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Ecco cosa contiene la lettera di Conte all’Ue per trattare

20 Giugno 2019 | Autore:
Ecco cosa contiene la lettera di Conte all’Ue per trattare

Proseguono i negoziati tra Italia ed Europa: la proposta di Conte all’Europa per favorire la crescita economica nel rispetto delle regole.

Un’altra mossa nella complicata partita tra l’Italia e l’Europa per trovare un punto d’incontro tra il rigore economico  e la crescita: stavolta l’iniziativa è italiana. La prende il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che scrive una lettera ai vertici dell’Unione per intavolare trattative. Del resto, si tratta di una mossa obbligata: era la Commissione che ci aveva chiesto di fare chiarezza sui nostri conti e presentare difese in modo da evitare la procedura di infrazione.

Il messaggio rivolto all’Europa è chiaro: l’Italia assicura il rispetto delle regole attuali, ma propone l’apertura di un negoziato volto a ridiscuterle. L’obiettivo è quello di ampliare gli spazi di manovra per favorire la crescita ed il rilancio dell’economia. Troppo stringenti, infatti, gli attuali parametri e vincoli di stabilità che, a giudizio del nostro Governo, frenano la ripresa. Conte non contesta le attuali regole europee e, anzi, si impegna a rispettarle, ma cerca di individuare spazi di dialogo con gli altri Paesi membri dell’Unione per riscriverle in modo più favorevole. Anziché criticare la situazione, cerca di proporre i modi per migliorarla ed il primo tra questi è aprire un confronto diretto. Per questo, la lettera è rivolta non solo a tutti i Paesi membri, ma anche al presidente del Consiglio dell’Unione, Donald Trusk, ed al presidente della Commissione, Jean Claude Juncker, con cui in passato non erano mancati aspri contrasti.

Collaborazione e non scontro, quindi. In questo momento, l’Italia cerca di instaurare un dialogo costruttivo con l’Europa ed assume l’iniziativa. Ecco i passaggi chiave della lettera: l’Italia ribadisce di essere uno dei Paesi fondatori dell’Europa e per questo sente «la piena responsabilità di coltivare un dialogo aperto e costruttivo» con le istituzioni europee».

Da dove prenderà l’Italia i soldi per ridurre il deficit? Conte anticipa che ci sono già due miliardi per minori spese accantonate dalla legge di bilancio 2019. Il famoso tesoretto, quindi, non verrà speso come, invece, volevano sia Di Maio che Salvini. In più, vengono confermati tagli da 1,5 a 3 miliardi su Reddito di cittadinanza e Quota 100. Il Consiglio dei ministri ha poi avallato una prima bozza di assestamento di bilancio che richiama anche i 3,2 miliardi di maggiori entrate, tributarie e non. Una mossa per riequilibrare i conti 2019 senza una vera e propria manovra correttiva nel tentativo di evitare la procedura d’infrazione. Ci sarà la rivisitazione delle deduzioni e detrazioni fiscali, come anticipato più volte, ma non di certo l’aumento Iva come paventato dagli italiani.

Il governatore della Banca d’Italia, Visco, ha espresso «dubbi» sulla tenuta del debito pubblico, in assenza di una crescita economia robusta. Nella lettera di Conte non si fa menzione delle nuove misure che Salvini vorrebbe proporre il prossimo anno, il cosiddetto shock fiscale che potrebbe chiedere una forte spesa al nostro Paese. Se le misure annunciate dalla Lega dovessero comparire nella prossima manovra senza un’adeguata copertura allora il problema si presenterebbe di nuovo e forse più grave di prima.

Conte richiama anche i fatti accaduti a dicembre dello scorso anno, quando «un intenso negoziato ha consentito di chiarire i dettagli della nostra manovra». Tutti ricordano lo scontro con l’Europa che stava portando alla bocciatura delle misure economiche introdotte dall’Italia, infine accettate dopo molti correttivi ed al salato costo della preannunciata apertura della procedura di infrazione per il mancato rispetto delle regole.

Il Presidente del Consiglio nella lettera di oggi richiede all’Europa  di «aprire adesso, senza ulteriore indugio, una fase costituente per ridisegnare le regole di governo delle nostre società e delle nostre economie».  Un tavolo di discussione, insomma, da iniziare subito, perché – prosegue la lettera – «prima che l’Ue si trovi ad affrontare nuove crisi finanziarie sistemiche e globali occorre una riflessione approfondita su come assicurare un effettivo equilibrio tra stabilità e crescita».

L’Italia, quindi, con questo messaggio cerca di far capire all’Europa che i parametri attuali saranno rispettati, ma che è indispensabile ridiscuterli al più presto e renderli più flessibili e adatti alle esigenze dei Paesi membri. Insomma, meno polemiche e più fermezza rispetto a quanto era accaduto lo scorso autunno, quando le rispettive posizioni si erano irrigidite e lasciavano poco spazio alle proposte costruttive.

Ora viene il momento del confronto e le trattative non saranno facili: sul tavolo ci sono i punti del tetto del 3% nel rapporto deficit/pil ed il rispetto dei rigidi vincoli di bilancio, che l’Europa continua a pretendere e che l’Italia vorrebbe allargare per favorire la crescita. Il tutto sotto la scure della procedura di infrazione che nel frattempo è stata avviata contro l’Italia ma potrebbe rientrare se il dialogo proseguirà ed arriverà ad un punto di incontro.



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