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Quanti soldi contanti si possono versare in banca

23 Giugno 2019
Quanti soldi contanti si possono versare in banca

I tre tipi di controlli sui nostri conti correnti: come il fisco, la Banca d’Italia e la Uif verificano i versamenti di denaro contante.

Hai accumulato una discreta somma di contanti e ora vuoi depositarli sul tuo conto corrente. Stai meditando se sia meglio eseguire un unico versamento nello stesso giorno o frazionare l’operazione in più volte a distanza di qualche settimana l’una dall’altra. Chiaramente, non vuoi chiedere consigli  allo sportellista della banca che magari potrebbe essere proprio il soggetto deputato a denunciare l’operazione sospetta alle autorità o ai suoi superiori. Sicché non ti resta che rivolgerti a un consulente specializzato. A lui chiedi: quanti soldi contanti si possono versare in banca? 

Ipotizzando una probabile conversazione tra te e il professionista, abbiamo provato a rispondere ai dubbi più frequenti che può avere chi, da un lato, non intende nascondere denaro in casa e, dall’altro, non vuole rischiare controlli. E difatti c’è una considerazione preliminare che va sfatata una volta per tutte: è finita l’epoca del segreto bancario. Ragion per cui, qualsiasi operazione fai sul tuo conto corrente – sia essa un prelievo, un versamento o un bonifico – viene registrata e poi comunicata alle autorità. Autorità che sono tanto l’Agenzia delle Entrate quanto la Uif, l’Unità di Informazione Finanziaria presso la Banca d’Italia.

Ma procediamo con ordine e vediamo quanti soldi contanti si possono versare in banca.

Esiste un limite ai contanti che si possono versare in banca?

Nessuna legge impone un limite alla possibilità di versare soldi contanti in banca. Per cui, almeno in teoria, potresti anche depositare 10mila euro tutti in una volta senza rischiare nulla. Sempre ammesso ovviamente che si tratti di denaro di provenienza lecita. Tuttavia devi sapere che possono essere eseguiti dei controlli. Proprio di questi controlli parleremo qui di seguito. Lo faremo tenendo conto delle tre diverse normative che, sul punto, si intrecciano: quella fiscale, quella sulla tracciabilità dei pagamenti e quella sul riciclaggio del denaro sporco proveniente da crimini.

Controlli del fisco sui contanti versati in banca

Lo abbiamo ripetuto sino alla noia su queste stesse pagine. Esiste un registro pubblico, comunemente chiamato «Anagrafe dei conti correnti», alimentato dalle informazioni che le banche inviano annualmente all’Agenzia delle Entrate. Questo enorme database informativo contiene non solo l’indicazione dei rapporti in essere tra ogni cittadino italiano e un istituto di credito (numero di conto corrente, saldo attivo o passivo, contratti di aperture di credito, cassette di sicurezza, conto deposito titoli, ecc.), ma anche l’analitica indicazione di ogni movimentazione bancaria (versamenti di contanti sul c/c, prelievi, bonifici eseguiti e ricevuti). I nostri conti correnti sono come case di vetro, all’esterno delle quali si può chiaramente vedere cosa succede dentro.

A che servono queste informazioni? Innanzitutto, per il contrasto all’evasione fiscale. Se versi dei soldi sul tuo conto corrente devi essere pronto a dimostrarne la provenienza. Ti potresti allora trovare in due diverse situazioni:

  • se questa somma è stata già riportata sulla tua dichiarazione dei redditi o sul 730 non devi temere alcunché: pensa ad esempio al canone di affitto di un contratto di locazione regolarmente registrato o al pagamento di una fattura regolarmente registrata;
  • potrebbe però trattarsi di una somma che non deve essere dichiarata al fisco: ciò succede o quando si tratta di un reddito esentasse (pensa, ad esempio, alla donazione di un genitore, a un risarcimento, alla vendita di un oggetto usato o di un gioiello in un negozio Compro oro) oppure di un reddito che è stato già tassato alla fonte, prima che ti fosse versato (pensa ad esempio a una vincita alle scommesse sportive). Ebbene, in questo secondo caso sei tu a dover dimostrare la fonte del denaro. Diversamente, sarebbe troppo facile incassare mille euro in nero, depositarli in banca e poi dichiarare che si tratta di un regalo. Ecco che allora il contribuente deve possedere documenti scritti, con data certa, da cui risulta inequivocabilmente la provenienza dei soldi in questione.

Che c’entra tutto questo con il problema di quanti soldi si possono versare in banca? Molto semplice: significa che se anche non c’è un limite di importo che puoi depositare sul tuo conto corrente, devi essere sempre pronto a giustificare la fonte di tale importo qualora non sia riportato sulla dichiarazione dei redditi. Se non riesci a fornire tale dimostrazione, l’Agenzia delle Entrate può presumere che si tratti di “nero”: soldi evasi allo stato e alla tassazione. Per cui, oltre a sanzionarti, applica le imposte sul denaro in questione. Con la conseguenza che se si tratta di una somma esente o già tassata alla fonte, pagherai un’imposta che, altrimenti, non avresti mai dovuto versare.

A questo punto la prudenza vuole che tu ti astenga dal versare sul conto corrente soldi di cui, seppur di provenienza lecita, non riesci a provare la fonte con un documento scritto avente “data certa”. Se hai vinto 2mila euro a una giocata con gli amici sarà meglio che tieni a casa il contante.

