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Danno da vacanza rovinata

30 Luglio 2019 | Autore:
Danno da vacanza rovinata

Se il tuo viaggio non ha le caratteristiche promesse e hai subito una serie di disservizi, il tour operator ti deve risarcire. Si tratta del danno da vacanza rovinata.

E’ finalmente ora di vacanze! Hai organizzato il tuo viaggio in ogni dettaglio, ma purtroppo il tuo soggiorno viene rovinato a causa di una serie di disservizi: il volo è in ritardo o è stato cancellato, l’hotel non è come ti era stato prospettato oppure non risulta alcuna prenotazione a tuo nome. Insomma, le tue vacanze sono rovinate o comunque caratterizzate da disagi che hanno compromesso la possibilità tanto attesa di rilassarti e svagarti con familiari o amici. Il Codice del turismo prevede che, se il disservizio è di rilevante importanza, tu possa chiedere, oltre ed indipendentemente dalla risoluzione del contratto, un risarcimento del danno correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso ed all’irripetibilità dell’occasione perduta. Si tratta del danno da vacanza rovinata: vediamo nel dettaglio in cosa consiste e come viene risarcito.

Cos’è il danno da vacanza rovinata?

Il danno da vacanza rovinata è un tipo di danno che comprende, da un lato, la perdita patrimoniale subìta (ad esempio, il ristoro dei costi sostenuti per l’acquisto dei biglietti aerei, oppure della prenotazione alberghiera), dall’altro la perdita non patrimoniale, ossia la perdita di un’occasione di relax a causa della vacanza non riuscita.

Il danno da vacanza rovinata, proprio perché riguarda la sfera personale del turista, intrecciandosi con il suo diritto alla salute (al riposo) ed alla vita familiare (la vacanza è infatti un momento in cui generalmente la famiglia si riunisce e si diverte assieme), costituisce una specie particolare rispetto alla categoria generale dei danni alla persona.

In pratica, la vacanza rovinata, in quanto occasione di svago e relax, è risarcibile in quanto lesione di interessi non strettamente economici costituzionalmente garantiti.

Come chiedere il risarcimento del danno da vacanza rovinata

Il danno da vacanza rovinata è conseguenza di un inadempimento del tour operator, dunque a questo andrà richiesto il risarcimento.

In particolare, al verificarsi di un disservizio direttamente sul posto di vacanza, è necessario presentare tempestivamente un reclamo al tour operator, telefonicamente oppure a mezzo e-mail o fax.

In caso di mancata risposta e non oltre 10 giorni dal rientro, è possibile presentare un reclamo formale per iscritto a mezzo di raccomandata a/r, o pec, indicando precisamente al tour operator le difformità del servizio ricevuto rispetto a quanto era stato promesso o pubblicizzato, i disagi subiti e le spese personalmente sostenute e non prospettate (ad esempio il costo del pernottamento presso altra struttura alberghiera), chiedendo il relativo indennizzo.

La richiesta di risarcimento, si prescrive in un anno dal rientro dalle vacanze: in pratica, qualora il tour operator non provveda spontaneamente al pagamento di un indennizzo in favore del turista, questo potrà, entro un anno dal rientro dalle vacanze, agire dinanzi al giudice per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dall’inesatto adempimento o inesatta esecuzione della prestazione.

Come viene quantificato il danno?

Trattandosi di un danno non patrimoniale, e dunque difficilmente quantificabile nel suo esatto ammontare economico, la giurisprudenza ritiene che esso possa essere valutato in via equitativa, ossia secondo la discrezionalità del giudice, in base alle caratteristiche del caso concreto. Il giudice dovrà ad esempio valutare l’irripetibilità del viaggio, il valore attribuito a quella vacanza dal turista, lo stress subìto a causa dei disservizi, il tipo di disservizio subìto.

Si pensi, al danno derivante dallo smarrimento del bagaglio in viaggio di nozze, in occasione del volo di andata: in tale ipotesi è stato riconosciuto dalla giurisprudenza il risarcimento del valore del bagaglio mai più ritrovato e del 50% del costo del viaggio aereo a persona [1] oppure si pensi ad una sistemazione alberghiera inadeguata per un turista portatore di handicap: la giurisprudenza ha riconosciuto il diritto del viaggiatore all’integrale rimborso del prezzo del pacchetto turistico, oltre ad un ulteriore indennizzo di 500 euro, valutato in via equitativa per il disagio subito [2].

Si pensi al turista che trovi la spiaggia sporca o il mare inquinato: le fotografie pubblicate sui depliant riproducono una bella spiaggia antistante all’albergo ed un bel mare, ma sul posto i turisti trovano un divieto di balneazione o comunque un mare ed una spiaggia inospitali. La giurisprudenza ha riconosciuto in casi analoghi un danno da vacanza rovinata di circa 1.600 euro, valutato in via equitativa [3].

 

 


note

[1] Trib. di Reggio Emilia, Sent. N. 279 del 13/02/2013

[2] Giudice di Pace di Salerno, Sent. n. 2691/07  

[3] Cass. civ. Sez III, Sent. n. 5189 del 04/03/2010


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