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Posso suonare uno strumento in condominio?

23 Giugno 2019 | Autore:
Posso suonare uno strumento in condominio?

Il vicino mi può denunciare se mi esercito in casa con la batteria o con la cornamusa? Può essere vietato dal regolamento? Quando scatta il reato?

Finché si tratta di una chitarra classica o di una tastiera da suonare con le cuffie, il problema sostanziale non si pone. Ma pensa se nel tuo condominio c’è qualcuno che sta imparando a suonare la batteria, la tromba o la cornamusa (quest’ultima, ti dico per esperienza, è più tremenda di quello che può sembrare, che a suonarla sia un principiante o un esperto musicista scozzese). D’altra parte, uno avrà anche il diritto di imparare a suonare uno strumento a casa sua, altrimenti dov’è che si esercita? Non è che può andare ogni volta in cima ad una montagna: a dir poco, uccellini e uccellacci scapperanno dagli alberi ed arriveranno gli animalisti a lamentarsi del «disturbo della quiete ornitologica». Quindi, la domanda è: posso suonare uno strumento in condominio?

A costo di diventare strabici, occorre guardare con un occhio la legge e con l’altro il regolamento condominiale. Da una parte c’è il Codice civile che stabilisce certe regole sulla quiete del vicinato. Dall’altra c’è l’assemblea del condomino che, in quanto «organo di autogoverno del palazzo» (può suonare a battuta, ma in realtà di quello si tratta), stabilisce che cosa si può fare e che cosa no, ovviamente nel rispetto della legge.

E tra legge e regolamento condominiale, il nostro povero musicista che cosa può fare? Può inseguire tra le mura della sua camera il sogno di diventare un Lele Melotti della batteria, un Louis Armstrong della tromba o un Carlos Nuñez della cornamusa? Oppure si dovrà fermare davanti al parere dei vicini che, a mo’ di giudici di X Factor, si presenteranno davanti alla porta di casa a dirgli: «Per me è no»?

Insomma: posso suonare uno strumento in condominio? Se sì, quando? E se no, perché?

Strumento in condominio: cosa dice la legge?

Se vuoi suonare uno strumento in condominio, sappi che secondo il Codice civile [1] lo puoi fare ma fino ad un certo punto. Nel senso che il tuo vicino di casa non può impedire le immissioni di rumori se questi non superano la normale tollerabilità, tenendo conto anche della collocazione dei luoghi.

Questo, tanto per cominciare, ci dice due cose. Che finché stai sotto una certa soglia di rumore, puoi suonare uno strumento in condominio. E che, però, devi considerare il posto in cui abiti. Se, per dire, confini con una clinica in cui ci sono dei pazienti, devi darti una regolata.

Strumento in condominio: la normale tollerabilità

Molte cose nella vita sono soggettive. Una di queste è il concetto di «normale tollerabilità». Ciascuno ha il suo limite: ad alcuni dà fastidio persino il rumore di una foglia che cade, altri non possono fare a meno di ascoltare la musica a palla. Appare evidente che la legge deve, in qualche modo, stabilire un limite oltre il quale si presume si possa dare fastidio a qualcuno quando si suona uno strumento in condominio.

Più concreto, invece, il concetto di «immissioni». Si tratta di quelle intrusioni immateriali prodotte dall’attività di chi abita in un fondo e che finiscono per interferire in senso negativo con il diritto di proprietà del vicino limitando o, addirittura, impedendo il legittimo e pieno godimento del fondo stesso. In altre parole, e per dirla in modo estremamente semplice: emettere, in questo caso, dei rumori che possono dar fastidio al dirimpettaio ed impedirgli di stare a casa sua in santa pace. Come quando si suona uno strumento in condominio.

