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Pensione anticipata per stress

21 Giugno 2019 | Autore:
Pensione anticipata per stress

È possibile pensionarsi in anticipo a causa dello stress collegato all’attività lavorativa?

Ritmi accelerati, carichi lavorativi eccessivi, contrasti con i colleghi, difficoltà nel conciliare l’impiego con la vita privata: le situazioni stressanti, per i lavoratori, sono all’ordine del giorno.

Lo stress da lavoro, o meglio lo stress lavoro correlato, è difatti uno dei rischi che tutti i datori di lavoro sono obbligati a valutare ed a riportare nel Dvr (il documento di valutazione dei rischi).

Lo stress, di per sé, è una reazione normale dell’organismo alle sollecitazioni esterne: quando però la persona non riesce a reagire alle richieste dell’ambiente esterno, perché queste superano le sue capacità di risposta, parliamo di stress negativo, o distress, dal quale possono scaturire gravi patologie.

È allora possibile ottenere la pensione anticipata per stress? In alcuni casi, si può ottenere l’anticipo del pensionamento, o un trattamento previdenziale che non prevede requisiti di età minimi, come l’assegno ordinario d’invalidità, se è riconosciuta una riduzione della capacità lavorativa superiore a determinate soglie. Alle persone con invalidità riconosciuta possono essere anche corrisposti dei trattamenti di assistenza, che non richiedono un requisito contributivo minimo.

Se, quindi, dallo stress da lavoro derivano delle patologie che determinano la riduzione della capacità lavorativa, è possibile ottenere la pensione in anticipo o un diverso trattamento di previdenza o di assistenza. Ma procediamo con ordine.

Quali sono le malattie causate dallo stress?

Dallo stress possono derivare diverse patologie: una delle più frequenti è la sindrome del burnout, o esaurimento nervoso o nevrastenia, che può sfociare anche in patologie psichiche invalidanti. Dalla nevrosi fobica ossessiva alla psicosi ossessiva, dalla sindrome depressiva alla nevrosi ansiosa; ne abbiamo parlato in: Pensione per esaurimento nervoso.

Dallo stress possono nascere anche patologie non puramente psichiche, ma di origine psicosomatica, per le quali possono essere comunque riconosciute percentuali di invalidità: ulcere, disturbi al fegato, al cuore, all’apparato digerente e muscolare.

Si può chiedere la legge 104 per stress?

Il lavoratore che si ammala a causa dello stress può chiedere il riconoscimento di un handicap, e conseguentemente dei benefici collegati a questa condizione, nel caso in cui dalle patologie conseguenti allo stress sia derivata una minorazione causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa.

Il riconoscimento dello stato di handicap, nello specifico, comporta il diritto alle agevolazioni della legge 104, come i permessi retribuiti (pari a 3 giorni al mese o a un massimo di 2 ore al giorno), la possibilità di rifiutare il trasferimento, specifiche agevolazioni fiscali.

Come si presenta la domanda d’invalidità e legge 104 per stress?

Il lavoratore, a causa delle patologie conseguenti allo stress prolungato, può chiedere il riconoscimento della riduzione della capacità lavorativa, cioè dell’invalidità, e il riconoscimento dell’handicap.

La domanda di riconoscimento dell’invalidità e dell’handicap deve essere inviata all’Inps telematicamente o tramite patronato: è indispensabile aver preventivamente ottenuto dal proprio medico curante un certificato introduttivo, riportante nel dettaglio le minorazioni e le condizioni di salute dell’interessato.

Per conoscere, passo dopo passo, gli adempimenti necessari: Domanda d’invalidità, legge 104 e accompagnamento.

Quali pensioni per stress?

Se al lavoratore ammalato a causa dello stress è riconosciuta una percentuale d’invalidità superiore a determinate soglie, questi può avere diritto a una pensione: la prestazione spettante può consistere in un trattamento previdenziale, quindi una pensione calcolata sulla base dei contributi versati (con l’eventuale diritto a maggiorazioni collegate allo stato d’invalidità).

Nel caso in cui il requisito contributivo non sia sufficiente al conseguimento di una prestazione previdenziale, l’invalido può aver diritto a un trattamento di assistenza, come la pensione d’inabilità civile, nell’ipotesi in cui si trovi anche in una condizione di bisogno economico.

In particolare, il lavoratore disabile a causa dello stress può richiedere:

  • l’assegno ordinario d’invalidità, se gli è stata riconosciuta un’invalidità lavorativa superiore ai due terzi, e se possiede almeno 5 anni di contributi, dei quali 3 versati nell’ultimo quinquennio; l’assegno è calcolato allo stesso modo della futura pensione, sulla base dei soli contributi versati, e può essere cumulato con eventuali redditi di lavoro solo entro determinati limiti;
  • la pensione d’invalidità civile (assegno di assistenza mensile per invalidi civili parziali): per ottenere questa prestazione non è necessario aver versato contributi, ma si deve possedere un reddito personale non superiore a 4.906,72 e di un’invalidità civile riconosciuta dal 74% al 99%; l’assegno ammonta a 285,66 euro al mese (i valori si riferiscono all’anno 2019);
  • la pensione d’inabilità civile, in presenza di un’invalidità civile riconosciuta pari al 100%, e di un reddito personale inferiore a 16 814,34 annui; anche la pensione d’inabilità civile ammonta a 285,66 euro al mese (i valori si riferiscono all’anno 2019);
  • la pensione di cittadinanza o il reddito di cittadinanza, nell’ipotesi in cui l’intero nucleo familiare dell’invalido si trovi in una situazione di bisogno economico e si possiedano i requisiti previsti per il sussidio;
  • l’Ape sociale, solo sino al 30 novembre 2019, se l’interessato ha un’invalidità civile riconosciuta dal 74% in su, e matura entro il 31 dicembre 2019 30 anni di contributi e 63 anni di età;
  • la pensione anticipata precoci, se possiede un’invalidità civile dal 74%, almeno 41 anni di contributi e 12 mesi di effettiva contribuzione da lavoro accreditata prima del compimento dei 19 anni;
  • la pensione di vecchiaia anticipata, con un minimo di 61 anni di età (56 anni se donna) e 20 anni di contributi, e un’invalidità pensionabile almeno pari all’80% (sono esclusi i dipendenti pubblici e i lavoratori autonomi).

Il lavoratore ammalato a causa dello stress, se con invalidità riconosciuta superiore al 74%, ha diritto all’accredito di 2 mesi di contributi figurativi ogni 12 mesi di effettivo lavoro, a partire dalla data di riconoscimento dell’invalidità in misura superiore al 74%; in questo modo, può ottenere sino a un massimo di 5 anni di contribuzione figurativa.



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