Limite al versamento di contanti in banca

Dopo aver visto i rischi fiscali, vediamo cosa dispone, invece, la normativa sulla tracciabilità dei pagamenti. Come certamente ricorderai, è vietato trasferire più di 3mila euro in contanti tra soggetti diversi. In realtà questa norma non si applica ai versamenti di contanti sul conto visto che non c’è uno scambio di denaro: il proprietario dei soldi resti sempre tu, mentre la banca è solo una depositaria.

Da questo punto di vista, quindi, non rischi alcunché.

Segnalazioni dei versamenti sul conto corrente

Di recente, è stata approvata una normativa che impone alle banche di segnalare alla Uif, l’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia tutti i versamenti e prelievi di contanti superiori a 10mila euro o anche superiori a mille euro se c’è il sospetto che essi siano la frammentazione di un prelievo o di un versamento di valore più elevato, complessivamente pari o superiore a 10.000 euro. Leggi sul punto Arrivano nuovi controlli sui contanti.

Lo scopo qui non è il contrasto all’evasione (come detto, tale finalità è svolta dall’Agenzia delle Entrate grazie all’Anagrafe dei conti correnti) ma la prevenzione di reati di riciclaggio e criminalità organizzata. L’addetto allo sportello dunque potrebbe chiederti come ti sei procurato i contanti e poi comunicarlo alla direzione della propria banca che, a sua volta, informa la Uif. Se non hai però nulla da nascondere questo tipo di controllo non dovrebbe preoccuparti.

 


note

[1] Dpr 600/1973.


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8 Commenti

  1. Io ed altri eredi abbiamo ricevuto un immobile ovviamente in eredità lo abbiamo venduto ed ovviamente ognuno di noi ha preso la sua parte quando io vado a versare questi soldi che peraltro un assegno circolare in fisco potrebbe dirmi qualcosa come posso proteggermi e in tal caso ma devo pagare ancora delle tasse su quello che verso sul mio conto corrente? Vi ringrazio attendo una vostra risposta in merito

    1. La vendita di un immobile di provenienza ereditaria comporta, ove non effettuata precedentemente, la trascrizione dell’accettazione tacita di eredità. Ciò in quanto l’alienazione di un bene ereditario estrinseca, di per sé, la volontà di disporre di quel bene stesso e, dunque, la volontà di accettare l’eredità di cui il medesimo fa parte. Infatti, l’accettazione è tacita quando il chiamato all’eredità compie un atto che presuppone necessariamente la sua volontà di accettare e che non avrebbe il diritto di fare se non nella qualità di erede. Per saperne di più, leggi il nostro articolo: Che tasse pagare per vendere un bene ereditato? https://www.laleggepertutti.it/163373_che-tasse-pagare-per-vendere-un-bene-ereditato
      Se desideri sottoporre il tuo caso specifico ai nostri esperti, puoi richiedere una consulenza professionale cliccando qui https://www.laleggepertutti.it/richiesta-di-consulenza

      1. Certo, il momento che sono dal notaio per l’atto di vendita, al notaio stesso si pagano a trascrizione dell’accettazione di eredità, praticamente noi italiani paghiamo 2 volte, la prima quando vado al comune e faccio la dichiarazione che io sono erede, poi dal notaio al momento che vendo; quindi dopo quando verso i soldi in banca, ho altre tasse? Se così fosse trasferisco tutto all’estero a mia mogli che è giapponese.
        Insomma ci sono altre tasse?
        Grazie molto e cordiali saluti

        1. Puoi trovare maggiori informazioni nei nostri articoli:
          -Tasse sulle successioni, a quanto ammontano? Chi sono i soggetti tenuti a presentare la dichiarazione di successione e a pagare le imposte sull’eredità ricevuta; i gradi di parentela e le franchigie https://www.laleggepertutti.it/278560_tasse-sulle-successioni-a-quanto-ammontano
          -Gli eredi devono pagare le sanzioni sulle tasse? Trasmissione dei debiti del defunto sugli eredi: sull’avviso di pagamento o sulla cartella esattoriale si possono sgravare le sanzioni amministrative o tributarie. https://www.laleggepertutti.it/277273_gli-eredi-devono-pagare-le-sanzioni-sulle-tasse

  2. Si in caso di vendita l’agenzia delle entrate o la gdf potrebbero chiederti la provenienza è quale documento migliore se non la copia conforme all’originale dell’atto che oltre a dimostrare la provenienza del denaro è un titolo che serve a mantenere le detrazioni di lavori effettuati sull’immobile documento di scsrico responsabilità civili e penali prodotte dall’immobile!

  3. se vendo un rolex(acquistato 10 anni fa ) per 5000 euro e verso i soldi sul mio c/c l agenzia delle entrate mi può fare problemi ???grazie

    1. Da quello che ho capito, sì. Ti tieni una copia di ricevuta controfirmata dall’acquirente e sei a posto, questo dimostra che i soldi non sono rubati. Ne ho parlato ora con mio padre, che ogni tanto mi regala dei soldi messi da parte (è pensionato), in qualche caso ho la ricevuta del bonifico, ma altre volte me li ha consegnati in contanti e io li ho versati sereno, mai più avrei pensato di dovergli far firmare un documento attestante la regalia. Ma in che regime stiamo vivendo?

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