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Arrivano nuovi controlli sui contanti fino a mille euro

21 Giugno 2019
Arrivano nuovi controlli sui contanti fino a mille euro

Banche e Poste dovranno comunicare all’Unità di informazione finanziaria tutte le movimentazioni di contanti che raggiungono 10mila euro. Ecco cosa cambia per il cittadino nella gestione del risparmio.

È sempre più incisiva la guerra all’uso dei contanti. Da settembre, tutte le banche saranno tenute a informare non soltanto – come già fanno – l’Agenzia delle Entrate di tutte le movimentazioni sul conto corrente (versamenti, bonifici e prelievi), ma anche l’Uif, l’Unità di informazione della Banca d’Italia. A differenza però delle comunicazioni inviate all’archivio dei rapporti finanziari, le nuove informazioni scatteranno solo per movimenti superiori a 10mila euro. In verità, i controlli vengono estesi anche a prelievi e versamenti da 1.000 euro se c’è il sospetto che essi siano la frammentazione di un prelievo o di un versamento di valore più elevato, complessivamente pari o superiore a 10.000 euro.

Come influiranno i nuovi controlli sui contanti sulla nostra vita e come dovrà cambiare, per il comune cittadino, la gestione del proprio risparmio?

Ad inizio mese abbiamo assistito al lancio della “Morte Nera” del fisco: la cosiddetta Super anagrafe dei conti correnti ha avuto il suo lancio individuando i primi evasori. Ora, il maxi cervellone delle Entrate – battezzato con il più feroce nome di Risparmiometro – si avvia a stanare anche i contribuenti privati, titolari di redditi da lavoro autonomo, dipendente o pensionistici. In verità, si tratta, né più né meno, di un redditometro al contrario: il computer riesce a verificare quanti prelievi dal conto corrente sono stati fatti nell’arco di un anno, potendo così desumere, nel caso di scarso utilizzo del c/c, se il contribuente dispone di ulteriori risorse in contanti, evidentemente non tracciabili e, perciò, probabilmente sottratte al fisco. 

A parte ciò, da settembre scatteranno le comunicazioni automatiche di tutti i movimenti pari o superiori a 10mila euro che gli istituti di credito dovranno fare all’Unita di Informazione della Banca d’Italia (la cosiddetta Uif). Queste informazioni serviranno al contrasto del riciclaggio del denaro sporco e dei reati più gravi. A ricordarlo è la stessa Uif con una nota appena pubblicata. 

A introdurre la novità è stato un decreto legislativo di due anni fa (D.lgs. n. 90/2017) che verrà attuato proprio in questi giorni. Il monitoraggio automatico operato dalla task force di Bankitalia non ha però scopi direttamente rivolti a perseguire l’evasione fiscale (verifica che già compie l’anagrafe dei conti correnti in uso all’Agenzia delle Entrate), ma ha una finalità di contrasto alla commissione di reati come il riciclaggio, l’usura e l’abusivismo finanziario. 

Il conto corrente diventa, quindi, un sorvegliato speciale ovunque esso sia stato acceso: banche o Poste. 

Non ci sarà possibilità di spezzettare l’operazione in più prelievi per evitare i controlli: anche in questi casi scatterà la segnalazione se la singola operazione raggiunge mille euro. 

La segnalazione dovrà contenere la data dell’operazione, l’importo, la causale, la filiale, i dati identificativi del cliente. I dati dovranno essere comunicati in via telematica. Il tutto dovrebbe rafforzare tutte quelle procedure per combattere il riciclaggio.

 



5 Commenti

  1. La vedo un po’ come la fattura elettronica che, come diceva qualcuno, se una fattura non la fai non puoi evaderla…qui vedo la stessa cosa, secondo voi il nero passa per i conti? Se a me danno soldo contante in mano, lo metterò mai in banca? Non lo spenderò in posti come ristoranti, bar, il comunissimo supermercato? Cosa faranno allora, anagrafe dei frequentatori dei locali, del supermercato, della palestra? È la solita guerra fondamentalmente a chi già le tasse un minimo le paga, niente di più….chiaro che ci vuole anche intelligenza nel gestire l’eventuale nero, ma nel momento in cui ci sono i neuroni è pressoché impossibile beccare…

    1. Eh no, mica sono fessi. Tu avrai un C/C sul quale versi il “bianco” però non lo usi e vivi lo stesso, con che cosa vivi? Col “nero”, no? Ecco che verranno a chiederti di dimostrare loro come fai a vivere senza mai spendere un soldo. Bum!

      1. Conosci il sistema lavatrice ??
        Apro un negozio (bar/ristorante) sovrafatturo e ripulisco i soldini sporchi ….
        Stesso sistema …
        Spendo il minino vitale fiscalmente e gli sfizi o il surplus a nero ….
        C’è un solo sistema , ma non lo vogliono adottare ….

      1. il problema e proprio questo……tutti si preoccupano a come pulire il nero ma trascurano la parte piu importante……….le istutuzioni finanziarie vogliono sapere come noi gestiamo i nostri soldi non tanto per sapere se vengono da fonti illegali,tanto quanto per assicurarsi che loro abbiano sempre le tasse pagate……..ma essi non dimostrano mai dove vanno i nostri soldi delle tasse,sicuramente non in infrastuttre pubbliche,ne sanitarie, ne stradali perche tutte queste si degradano di anno in anno sempre di piu…….mentre aumentano le tasse per mantenerle salde………….vogliono che siamo i loro schiavi ecco il perche di questi controlli a tappeto……..tra breve non saremo neanche padroni dei nostri avere e saremo obbligati a lavorare solo per loro…SVEGLIA ITALIA.

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