Fino a che punto si impedisce al vicino il godimento della sua proprietà lo può dire la cosiddetta soglia di normale tollerabilità del rumore. E chi la decide? Secondo la giurisprudenza, questa soglia viene superata quando tra il rumore di fondo (le macchine sulla strada, il passaggio del treno o dei tram, ecc.) ed il rumore misurato davanti ad un evento eccezionale (ad esempio quello della tua chitarra elettrica) supera i 3 decibel. Questi controlli vengono fatti dall’Asl, dall’Arpa (l’Agenzia regionale per l’ambiente), dai Nas (i Nuclei antisofisticazione dei Carabinieri) o da altri enti o soggetti chiamati a controllare se, effettivamente, la normale tollerabilità è stata superata.

Strumento in condominio: se devo suonare per lavoro?

Può capitare, però, che tu non voglia suonare uno strumento in condominio solo per puro diletto ma perché è il tuo mestiere. E, naturalmente, hai bisogno di provare, di esercitarti. In un caso come questo, che cosa prevede la legge? Devi per forza spendere dei soldi per farti una camera insonorizzata o ci deve essere una certa tolleranza?

Lo stesso articolo del Codice civile citato prima stabilisce che, nell’applicazione della norma, il giudice deve bilanciare le esigenze di chi produce il rumore (tu che suoni) e chi lo subisce (il vicino che sente) e che deve tenere conto della priorità di un determinato uso. Significa che la soglia dei 3 db può essere superata se chi suona lo strumento in condominio non può farne a meno.

Strumento in condominio: possono denunciarmi?

Chi ritiene che quando suoni lo strumento in condominio oltrepassi il limite di normale tollerabilità può agire portando in giudizio te e (se vivi in affitto) il tuo padrone di casa chiedendo:

  • che ti venga imposto di prendere i dovuti provvedimenti per limitare l’intensità del rumore (la solita camera insonorizzata, le cuffie se suoni la tastiera, ecc.) o, addirittura, di interrompere l’attività se non è possibile impedire l’immissione dei suoni molesti;
  • il risarcimento del danno consistente nella perdita del valore dell’immobile (non tutti comprerebbero volentieri una casa accanto a quella di uno che suona la cornamusa per 8 ore al giorno) e dell’eventuale danno alla salute per mancanza di riposo e per lo stress subìto.

Attenzione, però. La vicenda può avere un risvolto penale solo in un determinato caso, come stabilito dalla Cassazione [2]. In pratica, commette reato di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone [3] chi emette dei rumori in grado di superare la normale tollerabilità in modo da recare disturbo alla tranquillità pubblica, ovvero alla quiete e al riposo «di un numero indeterminato di persone», anche se non è necessario che siano state tutte disturbate in concreto. Questo vuol dire che il reato c’è se il rumore del tuo strumento musicale disturba concretamente solo la persona che vive nell’appartamento accanto al tuo ma può dare fastidio potenzialmente ad un numero non precisato di persone.

Strumento in condominio: può impedirlo il regolamento?

Oltre al Codice civile, altro ostacolo da superare per chi suona uno strumento in condominio è quello del regolamento approvato dall’assemblea. Un regolamento che contiene due tipi di norme: quelle di comportamento e quelle di godimento e di utilizzo delle proprietà esclusive.

Può capitare di trovare nel regolamento condominiale una clausola che vieti di arrecare disturbo ai vicini nelle ore di riposo notturno e diurno, attraverso la quale vengono stabiliti, per così dire, degli orari di silenzio oppure degli intervalli in cui è possibile suonare uno strumento. Ma può anche succedere che il regolamento condominiale contenga un divieto tassativo di suonare uno strumento a qualsiasi ora.

In questi casi, il giudice non si attiene al Codice civile ma a quanto disposto dal regolamento [4], anche se un eventuale divieto vincola le norme che condizionano sia il godimento delle parti comuni sia il i poteri del singolo condomino nella sua proprietà esclusiva.


note

[1] Art. 844 cod. civ.

[2] Cass. sent. 5241/1978 dell’14.11.1978.

[3] Art. 659 cod. pen.

[4] Cass. sent. n. 3678/2005 dell’01.12.2005.

Autore immagine: Pixabay.com


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