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Pensione minima per chi non ha mai lavorato

20 Giugno 2019 | Autore:
Pensione minima per chi non ha mai lavorato

Chi non possiede contributi previdenziali può comunque ottenere una pensione al compimento dell’età per il trattamento di vecchiaia?

Hai compiuto 67 anni, l’età necessaria per ottenere la pensione di vecchiaia. Hai dunque richiesto all’Inps la liquidazione del trattamento, ma hai avuto un’amara sorpresa: non raggiungi, difatti, 20 anni di versamenti, cioè il requisito minimo contributivo per aver diritto alla pensione di vecchiaia ordinaria.

Che cosa puoi fare adesso? Se non rientri tra i lavoratori che possono richiedere la pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi, e nemmeno tra coloro che possono chiedere la pensione di vecchiaia contributiva, con 5 anni di contributi (ma a 71 anni di età), purtroppo non hai possibilità di ottenere il trattamento, a meno che non arrivi a 20 anni di versamenti riscattando degli anni scoperti da contributi, o non decida di versare i contributi volontari.

Se non hai mai versato contributi, però, o ne hai versato pochissimi, perché non hai mai avuto un impiego stabile, la questione è ben diversa: sia utilizzando il riscatto, che i versamenti volontari, non riusciresti comunque ad arrivare a 20 anni di contribuzione entro un termine ragionevole.

Non esiste dunque una pensione minima per chi non ha mai lavorato? Per chi non ha mai prestato attività lavorativa, come dipendente, come collaboratore o in proprio, l’unico trattamento di previdenza Inps previsto è riservato agli iscritti al Fondo delle casalinghe, nel caso in cui abbiano effettuato versamenti a sufficienza per la pensione. Possono poi spettare dei trattamenti di previdenza complementare, se sono stati effettuati dei versamenti, agli iscritti a uno dei fondi che erogano pensioni “integrative” (molti enti di previdenza complementare consentono infatti l’adesione anche a chi non lavora).

Non hai mai lavorato e non hai mai versato contributi previdenziali? In questo caso, ti può spettare comunque una pensione minima, ma solo se ti trovi in una situazione di bisogno: puoi infatti aver diritto all’assegno sociale, che può essere integrato da una maggiorazione e dal cosiddetto incremento al milione. Inoltre, l’assegno sociale può essere integrato, indirettamente, dalla pensione di cittadinanza. Ma procediamo con ordine.

Pensione minima a 67 anni senza contributi

Arrivato all’età pensionabile, cioè a 67 anni (per il biennio 2019-2020), il lavoratore ha diritto alla pensione di vecchiaia ordinaria, se, però, possiede un minimo di 20 anni di contributi. Se il lavoratore non possiede versamenti precedenti al 1996, e il suo assegno di pensione non arriva a 1,5 volte l’assegno sociale, non ha il diritto di ricevere la pensione di vecchiaia, nonostante abbia 67 anni e 20 anni di contributi. Chi non ha versamenti al 31 dicembre 1995 può, però, ricevere la pensione di vecchiaia con soli 5 anni di contributi e senza dover rispettare un importo minimo dell’assegno, ma a 71 anni.

Ma chi arriva ai 67 anni e non ha diritto di ottenere la pensione di vecchiaia ordinaria può richiedere comunque una pensione minima? La risposta è positiva, ma solo nel caso in cui possieda un reddito inferiore a determinate soglie.

Il trattamento di pensione minima per chi non ha mai lavorato è l’assegno sociale, che nel 2019 ammonta a un massimo di 457,99 euro al mese, ed è corrisposto per 13 mensilità. L’assegno può essere integrato sino ad arrivare a circa 660 euro mensili.

Inoltre, l’assegno sociale può essere integrato, indirettamente, dalla pensione di cittadinanza.

Come si calcola la pensione minima senza contributi?

Ma vediamo ora a quanto ammonta la pensione minima per chi non ha mai versato contributi, per i beneficiari dell’assegno sociale, delle maggiorazioni e della pensione di cittadinanza.

