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Revisione auto: controlli previsti

2 Agosto 2019 | Autore:
Revisione auto: controlli previsti

Quali sono le regole per eseguire correttamente la revisione della propria autovettura

L’automobile è tra i beni più coccolati dagli italiani. L’acquisto dell’auto rappresenta per molti un bel momento da condividere con parenti e amici. Ma l’automobile ha i suoi costi e deve essere anche un mezzo sicuro. Troppe volte, infatti, le cronache ci raccontano di tragici incidenti nei quali restano coinvolti giovani vite. Allora, è giusto che l’automobilista, per la propria e per l’altrui sicurezza, non dimentichi di sottoporre periodicamente la vettura a quei controlli che vanno sotto il nome di tagliandi.

Tra i controlli previsti c’è anche la revisione auto che, a differenza dei cosiddetti tagliandi, costituisce un obbligo di legge [1]. Mentre i tagliandi, infatti, sono controlli che la casa madre propone all’automobilista e che l’automobilista può scegliere se effettuare o meno, la revisione è invece imposta dalla legge e, se non viene effettuata, il proprietario è soggetto ad una sanzione economica compresa tra euro 173 ed euro 695. E non basta. Perché chi circola senza aver sottoposto a revisione la propria auto subirà, oltre alla sanzione economica, anche un provvedimento di sospensione della circolazione fino a quando la revisione non sia effettuata. E se poi si viene colti a circolare nonostante il provvedimento di sospensione della circolazione, allora ci sarà una ancora più pesante sanzione economica (da euro 2.002,00 fino ad un massimo di euro 8.009,00) oltre al fermo amministrativo del mezzo per novanta giorni.

Infine, se questo tipo di violazione dovesse ripetersi nel tempo, è prevista addirittura la confisca del veicolo. Fare la revisione, quindi, non solo evita pesanti sanzioni, ma è un dovere di ogni buon cittadino per ridurre al minimo i rischi collegati alla circolazione su strada. Nell’articolo che segue analizzeremo le regole fondamentali relative alla revisione delle auto.

Come funziona la revisione delle auto?

Le norme vigenti [2] stabiliscono che durante la revisione di un’autovettura vanno controllati:

  • i dati identificati del veicolo;
  • l’impianto di frenatura (freno a mano);
  • lo sterzo (cuscinetti, fissaggio, stato meccanico);
  • la visibilità;
  • l’impianto elettrico e parti del circuito elettrico (proiettori, luci, indicatori di direzione);
  • le assi, le ruote, gli pneumatici e le sospensioni;
  • il telaio e gli elementi fissati al telaio (carrozzeria, portiere, serrature, serbatoio);
  • le altre dotazioni del veicolo (clacson, cinture di sicurezza;
  • gli effetti nocivi (gli scarichi e i rumori).

L’esito della revisione (positivo o negativo) è attestato in un certificato di revisione rilasciato a chi abbia consegnato l’autovettura per eseguire la revisione.

Nel certificato di revisione è indicato:

  • numero di identificazione del veicolo;
  • targa di immatricolazione del veicolo;
  • luogo e data del controllo;
  • lettura del contachilometri al momento del controllo, se disponibile;
  • categoria del veicolo, se disponibile;
  • carenze individuate e livello di gravità;
  • risultato del controllo tecnico;
  • data della successiva revisione;
  • nome dell’organismo che ha effettuato la revisione e firma o darti identificativi dell’ispettore che ha eseguito la revisione.

In caso di esito negativo, le carenze dell’autovettura sono classificate in:

  • carenze lievi (che non hanno impatto significativo sulla sicurezza del veicolo, né sull’ambiente, né sulla sicurezza degli altri utenti della strada);
  • carenze gravi (che hanno impatto significativo sulla sicurezza del veicolo e/o sull’ambiente e/o sulla sicurezza degli altri utenti della strada);
  • carenze pericolose (che costituiscono un rischio immediato o diretto per la sicurezza stradale o che hanno effetti sull’ambiente e che giustificano la possibilità di vietare la circolazione del mezzo su strade pubbliche).

