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Compro oro: restituzione oggetti per ripensamento

20 Giugno 2019
Compro oro: restituzione oggetti per ripensamento

È possibile riprendersi un gioiello venduto a un Compro oro? Che differenza c’è rispetto al pegno? Che succede in caso di errore di valutazione?

Sei stato in un negozio di  Compro oro cui hai venduto alcuni oggetti di valore che avevi a casa e che non usavi da molto tempo. Dopo qualche giorno, però, comprendi di non aver fatto un buon affare. Tra le varie cose, infatti, hai ceduto anche un anello di una prestigiosa marca il cui valore supera quello dell’oro puro. Hai tutto l’interesse e l’intenzione di riottenerne la proprietà (sempre che il gioiello non sia stato nel frattempo già fuso). È possibile? Si possono chiedere i soldi indietro per un errore di valutazione? Nel caso di affari conclusi con un Compro oro, è prevista la restituzione degli oggetti per ripensamento? Ecco cosa prevede a riguardo la legge.

Compro oro: è possibile la restituzione degli oggetti?

Il Compro oro non può svolgere attività di banco dei pegni (di solito lasciata alle banche). Conoscerai già la differenza:

  • presso i Compro oro vendi la proprietà dell’oggetto in modo definitivo, senza possibilità di restituzione;
  • al banco dei pegni (anche chiamato Monte di pietà o Monte dei pegni) cedi in pegno – ossia in garanzia – un oggetto in cambio di una somma di denaro liquido. Nel contratto viene stabilito un termine per la restituzione del denaro con gli interessi. In caso di mancato pagamento, il bene resta di proprietà del creditore.

Dunque, una volta che hai venduto un oggetto d’oro al Compro oro non puoi più ottenere la restituzione del bene. Ti consiglio di leggere la nostra guida su Come fare soldi vendendo oggetti d’oro.

Compro oro: esiste il diritto di ripensamento?

Il diritto di ripensamento – meglio noto come diritto di recesso – consente al consumatore la possibilità di revocare il contratto già firmato tutte le volte in cui questo è stato concluso “fuori dai locali commerciali” come, ad esempio, porta a porta, via internet o per telefono. Il diritto di recesso non deve essere motivato: basta il semplice fatto di aver rivalutato la convenienza dell’affare. È però necessario rispettare i termini: la lettera con la comunicazione del ripensamento va inviata alla controparte (e da questa ricevuta) entro 14 giorni dalla conclusione del contratto (sia esso scritto o orale).

Dunque, se ti sei recato in un negozio di Compro oro non puoi esercitare il diritto di recesso trattandosi di un «locale commerciale». Se, invece, hai concluso la vendita a casa tua, perché sei stato raggiunto da un rappresentante o perché hai agito tramite un sito internet, hai 14 giorni di tempo per ripensarci.

Compro oro: posso chiedere i soldi indietro per un errore di valutazione?

Da quanto hai appena letto ti sarai reso conto che, nel caso di Compro oro, non c’è alcuna possibilità di ottenere la restituzione degli oggetti per ripensamento o per qualsiasi altra ragione. Esiste, tuttavia, un’eccezione contemplata dal Codice civile: quella in cui la volontà dell’acquirente sia stata viziata non per una colpa a lui imputabile. Si tratta dei casi di annullamento del contratto per errore o per dolo. Cerchiamo di capire come funzionano queste due ipotesi, fuori dalle quali però non è possibile mai chiedere i soldi indietro per un errore di valutazione.

Annullamento della vendita oro per dolo

Se il venditore di Compro oro ti ha truffato, o meglio ha compiuto artifici o raggiri per acquistare l’oggetto prezioso a un prezzo inferiore rispetto al dovuto (ad esempio truccando la bilancia) hai 5 anni di tempo per annullare il contratto e ottenere indietro la restituzione dell’oggetto. Se tale restituzione non è più possibile (ad esempio perché l’oggetto è stato fuso) potrai ottenere la restituzione del danno rapportato all’effettivo valore del bene.

Annullamento della vendita oro per errore

Il Codice civile consente l’annullamento del contratto per un errore incolpevole in cui sia caduta una delle parti, nel nostro caso il venditore dell’oro. Anche in questo caso il diritto deve essere esercitato entro cinque anni.

Quali sono i tipi di errore? Esistono due figure diverse di errore che causano l’annullamento del contratto:

  • errore vizio: si ha quando c’è una falsa rappresentazione della realtà e, proprio a causa di questa, si stipula il contratto. È ad esempio il caso di chi crede di vendere un oggetto placcato in oro e, invece, è un 18 carati;
  • errore ostativo: si ha quando c’è un errore nella manifestazione della volontà che crea una divergenza tra ciò che si vuole e ciò che si realizza. Ad esempio, dico di voler vendere un oggetto a 100 euro e, invece, intendevo mille euro. Si può trattare anche di un errore di linguaggio giuridico.

Non per qualsiasi errore può essere annullato un contratto; equivarrebbe altrimenti a riconoscere la possibilità di porre nel nulla qualsiasi accordo solo per il capriccio di una delle parti che dichiari di essersi sbagliata. Per questo la legge dice che, per essere causa di annullamento del contratto, l’errore deve essere:

  • essenziale: ossia tale da determinare la parte a concludere un contratto che altrimenti non avrebbe mai concluso o avrebbe concluso a diverse condizioni;
  • riconoscibile dall’altra parte: è necessario che una persona di normale diligenza poteva rilevare e riconoscere l’errore dell’altro soggetto e non lo abbia fatto. Ciò al fine di tutelare l’affidamento della controparte contrattuale.


1 Commento

  1. Voi vi fidate dei Compro oro? Io ho sempre pensato che dietro potrebbero esserci attività illecite. Certo, non tutti, però… E scusatemi, sarebbe anche molto difficile, se non impossibile, dimostrare che l’oggetto venduto di marca ha un valore maggiore di quello valutato, se ormai è stato fuso. E c’è da dire che non tutti i compro oro rilasciano un documento che possa attestare quanto è stato pagato quel gioiello, soprattutto se si tratta di importi non particolarmente alti.

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