L’assegno sociale, come osservato, ammonta a 457,99 euro al mese, per 13 mensilità. Questo importo spetta in misura piena se l’interessato (e l’eventuale coniuge) non hanno redditi. In presenza di redditi, spetta in misura ridotta (sottraendo, cioè, il reddito percepito dall’assegno mensile), sino alle seguenti soglie:

  • per i non coniugati il reddito non può superare 5.953,87;
  • per i coniugati il reddito non può superare 11.907,74 euro annui.

Maggiorazioni della pensione minima senza contributi

L’assegno sociale può, poi, essere maggiorato dei seguenti importi:

  • 12,92 euro mensili, che spettano se l’interessato ha compiuto 65 anni, e ha un reddito inferiore a 6.121,83 euro annui, se non sposato, o inferiore a 12.790,96 euro annui, se sposato (i limiti di reddito si riferiscono al 2019);
  • 191,46 euro mensili: questa maggiorazione si chiama Incremento al milione, e spetta ai pensionati con almeno 70 di età, con reddito sino a 8.442,85 euro, se non coniugati, o sino a 14.396,72 euro, se sposati (valori 2019); se il pensionato ha versato dei contributi, la maggiorazione spetta anche con meno di 70 anni: il requisito di 70 anni è difatti ridotto di 1 anno ogni 5 anni di versamenti.

Le maggiorazioni sull’assegno sociale spettano in misura piena se non si hanno redditi, in misura ridotta se si possiedono dei redditi, oltre all’assegno sociale stesso, sino a concorrenza delle soglie limite appena osservate.

Pensione minima di cittadinanza senza contributi

Se la persona che non ha mai lavorato ha almeno 67 anni di età e il suo nucleo familiare possiede specifici requisiti (reddito del nucleo familiare inferiore a 7560 euro annui, da moltiplicare per la scala di equivalenza; patrimonio mobiliare inferiore a 6mila euro, incrementabili se vi sono più familiari; patrimonio immobiliare inferiore a 30mila euro esclusa la casa di abitazione; assenza di autoveicoli e motoveicoli nuovi o con cilindrata elevata; per conoscere tutti i requisiti: Reddito e pensione di cittadinanza, condizioni), può ottenere la pensione di cittadinanza.

Per chi non ha alcun reddito e vive solo, la pensione di cittadinanza ammonta a 630 euro al mese, a 780 euro se risulta con affitto o mutuo a carico. Se vive con altri familiari, per ogni componente adulto la pensione è maggiorata del 40%, e del 20% per ogni minorenne del nucleo (ma bisogna considerare che la pensione di cittadinanza è riservata alle famiglie composti da soli over 67, oppure da over 67 e da disabili gravi o non autosufficienti di qualunque età).

Se, ad esempio, il nucleo familiare è composto da due over 67 soli senza reddito, che pagano l’affitto, la pensione di cittadinanza ammonta a:

  • 630 euro al mese: quota base;
  • più 40% di 630 euro: quota per ulteriore componente adulto del nucleo;
  • più 150 euro quota affitto;
  • il risultato è dunque pari a 1032 euro al mese.

Se chi ha diritto alla pensione minima di cittadinanza percepisce anche l’assegno sociale e le maggiorazioni, dall’importo della pensione deve essere sottratto l’importo dei trattamenti percepiti.

Pensione per invalidi che non hanno mai lavorato

Se chi non ha mai lavorato è un invalido, al di sopra di determinate percentuali, può ottenere una prestazione di assistenza dall’Inps anche prima del compimento dei 67 anni di età. Può, ad esempio, ottenere:

  • la pensione d’invalidità civile;
  • la pensione per invalidi civili totali;
  • l’indennità di accompagnamento.

Ne abbiamo parlato in: Guida alle agevolazioni per disabili.



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1 Commento

  1. Dopo ce ho passato parte della mia vita lavorando includentdo anche il servizio militare mi trovo con 63 settimane di contributi .All,eta di 67 anni ho fatto riciesta di pensione allo stato Italiano sapete quando mi si e accordato? 15 sterline al mese che schifo ..
    Vivo in England con 30 anni di contributi prendo una piccola pensioncina . Ma qualcuno mi puo dire se tutto questo e giusto? sempre riguado allo stato Italiano.Per favore qualcuno mi dia una risposta…..Grazie

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