Se l’esito della revisione è stato negativo perché il veicolo ha presentato carenze non tanto gravi da vietarne la circolazione, l’auto potrà continuare a circolare, ma la revisione dovrà essere ripetuta entro un mese a partire dal momento in cui sulla carta di circolazione è annotato: “Revisione ripetere – Da ripresentare a nuova visita entro un mese”.

Se, invece, l’esito della revisione è negativo perché le carenze dell’autovettura sono tanto gravi da doverne vietare la circolazione, allora il mezzo non potrà circolare e sulla carta di circolazione sarà annotato: “Revisione ripetere – Veicolo sospeso dalla circolazione fino a nuova visita con esito favorevole. Può circolare solo per essere condotto in officina”.

In questo caso, è solo consentito di condurre l’auto in riparazione in officina nello stesso giorno in cui sulla carta di circolazione è stata apposta la dicitura indicata.

La revisione delle auto è periodica

Ogni quanto tempo e dove si fa la revisione delle auto?

La normativa [3] prevede che la autovetture per il trasporto di persone e loro bagagli (che abbiano fino a otto posti sedere oltre al conducente) debbano essere sottoposte a revisione:

  • la prima volta entro quattro anni dopo la data di prima immatricolazione (per la precisione entro la fine del mese di rilascio della carta di circolazione: ad esempio se la carta di circolazione è stata rilasciata il 3 aprile 2019, la prima revisione dovrà essere effettuata entro il 30 aprile 2023);
  • e successivamente ogni due anni entro la fine del mese corrispondente a quello in cui è stata effettuata l’ultima revisione (ad esempio: se la prima revisione è stata eseguita il 10 aprile 2023, la successiva revisione andrà effettuata entro il 30 aprile 2025);
  • ogni volta che l’autorità competente lo ordini, anche su segnalazione degli organi di polizia stradale, se sorgono dubbi sui requisiti di sicurezza, rumorosità ed inquinamento del veicolo;
  • se l’autorità competente lo disponga a seguito di segnalazione degli organi di polizia stradale intervenuti in caso di incidente che abbia seriamente danneggiato il veicolo causandogli danni che pregiudicano la sicurezza stradale.

La revisione periodica può essere effettuata o presso gli uffici periferici del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Motorizzazione civile) oppure presso le officine private autorizzate.

Il costo della revisione presso la Motorizzazione civile è pari ad euro 45,00.

Il costo della revisione presso le officine autorizzate è pari ad euro 66,80.

La revisione si può effettuare presso officine private autorizzate


note

[1] Art. 80 cod. str.

[2] D. m. 17/05/2017.

[3] Art. 5, d.m. 17/05/2017.


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3 Commenti

  1. I numerosi e pressanti impegni lavorativi non rientrano tra le ipotesi di caso fortuito e forza maggiore, configurabili solo a fronte della impossibilità di adottare comportamenti diversi da quello in concreto tenuto e sanzionato, che permettono di escludere la responsabilità per mancato assolvimento dell’onere di revisione della propria vettura.

  2. La grossolanità della contraffazione integra ipotesi di reato impossibile solo allorchè il falso sia “ictu oculi” riconoscibile da qualsiasi persona di comune discernimento ed avvedutezza, dovendosi escludere possa attribuirsi tale qualità alla falsità del bollino attestante l’avvenuta revisione del veicolo accertata dai carabinieri a seguito di una complessa indagine posto che questi ultimi sono soggetti particolarmente qualificati in grado di operare un’accurata ed esperta osservazione dello stesso.

  3. La revoca della concessione ministeriale dell’esercizio dell’attività di revisione può essere disposta solo nel caso in cui venga accertato dai competenti organi ispettivi che l’esercente attività di revisione di auto e motoveicoli abbia commesso tre violazioni alle norme tecniche e alle modalità di svolgimento dell’attività stessa nell’arco di due anni dall’accertamento di una prima violazione, stante la natura e il carattere particolarmente afflittivo del provvedimento di revoca, che può essere legittimamente adottato solo a fronte di gravi e reiterate (quattro in due anni) infrazioni alle norme tecniche, infrazioni che integrano il venir meno dei requisiti di professionalità ed onorabilità su cui riposa il rapporto fiduciario in virtù del quale lo Stato concede al privato l’esercizio di attività concretanti pubbliche funzioni.

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