresti pensare di iniziare ad utilizzare un emoticon originale in modo da farla diventare quasi una tua firma personale sotto i tuoi post.

La raccomandazione è comunque di non fare un abuso di emoji. In rete girano dei meme che fanno ironia sul fatto che le emoji altro non sarebbero che la versione moderna dei geroglifici degli antichi egizi. Ecco, ricordatelo prima di pubblicare un post su Instagram: il troppo storpia, tienilo sempre a mente!

Utilizza gli hashtag

Gli hashtag sono delle etichette che puoi aggiungere ai tuoi post per permettere agli altri utenti di trovare le tue foto nella sezione “esplora” dell’app.

La tendenza è quella di inserirne tantissimi in modo da accrescere la possibilità che altri utenti visualizzino le proprie foto, ma in realtà questa è la cosa peggiore che tu possa fare. Fino a poco tempo fa, infatti, la tendenza era quella di inserire tanti, troppi, hashtag. Il risultato era quello di far perdere visibilità agli altri utenti che, invece, utilizzavano questo strumento correttamente (anche perché è facile intuire che in tal modo si finiva per inserire hashtag non attinenti). Per ovviare a tali inconvenienti, è stato inserito il limite massimo di trenta hashtag.

Alla luce di quanto detto, devi certamente evitare di utilizzare hashtag come #followforfollow. Questo tipo di hashtag manifesta la tua disponibilità a scambiarti reciprocamente il follow con altri utenti, comportamento questo ritenuto riprovevole perché in grado di falsare le naturali dinamiche del social network. Inoltre, rischieresti di incorrere nelle sanzioni stabilite da Instagram: blocco momentaneo di likes, commenti e follow.

La regola aurea da seguire è una e semplice: inserisci un numero di hashtag limitato e totalmente attinente alla foto pubblicata (foto di viaggio? inserisci hashtag che riguardano il posto dove sei oppure foto di viaggio in generale, come #instapassport).

Tuttavia, poiché pensare agli hashtag non è sempre semplice, ti puoi aiutare con alcune app in grado di suggerirti le giuste etichette da inserire divise per categorie.

Una delle più scaricate è certamente Top Tags (gratuita), app che si contraddistingue anche per la semplicità di utilizzo. Una volta avviata, infatti, ti si apre una schermata con diverse icone che ti permettono subito di individuare la giusta categoria (esempio: una zampa per le foto di cani; una valigia per le foto di viaggio e così via). Scelta la tua categoria, ti basta semplicemente fare click su “copy” sotto il gruppo di hashtag che ti interessano e incollarli sotto la foto.

Se, invece, preferisci cercare gli hashtag da solo, magari per trovarne di più originali, ti basta iniziare ad inserire nello spazio riservato al testo l’asterisco (#) e iniziare a scrivere una parola attinente e, nel giro di pochi secondi, ti uscirà una lista di hashtag che comprendono quella parola.

Il consiglio in questi casi è di non scegliere hashtag troppo utilizzati (che raggruppano già milioni di foto, per intenderci) perché rischieresti che la tua foto, tra tante, non venga mai visualizzata. Prediligi gli hashtag che raggruppano dalle diecimila foto a salire, in modo da avere maggiori possibilità che la tua foto venga apprezzata, ed evita quelli poco utilizzati: se raggruppano poche foto, certamente non sono hashtag ricercati dagli altri utenti.

Utilizzo nei processi delle foto pubblicate su Instagram

Il largo utilizzo che viene fatto dei social ha posto il problema della rilevanza giuridica da riconoscere alle foto postate sui social ai fini processuali.

In particolare, nelle cause di divorzio (la prova di un tradimento immortalata sui social) e nelle cause di lavoro (il dipendente dichiara di essere malato e nel frattempo pubblica sui social un selfie sulla spiaggia), le foto postate incautamente sui social possono essere determinanti per decidere l’esito di un processo.

Tali foto, infatti, nel caso in cui non vengano contestate dalla controparte, assumono il valore di prova documentale. La contestazione, per neutralizzare la valenza probatoria della foto, deve essere tesa a dimostrare che la fotografia non rappresenta il vero.

Sul tema, è possibile consultare il seguente articolo: Foto sui social network: sono prove?


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